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Le verità di Hirokazu Kore-eda

9 ottobre 2019 (29 agosto 2019) Recensioni 0 Commenti
Le verità

Bim, 10 Ottobre 2019 – Leggero

Quando Fabienne, celebre attrice francese, pubblica la sua biografia la figlia Lumir, va a trovarla a Parigi. L’incontro rappresenta l’occasione per riallacciare un rapporto affettivo compromesso sia dalla distanza chilometrica sia da dissapori relazionali, e  mette infine a nudo verità scomode o mai dette…


Film d’apertura della 76ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e presentato nella sezione principale, Le verità è il primo film che il regista giapponese Hirokazu Kore-eda ha girato fuori dal suo paese, in lingua francese e con un cast di star internazionali. È una pellicola dal tono lieve, una commedia in cui si ride spesso, grazie soprattutto alle battute caustiche e taglienti delle protagoniste, ci si commuove, e ci si immedesima nei personaggi e nei loro stati d’animo.

Con la grazia e l’eleganza stilistica che lo contraddistinguono, Kore-eda parla ancora una volta di famiglia, un tema che gli è caro e che rappresenta una costante nella sua cinematografia. In Le verità le protagoniste, interpretate rispettivamente da due icone del cinema francese come Catherine Deneuve e Juliette Binoche, sono una madre e una figlia che hanno da sempre una relazione complicata, principalmente a causa dalla forte personalità della prima, abituata a essere ammirata e poco incline a recepire i desideri di una figlia bisognosa di affetto.
Kore-eda racconta la loro relazione ambientando la storia essenzialmente in due luoghi: la vecchia casa di famiglia e il set cinematografico del film in cui Fabienne sta lavorando. Se la prima custodisce i ricordi del passato e del vissuto insieme, il secondo rappresenta il terreno di scontro, l’elemento che ha contribuito ad allontanare le due donne. Accanto a Fabienne e Lumir si muovono una serie di personaggi che contribuiscono in un modo o nell’altro a far riallacciare il loro legame e che appartengono sia al mondo della famiglia sia del lavoro; tra questi la piccola Charlotte, che con il suo sguardo di bambina, ingenuo ma attento, osserva l’evolversi del rapporto tra sua madre e sua nonna.

Se famiglia e ricordi sono i due elementi principali attorno a cui si sviluppa la storia, Kore-eda, autore anche della sceneggiatura, si diverte a inserirne un terzo che contribuisce a dare maggiore dinamicità alla narrazione: qual è l’essenza della recitazione e del mestiere dell’attore? Un tema che conduce a una riflessione più profonda sul concetto di verità/finzione, perché Fabienne, la protagonista è un’attrice che non smette mai di essere tale, recita sul set e spesso anche nella vita, al punto che la sua stessa biografia intitolata “La verità” è in realtà costellata di falsità, come le fa notare sua figlia. Ma in fondo, sembra in conclusione chiedersi il regista attraverso i suoi personaggi, conta di più la verità o una dolce bugia?

Forse Le verità non è all’altezza delle precedenti opere del regista giapponese, ma è comunque una pellicola divertente e lieve, ben realizzata e soprattutto molto ben recitata da due attrici in stato di grazia affiancate da altrettanto validi comprimari.


La locandinaTitolo: Le verità (La vérité)
Regia: Hirokazu Kore-eda
Sceneggiatura: Hirokazu Kore-eda, Léa Le Dimna
Fotografia: Eric Gautier
Interpreti: Catherine Deneuve, Juliette Binoche, Ethan Hawke, Ludivine Sagnier, Roger Van Hool, Jackie Berroyer, Laurent Capelluto, Manon Clavel, Christian Crahay, Clémentine Grenier, Alain Libolt, Maya Sansa
Nazionalità: Francia – Giappone, 2019
Durata: 1h. 46′


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