"Millions" di Danny Boyle

Medusa, 8 Aprile 2005 – Costruttivo
Due fratelli di 8 e 10 anni orfani di madre si sono appena trasferiti con il padre in una piccola città. Col trasloco sono avanzati degli scatoloni di cartone, ottimi per il fratello più piccolo, che ci costruisce una casetta volante nella campagna, a un tiro di sputo dalla ferrovia…
Danny Boyle cambia decisamente registro rispetto ai precedenti Trainspotting e 28 giorni dopo, con eroinomani perdigiorno e zombi. Siamo dalle parti del racconto allegorico delicato e immaginario, una astrazione rivolta ai ragazzini con intenti edificanti. L’idea di base è che bisogna saper rinunciare alle cose di questo mondo, vissuto come momento di dispiacere ma anche come opportunità di crescita interiore.
L’ambiguità morale che abbiamo nei confronti del denaro, visto con bramosia e dispregio, viene affrontata con uno stile accattivante e attraente. Notevoli anche il montaggio, gli effetti speciali e la colonna sonora, incastonati in una grande quantità di colori puri e in un non disdegnato uso di movimenti di cinepresa e uso di grafica computerizzata.
(Maurizio Ferrari, in collaborazione con Cinemamore)
Titolo: Millions (Id.)
Regia: Danny Boyle
Sceneggiatura: Frank Cottrell Boyce
Fotografia: Anthony Dod Mantle
Interpreti: Alex Etel, Lewis McGibbon, Leslie Phillips, James Nesbitt, Daisy Donovan, Christopher Fulford, Pearce Quigley, Jane Hogarth, Alun Armstrong, Enzo Cilenti, Nasser Memarzia, Kathryn Pogson, Harry Kirkham, Cornelius Macarthy
Nazionalità: Regno Unito – USA, 2004
Durata: 1h. 38′
Albe che ne pensi di “The Beach”?
Per me non è da buttar via, purtroppo però alcuni dialoghi rozzi e scene mal inserite allungano ed annoiano il film e lo spettatore. Una sforbiciatina lo poteva far diventare un bel cult perchè per il resto è godibile.
Reparto tecnico valido.
Ovviamente è ancora il DiCaprio di “Titanic”, non quello che conosciamo oggi. La migliore sicuramente la Swinton.
Mah… Non mi aveva fatto schifo ma non è un film che ricordo con piacere. E’ vero che aveva molte imperfezioni, segno che probabilmente Boyle non c’aveva messo la giusta attenzione o che i produttori si sono fatti sentire nei momenti sbagliati.