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"Légami!" di Pedro Almodóvar

3 agosto 2010 Recensioni 1 Commento
Francesco Manca, 3 Agosto 2010: Intenso
Academy, 1990

Marina è un’attrice di cinema con un passato da pornostar e tossicodipendente. Ricky ha passato la maggior parte della propria vita in manicomio. Si erano incontrati in discoteca e avevano passato una notte d’amore, ma per riconquistarla un anno dopo Ricky deve legarla al letto…


Il titolo dell’ottavo film di Pedro Almodóvar potrebbe, a prima vista, far pensare alla pratica del sadomasochismo. Non sarebbe un’interpretazione così irragionevole, visto che nelle sue prime fatiche registiche il buon Pedro ci ha più volte mostrato fin dove la natura umana (etero od omosessuale che sia) sia disposta a spingersi per appagare i propri desideri carnali. Ma – purtroppo o per fortuna – non è questo il caso, perché il tema predominante della pellicola è l’amore, trasposto in celluloide con tutte le stravaganze e le contraddizioni che si possono riscontrare in tutta la filmografia del cineasta iberico.

Con Légami! ci troviamo dinnanzi a una pellicola della quale è assai difficile decifrare il genere di appartenenza, e ancor più difficile è trasformare in parole tutte le sensazioni che affollano la mente dello spettatore al termine della visione. Si può concepire Légami! come una sorta di parabola onirica sull’impossibilità di accettare la triste realtà in cui ci si trova costretti a vivere, una realtà in cui le persone iniziano ad assumere lo stesso significato degli oggetti, al punto che noi stessi – come fa d’altronde il personaggio di Ricky – non vediamo altra possibilità se non quella di appropriarci con tutte le nostre forze delle cose (intese, in questo caso specifico, anche come persone) di cui sentiamo il bisogno. Uno degli intenti del film è, molto probabilmente, proprio quello di far comprendere agli spettatori che in un modo o nell’altro siamo tutti vittime delle nostre dipendenze, dipendenze che possono riguardare cose materiali come la droga o anche delle persone come per Ricky nel confronti di Marina, e che diventano spesso l’unica ragione di vita.

Almodóvar non ci parla qui soltanto di amore e attrazione fisica, ma dedica particolare attenzione all’amore dell’essere umano verso l’arte, in questo caso l’arte cinematografica. Lo fa non solo in maniera plateale e conforme alla narrazione, attraverso il personaggio del regista Máximo Espejo, ma ne compie un interessante sviluppo attraverso il linguaggio prettamente cinematografico, facendo della macchina da presa l’oggetto indispensabile per appagare il proprio voyeurismo. Analogamente a uno pionieri della New Hollywood come Brian De Palma, anche Almodóvar considera il porno come un valido espediente per dare sfogo alle proprie pulsioni voyerstiche, riuscendo tuttavia a mantenerne il distacco quando si trova a girare un’intensa scena di sesso tra Ricky e Marina che verrà sicuramente ricordata come una delle più significative e curiose della cinematografia anni ’90.

L’efficacia dimostrata dal punto di vista stilistico e tecnico, con un’ottima colonna sonora firmata da Ennio Morricone, è consolidata inoltre da ottime interpretazioni di tutti gli interpreti, con una doverosa nota di merito ai due protagonisti: Antonio Banderas e Victoria Abril, artefici di due performance tanto bizzarre da sembrare quasi fumettistiche ma indubbiamente emozionanti. Da sottolineare come Banderas, sino ad allora uno degli attori feticcio di Almodóvar, al termine delle riprese ha professionalmente abbandonato la natìa Spagna per sbarcare a Hollywood.

Per i seguaci del cinema almodóvariano più sperimentale ma come sempre appassionato, questa commedia totalmente sui generis rappresenterà un’autentica gioia per gli occhi, mentre gli amanti delle classiche storielle romantiche che oggi vanno tanto di moda a Hollywood così come nel nostro Belpaese farebbero meglio a restarne alla larga. Potrebbero non capire.


Titolo: Légami! (¡Átame!)
Regia: Pedro Almodóvar
Sceneggiatura: Pedro Almodóvar, Beringola Yuyi
Fotografia: José Luis Alcaine
Interpreti: Victoria Abril, Antonio Banderas, Loles León, Julieta Serrano, María Barranco, Rossy de Palma, Francisco Rabal, Lola Cardona, Montse G. Romeu, Emiliano Redondo, Oswaldo Delgado, Concha Rabal, Alberto Fernández
Nazionalità: Spagna, 1990
Durata: 1h. 51′


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  1. Storico film di Pedro. Rimane uno dei migliori!

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