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"Lost in Translation" di Sofia Coppola

30 agosto 2003 Recensioni 0 Commenti
Lost in Translation

Mikado, 5 Dicembre 200 – Caustico

Bob Harris è una stella del cinema in trasferta a Tokyo per girare spot pubblicitari. Charlotte è la giovane moglie di un fotografo che la trascura preferendole il lavoro. Bob e Charlotte hanno una stanza nello stesso albergo e si incrociano nel corso delle loro notti insonni. L’incontro si trasforma presto in un’intensa amicizia…


Scarlett Johansson e Bill Murray in Lost in TranslationIl soggetto ideato da Sofia Coppola, per quanto intrigante e sviluppato in maniera elegante, è troppo debole per reggere tutta la durata del film, e infatti le parti migliori di questo Lost in Translation sono le numerose gag che contrappongono lo stile di vita di Tokyo con la mentalità occidentale. Queste gag danno innanzi tutto la possibilità a Bill Murray di esprimersi al meglio delle sue capacità, e poi evitano che il film si limiti ad essere una delle troppe commedie romantiche che ancora affollano le nostre sale di tanto in tanto. Al fianco del grandissimo Murray, comunque, possiamo vedere una brava Scarlett Johansson, che cresce bene di film in film e che non meritava il primo piano poco fotogenico con il quale il film si apre, ed un inutile Giovanni Ribisi in un ruolo (quello del marito fotografo) che avrebbe giovato dell’interpretazione di uno sconosciuto.

Bill Murray in una scena di Lost in TranslationSe la regia della Coppola è tecnicamente di poco sopra la media e la fotografia di Lance Acord è del tutto anonima, bisogna notare la capacità della giovane regista di trattare temi e toni molto diversi tra loro, considerando la distanza stilistica che separa questa pellicola dalla sua opera precedente, Il giardino delle vergini suicide, che è però più vicina di quanto possa sembrare al tema di fondo di questa sua opera seconda.
Scarlett Johansson in una scena di Lost in TranslationIn questo caso, il rapporto di amicizia che si viene a creare tra i due protagonisti è raccontato con ritmo e senza banalità, dando a tutta la vicenda un aspetto realistico che lascia sorpresi quando ci si pensa. L’unico vero difetto dello script è quello di aver voluto trasformare a tutti i costi questa amicizia in amore fisico, cosa di cui non si sentiva affatto il bisogno. Bob e Charlotte sono due anime perse che si aggrappano l’una all’altra per riuscire ad affrontare una città – una vita – che non capiscono e che non capisce loro, e se la Coppola dà il meglio quando scrive le sequenze puramente comiche, non difetta in efficacia neanche quando in momenti più seri, tratteggiando personaggi sentiti e rendendo vive ed emozionanti le loro disavventure.


La locandina di Lost in TranslationTitolo: Lost in Translation – L’amore tradotto (Lost in Translation)
Regia: Sofia Coppola
Sceneggiatura: Sofia Coppola
Fotografia: Lance Acord
Interpreti: Bill Murray, Scarlett Johansson, Giovanni Ribisi, Anna Faris, Akiko Takeshida, Kazuyoshi Minamimagoe, Yutaka Tadokoro, Catherine Lambert, Akira Yamaguchi, Take
Nazionalità: USA, 2003
Durata: 1h. 42′


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