“La lingua del santo” di Carlo Mazzacurati

Alberto Cassani, 12 Settembre 2000: Grottesco
Medusa, 15 Settembre 2000

Antonio e Willy sono due disoccupati che campano rubacchiando qua e là, ma quando tentano di rubare le offerte dalla basilica di Padova finiscono per portarsi a casa la preziosa Lingua di Sant’Antonio, contenuta in una teca d’oro tempestata di diamanti. Con quel furto, si tirano addosso le ire di tutti…


Sulla scia di Figli di Annibale (e dello straordinario I soliti Ignoti), Carlo Mazzacurati ci racconta le disavventure di due disoccupati che più falliti non si può. Campano rubacchiando qua e là, ma quando tentano il colpo grosso (rubare le offerte dalla basilica) sembra che finalmente le cose si mettano… di male in peggio. I due finiscono per portarsi a casa la preziosa Lingua di Sant’Antonio, contenuta in una teca d’oro tempestata di diamanti. Il problema è che con quel furto si tirano addosso le ire di tutti…

Carlo Mazzacurati esordì con Notte Italiana nel 1987, che portò a casa svariati premi. Anche i suoi film successivi furono apprezzati da critica e addetti ai lavori, ma il grande pubblico non è mai corso a vederli. Questa sua nuova regia potrebbe invertire la tendenza, perché presenta un Antonio Albanese decisamente più comico che non in Vesna va veloce (dello stesso regista) ed una trama abbastanza divertente ma anche impegnata al punto giusto.

La bella sceneggiatura gioca sul filo della malinconia e della risata a denti stretti. Attraverso una splendida voce narrante (di Fabrizio Bentivoglio, il cui accento padovano non è però del tutto convincente) ci viene raccontata una storia di ordinaria sfiga quotidiana, infarcita da qualche pillola di saggezza che solo il vero uomo della strada potrebbe regalarci. L’unico difetto, in tutto questo, è che i personaggi secondari finiscono per essere troppo poco definiti, e quindi quando le loro vicende si incrociano con quelle dei due protagonisti, che invece sono vivi e vivaci, la cosa ci tocca tutto sommato poco.

Albanese è bravo e divertente quando fa lo scemo; è un peccato che insista nel voler fare film “intellettuali”, perché potrebbe facilmente diventare un nuovo John Belushi (in piccolo e senza eccessi, ovviamente). Rispetto agli altri suoi film, comunque, questo è di gran lunga il migliore.


Titolo: La lingua del santo
Regia: Carlo Mazzacurati
Sceneggiatura: Carlo Mazzacurati, Franco Bernini, Umberto Contarello, Marco Pettenello
Fotografia: Alessandro Pesci
Interpreti: Antonio Albanese, Fabrizio Bentivoglio, Isabella Ferrari, Ivano Marescotti, Toni Bertorelli, Giulio Brogi, Marco Paolini, Giulio Base
Nazionalità: Italia, 2000
Durata: 1h. 50′



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4 commenti a “La lingua del santo” di Carlo Mazzacurati


  1. Anonimo

    film molto leggero ma allo stesso tempo riflessivo, che fa ragionare sulla maniera di interpretazione della commedia da parte di Mazzacurati: un’ imprecisione pero e presente nella sceneggiatura… Dove è finita la valigetta con dentro il prezioso contenuto durante il viaggio in bicicletta?

  2. Alberto Cassani

    Direi che è un errore fatto sul set, più che in sceneggiatura: quando hanno girato alcune scene si sono semplicemente dimenticati della valigetta…

  3. Marci

    a proposito de “I soliti Ignoti”… vorrei portarlo a un esame, sapreste consigliarmi dove trovare un analisi dettagliata e approfondita?
    ne ho trovata solo una ma non è molto corposa

  4. Alberto Cassani

    C’è un libro del Castoro su Monicelli scritto da Stefano Della Casa. Non so se è stato ristampato di recente ma penso tu lo possa trovare in una biblioteca bella grossa. Su Internet non mi pare di aver mai trovato nulla.