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"La sposa promessa" di Rama Burshtein

16 novembre 2012 Recensioni 4 Commenti
La sposa promessa

Lucky Red, 16 Novembre 2012 – Controcorrente

Una ragazza ebrea ortodossa di Tel Aviv deve scegliere il marito tra quelli proposti dai suoi genitori. Dopo alcune vicissitudini deciderà qual è l’uomo più adatto a lei tenendo in considerazione anche i desideri dei suoi genitori…


Hadas YaronIl cinema statunitense ci ha abituato a un certo tipo di commedie romantiche: lui e lei si incontrano, magari all’inizio si detestano, poi si conoscono meglio e dopo una serie di tira-e-molla si mettono insieme. Solitamente le commedie romantiche esaltano l’indipendenza delle scelte (soprattutto femminili) e la possibilità di rompere convenzioni sociali (gli innamorati vengono da classi sociali o ambienti diversi). Il cinema statunitense ci ha abituato a un certo tipo di inquadrature. Solitamente la macchina da presa si muove molto e tutta l’inquadratura è a fuoco.

Yiftach Klein e Hadas Yaron in una scenaLa sposa promessa rompe completamente questi schemi. Shira è una ragazza appartenente a una famiglia ebrea ortodossa di Tel Aviv, non ha nessun interesse a ribellarsi a questa famiglia e alle sue convenzioni all’interno delle quali si muove liberamente. La scelta per un suo futuro marito è già stata fatta, lei ne è consapevole e lo accetta di buon grado (naturalmente il prescelto appartiene al suo stesso ambiente). Purtroppo, un triste imprevisto cambia totalmente la situazione e la pone davanti a un dilemma: dovrà essere lei a scegliere tra due candidati, mentre i suoi genitori si dimostrano molto comprensivi.

Hadas YaronLe convenzioni sono rotte anche dal punto di vista tecnico: Rama Burshtein sceglie di tenere una profondità di campo ridotta al minimo necessario e di usarla in alcuni momenti come elemento della narrazione (solo chi parla è a fuoco). La macchina da presa non si muove quasi mai, imprimendo alla pellicola un ritmo lento e riflessivo, come i personaggi che si muovono sullo schermo. Il tutto, contornato da una sceneggiatura solidissima ricca di situazioni ottimamente costruite, da dialoghi rari e studiati e da personaggi costruiti in modo perfetto.


La locandinaTitolo: La sposa promessa (Lemale et Ha’chalal)
Regia: Rama Burshtein
Sceneggiatura: Rama Burshtein
Fotografia: Asaf Sudry
Interpreti: Hadas Yaron, Yiftach Klein, Irit Sheleg, Chaim Sharir, Razia Israely, Hila Feldman, Renana Raz, Yael Tal, Michael David Weigl, Ido Samuel, Neta Moran
Nazionalità: Israele, 2012
Durata: 1h. 30′


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Attualmente ci sono 4 commenti a questo articolo:

  1. Sebastiano scrive:

    Devo dire che ho visto il film convinto dalla vostra recensione, e quindi vi ringrazio.
    Controcorrente e’ proprio il termine piu’ azzeccato che si possa usare per definire la storia.
    Pero’ mi sembra altrettanto vero che la recensione stessa e’ uno spoiler unico!
    Non sarebbe meglio nascondere qualcosa?

  2. Alberto Cassani scrive:

    Mah… Secondo me non diceva nulla che non fosse già chiaro dal trailer, e comunque penso che il “succo” del film sia nel processo che porta la protagonista a scegliere, non tanto il perché debba scegliere o tra chi debba farlo. Comunque ho cambiato tre righe nel secondo paragrafo per rendere la situazione decisamente più ermetica.

  3. Francesco Binini scrive:

    Concordo con Alberto: chi sceglie è del tutto secondario rispetto a come e perchè lo sceglie. Comunque ottima la variazione.

    Mi fa molto piacere che Sebastiano abbia visto il film grazie alla nostra rece.

  4. Sebastiano scrive:

    Sono anche in questo caso in sintonia con le vostre risposte, pero’ la recensione cosi’ mi sembra migliore.
    Al cinema avrei fatto “Oh!”
    Certo che mi fido di voi (quasi sempre), Alberto lo sa…
    Infatti ora il film e’ gia’ in lista per la programmazione del cineforum dalle mie parti.
    Gia’ che ci sono anticipo che usero’ il tutto per la solita scheda ad uso del nostro pubblico.
    Se ci autorizzate…

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