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L'ufficiale e la spia di Roman Polanski

2 settembre 2019 Recensioni 0 Commenti
Il manifesto del Festival di Venezia 2019

Distributore, 21 Novembre 2019 – Europeo

Nel 1895 il Capitano dell’Esercito francese Alfred Dreyfus viene degradato in conseguenza di una condanna per alto tradimento. Una delle persone che era stata testimone del processo viene promosso a capo dei servizi segreti, e casualmente comincia a indagare sul caso Dreyfus…


Roman Polanski avverte fin dal primo fotogramma che tutto quello che viene narrato in L’ufficiale e la spia è realmente accaduto, poi comincia a narrare “l’affare Dreyfus“, dalla degradazione dell’ufficiale e la sua condanna all’esilio. Il protagonista della pellicola è però il Colonnello Picquart, magistralmente interpretato da Jean Dujardin, che viene promosso a capo dei servizi segreti. Sono le sue indagini che Polanski segue, ed è la sua personalità che analizza.

Il regista polacco pare aver dato al suo film la forma di una parabola, da un punto di vista emozionale: L’ufficiale e la spia parte fin troppo lento, con una presentazione infinita dei personaggi (necessaria, visto che sono tantissimi) a cui segue un’accelerazione con un picco emotivo esattamente al centro del film che corrisponde al famoso “J’Accuse” di Zola che dà il titolo originale al lungometraggio e si conclude di nuovo lentamente, con la lunga parte processuale (anche questa necessaria, vista l’evidente intenzione di raccontare il caso fino alla fine) e i diversi finali.

L’ufficiale e la spia è un film stratificato, che riesce a mescolare diversi temi, anche se purtroppo non sempre riesce a renderli omogenei. Polanski parla di Giustizia, di senso del dovere, ma anche e soprattutto ritrae un’epoca storica che è stata fondamentale per i destini dell’Europa. Lo è stata probabilmente molto più di epoche successive più indagate e rappresentate dal cinema. L’affare Dreyfus, sebbene analizzato nei minimi dettagli, o forse proprio per questo, fa solo da base, quasi da sottofondo al ritratto di un’epoca che vede già, in nuce, tutti i problemi che esploderanno da lì a poco in Europa: la Prima Guerra Mondiale, l’antisemitismo, gli eserciti luogo di potere quasi assoluto e in parte estraneo e indipendente allo Stato.

L’ufficiale e la spia non è un film d’intrattenimento; è un film impegnato e impegnativo, che richiede allo spettatore ogni risorsa per essere seguito e capito, perché è abbastanza evidente che il “j’accuse” non è solo il celeberrimo pezzo di Zola pubblicato sui giornali dell’epoca ma è anche il “j’accuse” personale di Polanski verso la nostra società: le fake news, i complotti, il razzismo. Forse non è un grande film, ma è un film davvero importante di un autore fondamentale che, parlando del passato riesce a darci un ritratto inquietante del presente.


La locandinaTitolo: L’ufficiale e la spia (J’accuse)
Regia: Roman Polanksi
Sceneggiatura: Robert Harris
Fotografia: Pawel Edelman
Interpreti: Jean Dujardin, Louis Garrel, Emmanuelle Seigner, Mathieu Amalric, Denis Podalydès, Wladimir Yordanoff, Didier Sandre, Melvil Poupaud, Eric Ruf, Laurent Stocker, Michel Vuillermoz, Damien Bonnard, Laurent Natrella, Bruno Raffaelli
Nazionalità: Francia – Italia, 2019
Durata: 2h. 06′


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