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"Machan" di Uberto Pasolini

27 agosto 2008 Recensioni 0 Commenti
Machan

Mikado, 12 Settembre 2008 – Delicato

Un manipolo di uomini e ragazzi, disperati e truffatori, sognatori e perdigiorno, viene invitato a partecipare a un torneo internazionale di pallamano in rappresentanza dello Sri Lanka. Un’opportunità che i protagonisti, pur non sapendo nulla del gioco della pallamano, colgono al volo sperando di poter poi rimanere in Europa…


Una scena di MachanChi, in fondo, conosce le regole della pallamano? Pochi, probabilmente, mentre in molti condividono l’ignoranza in materia del gruppo di protagonisti di Machan. E’ questo uno spunto leggero e azzeccatissimo per una storia che tratta in modo obliquo le problematiche dell’emigrazione. Uno spunto che per di più viene dritto dalla realtà, visto che nel 2004 un’impresa del genere (riuscita) salì agli onori delle cronache. Da lì l’ha ripresa Uberto Pasolini, nipote di Luchino Visconti e già produttore di Full Monty, per il suo esordio registico. Cominciando con pazienza da due soli personaggi (riuscitissima la sequenza di presentazione all’ambasciata tedesca), il regista si ritrova con una “rosa” che va ampliandosi man mano che nuove storie e nuovi motivi per lasciare lo Sri Lanka si aggiungono allo scalcinato progetto di truffa.

Una scena di MachanDivertente con la giusta sporadicità e misurato nei toni agrodolci di una commedia con premesse molto serie, Machan è un film riuscito per l’equilibrio generale tra le sue componenti. Prima della vera partenza per la Germania e dell’impatto con il torneo, i protagonisti si dividono tra improbabili sequenze di allenamento, artigianali falsificazioni e ingenui propositi di vite possibili in giro per l’Europa. Con toni mai troppo melodrammatici e una comicità fatta di meccanismi basilari, tra slapstick comedy e siparietti di humour inglese.

Una scena di MachanUna volta stabilite delle fondamenta solide, e senza fare il passo più lungo della gamba, Pasolini gestisce gli improvvisati membri della sedicente nazionale di pallamano dello Sri Lanka come il più navigato degli allenatori si divincola nel turnover: giusto spazio per tutti e individualità valorizzate anche in pochi minuti di campo, consentendo al film di esplorare diversi scenari delle zone più povere di Colombo. La sceneggiatura in questi casi si dimostra curata proprio nei suoi particolari (impagabili le zie di Stanley).

Girato con pochi mezzi e con attori spesso non professionisti, Machan ha regalato alle prime, incerte giornate del Festival di Venezia qualche sincero sorriso, un’infarinatura di pallamano e un occhio non cinico né troppo melodrammatico su importanti storie di attualità.


La locandina di MachanTitolo: Machan – La vera storia di una falsa squadra (Machan)
Regia: Uberto Pasolini
Sceneggiatura: Ruwanthie De Chickera, Uberto Pasolini
Fotografia: Stefano Falivene
Interpreti: Dharmapriya Dias, Gihan De Chickera, Dharshan Dharmaraj, Namal Jayasinghe, Sujeewa Priyalal, Mohamed Adamaly, Pubudu Chathuranga, Christian Ebert, Dayadewa Edirisinghe, Malini Fonseka, Theertham Muthiah Ganeshan
Nazionalità: Italia – Sri Lanka – Germania, 2008
Durata: 1h. 49′


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