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"La masseria delle allodole" dei fratelli Taviani

27 marzo 2007 Recensioni 0 Commenti
Tiziana Cappellini, 23 Marzo 2007: Coinvolgente
01 Distribution, 23 Marzo 2007

Nel 1915, in un piccolo villaggio armeno, la giovane Nunik si appresta a lasciare la famiglia per fuggire col soldato turco Egon. Intanto, però, l’ambizione di realizzare una grande Turchia senza che in essa restino a vivere le popolazioni minori prende sempre più corpo nei luoghi di potere e all’interno dell’esercito turco…


Nell’intento di narrare il genocidio armeno attuato dai turchi all’inizio del XX secolo, il film dei fratelli Taviani segue le vicende di una famiglia armena narrandone siai rapporti familiari interni sia quelli sentimentali. Oltre all’affetto sincero che lega i membri della famiglia Avakian, ciò che colpisce del ritratto fatto del nucleo armeno è la loro generosità – tanto da accogliere e sfamare un mendicante turco al quale si affezionano – la loro disponibilità e affabilità e, soprattutto, il sincero desiderio di vivere in pace e perfino in amicizia con i turchi, tanto da accoglierli in casa propria sia in occasione di un funerale sia per una festa. I turchi, invece – eccezion fatta per il Colonnello Arkan, sua moglie ed Egon – vengono ritratti come dei fanatici che, per realizzare il loro progetto di una grande Turchia, decidono di eliminare gli armeni ritenendoli non solo un intralcio al loro cammino, ma perfino pericolosi e infidi, oltre che simpatizzanti dei russi contro i quali i turchi combattono durante la Grande Guerra.

Il film è piuttosto equilibrato nel riservare la prima parte al racconto della famiglia Avakian, anche se sullo sfondo delle loro giornate e dei loro pensieri serpeggia sempre una sorta di inquietudine e di preoccupazione, tanto da arrivare a nascondere dei gioielli per recuperarli e utilizzarli al momento opportuno. Dunque, la prima parte de La masseria delle allodole narra la vita familiare e sentimentale degli Avakian, colti sì nel momento di un lutto ma anche in quello gioioso dell’attesa che torni il fratello maggiore, trasferitosi a Venezia da ragazzo. È proprio la masseria delle allodole – che dà il titolo al film – la casa dalla quale quest’uomo è partito quando era poco più di un bambino, la casa circa la quale, attraverso un dipinto, ricostruisce i ricordi per raccontarli ai propri figli. La stessa casa che, invece, sarà teatro dell’inizio del genocidio.

È proprio a questo punto che, sottolineata dall’efferatissimo colpo di spada che un soldato turco cala sul nuovo patriarca degli Avakian, inizia la seconda, tragica, parte del film. Dopo che Egon si è trovato di fronte a un doloroso bivio e dopo che tutti gli altri uomini armeni sono stati eliminati dall’esercito turco, il film segue le sorti delle donne armene. Anche se Nunik resta la protagonista del film, ora non si tratta più delle sole donne Avakian, ma di tutte le altre che, insieme alle bambine, vengono deportate nel deserto in modo che il genocidio si completi.

Malgrado la presenza di due storie d’amore che vedono Nunik protagonista in un tipo di contesto che tenederebbe a escluderle e che rischiano di intrecciare forse pericolosamente il tono da romanzo con la Storia reale presente nel film, il film stesso riesce nell’intento di smuovere le coscienze e di sollevare riflessioni su una tragicissima vicenda storica. Partendo dal presupposto che è impossibile riscrivere la Storia e che non è giusto edulcorarla, le scene crude del film – che spezzano il pittoresco impianto visivo della prima parte fatto di colori, danze e canti – sono accettabili per quanto, ma non gratuitamente ed entro certi limiti, violente e toccanti.

Infine, è altrettanto comprensibile il destino di Nunik alla conclusione del film, da leggersi non tanto come vittima sacrificale, ma piuttosto come riscatto della tesi secondo la quale solo i più facoltosi si salveranno. Infatti, è vero che la ricchezza sarà un fattore determinante anche in questo caso, che le povere donne armene non si sono potute permettere aiuti altolocati quanto le donne Avakian, ma è pur vero che, permettendo ai soli bambini di salvarsi e di raggiungere lo zio a Venezia, nell’economia del film questo è stato un modo per evitare di aggiungere altra ingiustizia alla tremenda ingiustizia del genocidio.


Titolo: La masseria delle allodole
Regia: Paolo & Vittorio Taviani
Sceneggiatura: Paolo Taviani, Vittorio Taviani
Fotografia: Giuseppe Lanci
Interpreti: Paz Vega, Moritz Bleibtreu, Alessandro Preziosi, Angela Molina, Mohammad Bakri, Tcheky Karyo, Mariano Rigillo, Hristo Shopov, Hristo Jivkov, Stefan Danailov, Yvonne Brulatour Sciò, Nicolò Diana, Ubaldo Lo Presti
Nazionalità: Italia, 2006
Durata: 2h. 22′


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