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Tommaso
Tocci, 6 Settembre 2005: Potente |
Mikado,
18 Novembre 2005
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Mary
di Abel Ferrara
Non
molto tempo fa questo progetto di Abel Ferrara appariva di difficile
realizzazione. E invece, qui alla 62a Mostra di Venezia, ecco comparire
"Mary", tramutatosi da uno dei vaneggiamenti poco affidabili
del regista in un film di rara intensità.
Al centro di "Mary" c'è una trinità. Tony, regista
finto-spirituale sull'onda gibsoniana, deciso a difendere il suo film
dalla contestazione religiosa; Ted, giornalista televisivo che conduce
un programma su Gesù ed è turbato da un'insicura prospettiva
familiare tra moglie incinta e amante; e infine Marie, interprete di
Maria Maddalena nel film di Tony, segnata nello spirito tanto da piantare
tutto per andarsene a Gerusalemme in cerca di un contatto più
profondo con quel ruolo che non vuole abbandonarla.
Rispetto
alle premesse, che davano il film incentrato in particolare sulla figura
femminile, Ferrara ci stupisce ripartendo le sue attenzioni sui tre
ruoli, deragliando così dall'indagine fissa sul personaggio di
Maria/Marie. Il vecchio Abel riesce a tenerla sullo sfondo, usando spezzoni
del "film nel film" e immagini di Marie a Gerusalemme per
deflettere sugli altri personaggi la sua influenza. Tramite questo "scudo
di Perseo" si approfondiscono i conflitti dei due uomini, mossi
sì da interesse per la questione spirituale, ma sempre ben legato
al risvolto "professionale". Non è un caso che il loro
incontro sia all'insegna di un reciproco favore, uno scambio di cortesie
che fa bene alle attività di entrambi. Sono presupposti chiaramente
destinati a saltare, e lo faranno a causa delle vicende personali di
entrambi, insieme allo sfuggente rapporto che i due cercano con Marie.
Qui
entra in gioco l'abilità di Ferrara nel conservare un'inquieta
tensione, soprattutto attraverso componenti visive e sonore; lo studio
televisivo, sede di dibattiti con teologi e rappresentanti delle diverse
parti (che sullo schermo si incaricano dell'impegno didattico-divulgativo
verso lo spettatore sul ruolo di Maria Maddalena nei vangeli apocrifi,
risparmiandone il peso ai dialoghi nel resto della storia), è
un piccolo cosmo inglobato in un nero opprimente, dove brillano schermi
che inquadrano schermi (a moltiplicare la messa in abisso già
preponderante nel film), monitor che ributtano immagini di guerra
e violenza, inclusi spesso come sfondo (la telefonata di Ted). Stesso
effetto disturbante lo producono le strade buie sempre tagliate dalle
auto, il corridoio di un ospedale e le sue oblique colorazioni allucinate,
il pianto di un neonato e i giochi di luce di una sala di proiezione
impazzita.
Il mondo "normale" cede quindi all'instabilità mentre
cerca di spiegarsi le follie di un'attrice che, invece, cammina spedita
seppur con aria tormentata tra le vie di Gerusalemme. Un completo ribaltamento,
sublimato nella consapevolezza della donna nel procedere della storia:
i tre personaggi si riuniranno davanti alle telecamere, ma Marie sarà
presente solo indirettamente, dalla sua dimensione "altra",
e i due uomini ascolteranno smarriti (immenso Forest Whitaker, una delle
migliori performance del Festival).
"Mary"
è dunque certamente un film religioso ("un genere come gli
altri", dice il regista), ma Ferrara evita alla grande di impantanarsi
al livello più basso e riesce ad andare oltre, a rendere il tutto
un'esplorazione della volontà e del sentimento di colpa.
Al di là delle oziose questioni riguardo i vangeli apocrifi,
il cui fascino ultimamente si ripropone con prepotenza in astrazioni
banali sulla rivendicazione di un'autonomia di pensiero rispetto al
dogma evangelico, ciò che colpisce di "Mary" è
tutto il resto, ciò che regala momenti di grande cinema.
Percorsi tematici
Il
nostro Natale - di Abel Ferrara; con Lillo Brancato, Drea de Matteo,
Ice T.
Titolo:
Mary (Id.)
Regia:
Abel Ferrara
Sceneggiatura:
Abel Ferrara, Simone Lageoles
Fotografia:
Stefano Falivene
Interpreti:
Forest Whitaker, Matthew Modine, Juliette Binoche, Heather Graham, Stefania
Rocca, Marion Cotillard, Ettore D'Alessandro, Kate Conner, Robert Fieldstreet,
Cory Landis, Marco Leonardi, Mario Opinato, Suzie Pollard, Gabriella
Wright
Nazionalità:
USA, 2005
Durata:
1h. 23'
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