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L'uomo di neve di Tomas Alfredson

7 novembre 2017 Recensioni 0 Commenti
L'uomo di neve

Universal, 12 Ottobre 2017 – Piatto

Cade la prima neve a Oslo e alcune donne, soprattutto madri singole o con matrimonio in crisi, spariscono senza lasciare traccia. Sul luogo della loro scomparsa, misteriosi pupazzi di neve. Harry Hole, a capo di un’unità investigativa della polizia norvegese, si occupa delle indagini insieme alla giovane collega Katrine Bratt…


Basato sull’omonimo romanzo dello scrittore norvegese Jo Nesbø, L’uomo di neve è un tentativo infelice di adattare per lo schermo un celebre romanzo della serie che ha per protagonista il detective Harry Hole. Il regista del film avrebbe dovuto essere Martin Scortese, ma per una serie di questioni occorse in fase di preparazione della pellicola, il regista statunitense è rimasto coinvolto solo in veste di produttore esecutivo, e la regia è passata invece nelle mani di Tomas Alfredson. Dal talentuoso cineasta svedese, autore degli ottimi Lasciami entrare e La talpa ci si aspettava qualcosa di diverso. Soprattutto, ci si aspettava più di un adattamento cinematografico incolore e con il grave difetto di essere un thriller privo di tensione. Davvero un peccato, visto che il film aveva tutte le carte in regola per essere un successo: regia, cast, produzione. Allora che cosa è andato storto?

I problemi di L’uomo di neve sono principalmente due: la sceneggiatura e il montaggio. Tradurre per lo schermo il romanzo di Nesbø non era facile, sia per la ricchezza della storia sia per la natura del suo personaggio principale. Quindi, alcune modifiche e semplificazioni rispetto al libro sono comprensibili e accettabili, ma la sceneggiatura scritta da Hossein Amini e Peter Straughan non solo ha appiattito e banalizzato la trama, ma non ha saputo descrivere efficacemente il personaggio di Harry Hole.

L’uomo di neve inizia con una bellissima inquadratura di un paesaggio innevato in Norvegia, e la descrizione di un evento tragico che coinvolge una giovane madre e un ragazzino, un antefatto che ha il compito di anticipare futuri scenari drammatici e creare un’atmosfera di suspense. La narrazione si sposta poi nel presente a Oslo, con la scomparsa di una donna e le conseguenti indagini della polizia. Dopo un inizio accattivante, il film inizia ad appiattirsi e a procedere in mondo lento e convenzionale. L’unico vero interesse per gli spettatori resta scoprire l’identità dell’assassino, vederne il volto, ma ci si appassiona poco a causa di una sceneggiatura debole e priva di pathos. A questo si aggiunge un montaggio spesso caotico e confuso, caratterizzato da vari flashback che finiscono con l’annebbiare la trama invece che chiarirla; anche il finale del film, con l’epilogo delle indagini, arriva in modo troppo rapido e brusco.

L’ottimo cast, in cui si distinguono soprattutto Michael Fassbender nel ruolo di Harry Hole e Rebecca Ferguson in quello di Katrine Bratt, e una splendida ambientazione che sottolinea il fascino, la bellezza ma anche la glacialità dei paesaggi norvegesi, non bastano a fare di L’uomo di neve un bel film. I troppi problemi di scrittura, un montaggio caotico e una regia incerta lo rendono uno scialbo e piatto adattamento cinematografico di un romanzo intenso e accattivante.


La locandina di L'uomo di neveTitolo: L’uomo di neve (The Snowman)
Regia: Tomas Alfredson
Sceneggiatura: Peter Straughan, Hossein Amini, Søren Sveistrup
Fotografia: Dion Beebe
Interpreti: Michael Fassbender, Rebecca Ferguson, Charlotte Gainsbourg, Jonas Karlsson, Michael Yates, Ronan Vibert, J.K. Simmons, Val Kilmer, David Dencik, Toby Jones, Genevieve O’Reilly, James D’Arcy, Chloë Sevigny
Nazionalità: Regno Unito – USA – Svezia, 2017
Durata: 1h. 59′


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