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La quietud di Pablo Trapero

3 settembre 2018 Recensioni 0 Commenti
Festival di Venezia 2018

Bim, ancora inedito – Melodrammatico

A seguito dell’ictus del padre, Eugenia ritorna a Buenos Aires per stare vicina alla madre e alla sorella. Ma la situazione drammatica, e le ragioni che l’hanno generata, fanno riaffiorare antichi rancori…


Dopo l’apprezzatissimo Il clan, Pablo Trapero torna al Festival di Venezia – che già l’aveva ospitato al tempo del suo esordio nel lungometraggio – con un melodramma carico di tensioni umane come sessuali. La quietud è una pellicola non semplice da approcciare e ancor meno da digerire: i rapporti fra le tre donne corrono su un filo che sembra incongruente per via degli strappi improvvisi che esplodono, ma pian piano si disvelano per ciò che realmente sono, portando lo spettatore ad avvicinarsi o allontanarsi moralmente dalle protagoniste.

Grande merito nella riuscita di questo “gioco” registico lo hanno proprio le tre attrici, capaci sempre di essere piacevoli o sgradevoli a seconda delle necessità della sceneggiatura. Purtroppo si trovano accanto due attori totalmente privi del carisma che i loro personaggi dovrebbe avere per giustificare le azioni di chi li circonda.

Trapero gira come sempre con eleganza, facendo sì che l’elaboratezza di alcune scene non sembri solo un vezzo stilistico, ed è bravo a suggerire certi particolari senza sottolinearli eccessivamente. Forse gira con eccessiva attenzione la prima scena di sesso, ma è anche vero che quest’attenzione serve per definire fin da subito il complesso rapporto tra i due personaggi interessati.

Nell’ultima parte La quietud si fa più stucchevole, perché l’aspetto politico della vicenda entra in scena in maniera poco naturale, rivelandosi tutto sommato prevedibile e quindi non potente come il regista ha probabilmente immaginato. Certo poi la conclusione è comunque forte, ma il tono generale di sceneggiatura e regia può impedire a molti di apprezzare la pellicola.


La locandinaTitolo: La quietud
Regia: Pablo Trapero
Sceneggiatura: Pablo Trapero
Fotografia: Diego Dussuel
Interpreti: Martina Gusman, Bérénice Bejo, Edgar Ramírez, Joaquín Furriel, Graciela Borges, Isidoro Tolcachir
Nazionalità: Argentina – Francia, 2018
Durata: 1h. 57′


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