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"L'uomo nero" di Sergio Rubini

24 dicembre 2009 Recensioni 1 Commento
Annalisa Liberatori, 22 Dicembre 2009: Intimista
01 Distribution, 4 Dicembre 2009

Ernesto Rossetti è capostazione in un paesello vicino Bari, ma si ritiene un artista mancato. Decide di allestire una sua mostra con una copia di un autoritratto di Cézanne come pezzo principale, per mostrare la sua bravura ai compaesani un po’ bigotti e ricchi di pregiudizi…


Quando il cinema si sposa con l’arte è sempre una cosa bellissima: la pittura, e in particolare quella di Paul Cézanne, è il tema centrale di questo film. Sergio Rubini con questo suo lavoro non può che evocare uno dei capolavori in assoluto del cinema italiano, Il ferroviere di Pietro Germi: la stazione ritorna in entrambi i casi, solo che Ernesto Rossetti fa il capostazione e Andrea Marcocci il ferroviere, ma l’elemento che più accomuna i due film è il rapporto tra padre e figlio. Entrambi i padri sono molto presi da loro stessi, dalle loro situazioni personali, dai loro problemi; i loro bambini fanno quasi da contorno, a volte sembrano proprio non essere considerati, così il piccolo Gabriele Rossetti e il piccolo Sandro Marcocci reagiscono di conseguenza, con noia e disinteresse reciproco il primo, con responsabilità e preoccupazione per le sorti del padre il secondo.

Il mondo visto dagli occhi innocenti di un bimbo è un altro tema che ricorre in questo film, ma che ci ricorda molto anche, oltre al già citato Germi, il cinema di Vittorio De Sica, da Ladri di biciclette a Sciuscià, a I bambini ci guardano. Gabriele è testimone degli eventi fondamentali che sconvolgono la sua famiglia: l’accanimento eccessivo del padre nel voler raggiungere il suo scopo, la gelosia della madre verso il marito che ricopre di attenzioni una bella romagnola, l’infrangersi dei sogni di libertà dello zio. Tutta la tensione si accumula gradualmente con l’evolversi della vicenda fino a scoppiare immancabilmente nel giorno del compleanno del povero ragazzino, che stavolta non vuole essere il testimone di quello scempio e si nasconde sotto il tavolo, con occhi e orecchie tappate e si ripromette di non diventare mai come suo padre in futuro. Il punto di vista di Gabriele si esplica in due diverse forme specifiche: realistico e favolistico. Nel primo caso non fa che guardare oggettivamente al mondo che lo circonda, con l’obiettivo della macchina da presa ad altezza bambino; nel secondo caso lo sguardo è più visionario, si apre all’immaginazione e compaiono tutt’intorno personaggi fantastici: dai fantasmi dei nonni morti all’Arlecchino di Cezanne, all’artista stesso, fino all’uomo nero.

Anche stilisticamente Sergio Rubini non delude, molto funzionale la costruzione del film come un lungo flashback incorniciato da un Gabriele ormai adulto che torna nella sua terra solo per vegliare la morte del padre e non solo… perché trova anche occasione per dare giustizia alla sua figura di artista. Molto belli i titoli di testa che si sovrappongono in maniera alternata, attraverso una serie di dissolvenze in nero, al tragitto di Gabriele lungo il corridoio dell’ospedale fino a raggiungere la stanza del padre morente.

Sergio Rubini ha scelto un cast veramente d’eccezione per questo suo lavoro e ovviamente non ha sbagliato un colpo: dalla genialità di Sergio Rubini stesso alla bravura inconfondibile di Valeria Golino, alla brillantezza interpretativa di Riccardo Scamarcio cui, dopo il successo di Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti, continua a riuscire sempre molto bene la parte del fratello maggiore, anche se in questo caso è più che altro uno zio, fino alla naturalezza del piccolo Guido Giaquinto.

Sergio Rubini ci dà una visione del mondo unica, crea un’atmosfera magica, sospesa tra arte, realtà e fantasia, con uno scenario pugliese meraviglioso, che intensifica il potere immaginifico di questo bellissimo film.


Titolo: L’uomo nero
Regia: Sergio Rubini
Sceneggiatura: Domenico Starnone, Carla Cavalluzzi, Sergio Rubini
Fotografia: Fabio Cianchetti
Interpreti: Sergio Rubini, Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Fabrizio Gifuni, Guido Giaquinto, Anna Falchi, Margherita Buy, Vito Signorile, Maurizio Micheli, Vittorio Ciorcalo
Nazionalità: Italia, 2009
Durata: 1h. 56′


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