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"Lussuria - Seduzione e tradimento" di Ang Lee

29 agosto 2007 Recensioni 1 Commento

Bim, 4 Gennaio 2008 – Ibrido

Mentre in Europa si combatte la Seconda Guerra Mondiale, a Shanghai una giovane donna si trova invischiata in un torbido gioco con un potente personaggio politico, che intesse stretti rapporti con i giapponesi. I due diventano amanti…


Tony Leung e Tang Wei in Lussuria - Seduzione e tradimentoAng Lee, oscarizzato e premiato in Laguna (Brokeback Mountain), ritorna a filmare in Oriente un melodramma denso e conturbante. Prima di immergersi nelle pieghe opportune di un’analisi del suo Lussuria è bene ricordare una frase del grande scrittore Edward Said, alla base del suo capolavoro Orientalism: «L’idea di Oriente e, forse, l’Oriente stesso, altro non sono che una semplice creazione dell’Occidente». Le parole di Said sono molto utili se si vuole considerare l’opera di un regista come Ang Lee, che con Lussuria – Seduzione e tradimento riassume tutte quelle che sono le caratteristiche del suo cinema, pregi e difetti di un orientale trapiantato in occidente che continua la strada dell’ibridismo radical-chic dell’immagine, raccontando favole dolorose ricche di passione e glacialità.

Joan Chen in una scena di Lussuria - Seduzione e tradimentoBasterebbe la scena iniziale del film, con le mani delle annoiate signore della buona società che giocano a mahjong, per capire come il regista sia abile a condensare infinite passioni e stati d’animo. Un montaggio secco e dinamico che spezza più volte una carrellata e che indugia su labbra mordicchiate, occhi a mandorla lievemente abbelliti dal trucco, dita affusolate che reggono sigarette e spalle semi scoperte da abiti aderenti e delineati. Attesa, insofferenza, noia, paura. Il regista comunica nell’estetica del corpo e degli oggetti tutto ciò, ma non è una novità. Le mani nevrotiche di Tang Wei non sono così lontane da quelle diafane e ottocentesche di Kate Winslet in Ragione e Sentimento, sia nell’utilizzo che nell’insistenza dell’occhio registico, come l’asciuttezza e i silenzi di Tony Leung sono parenti delle coreografiche acrobazie di Chow Yun-Fat ne La Tigre e il Dragone. Ang Lee muta la cornice ma mai il genere, che rimane il melodramma. Tutti i suoi film sono melò travestiti da altro, sia esso Jane Austen o un western, una commedia borghese o un cappa e spada. Stavolta si prende come rivestimento l’affresco storico, ma non pago di ciò lo si contamina con una spy story classica e, se vogliamo, fatalmente banale: lei seduce lui per ucciderlo, ma l’amore impedisce tutto ciò.

Il regista di Joan Chen Lussuria - Seduzione e tradimento Ang LeeNelle due ore e mezza di proiezione il regista ripropone con solido mestiere tutto quello che ha fatto in passato, puntualizzando però che l’essenza delle sue opere è ibrida. Non c’è la ruffianeria di Mira Nair, che si ostina a mostraci un’India che ha il sapore del curry di New York ed un Occidente che sembra una cartolina illustrata. Ang Lee è ibrido perché rimane un orientale che gira come se fosse un occidentale, fregandosene dei tempi e delle regole di un certo cinema che fa impazzire i cinefili adoratori della Corea. Brokeback Mountain era un western gay con attenzione verso l’ambientazione e i sentimenti (l’essenza occidentale) privo, però, di retorica e scivoloni patetici (l’essenza orientale). Lussuria è occidentale nella forma, nella scrittura e anche nel modo di vedere l’oriente (Shanghai sembra chic ed elegante come Parigi), ma orientale nella semplicità con cui si deve mostrare il dolore e la perdizione.

Gli amplessi ferini dei due protagonisti sono girati con un vigore spesso insostenibile, totalmente privi di quella patina estetizzante che impone la perfetta plasticità dei corpi allineati in posizioni simili a statuette. Il sesso per Ang Lee è un orgasmo trattenuto, che esplode ma che non rimbomba, come il film sempre sull’orlo di cadere nel déjà-vu e nell’artefatto, prontamente salvato dalle magistrali interpretazioni dei due attori protagonisti, non solo due corpi in febbrile ricerca, ma anche due anime disperate.


La locandina cinese di Lussuria - Seduzione e tradimentoTitolo: Lussuria – Seduzione e tradimento (Se, jie)
Regia: Ang Lee
Sceneggiatura: James Schamus, Hui-Ling Wang
Fotografia: Rodrigo Prieto
Interpreti: Tony Leung Chiu Wai, Tang Wei, Joan Chen, Wang Leehom, Chu Chih-ying, Anupam Kher, Johnson Yuen, Shyam Pathak
Nazionalità: USA, 2007
Durata: 2h. 36′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Di lussurioso non è che ci sia poi molto.. più che altro è un film sulla storia della guerra tra Cina e Giappone.. e in effetti mi ha fatto venir voglia di saperne di più sulla questione. Ci sono un paio di scene davvero piccanti, ma il titolo resta comunque fuorviante. Il film nel complesso è ben fatto, quasi hollywoodiano direi, gli attori sono convincenti e le ambientazioni molto suggestive.. consigliato insomma!
    Una bellissima storia d’amore, dove il sesso è necessario come strumento per conoscere se stessi e l’altro. Un film triste e intenso, da vedere!

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