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"Noi due sconosciuti" di Susanne Bier

25 ottobre 2007 Recensioni 0 Commenti
Noi due sconosciuti

Teodora, 12 Giugno 2008 – Intimo

Ad Audrey è appena morto il marito, lasciandola sola con due figli, e con l’ingombrante presenza di Jerry, il migliore amico del defunto, tossicodipendente in via di recupero, che lei cercherà di recuperare. La via che porta al rinnovamento sarà difficile e complessa…


Halle Berry in Noi due sconosciutiUltima della messe di registi e cineasti che dal vecchio continente sono volati in America, spesso con risultati deludenti, Susanne Bier arriva nel nuovo mondo forte di una filmografia non troppo ricca, ma di un certo valore, cui l’ultimo Dopo il matrimonio ha dato consacrazione. Soldi, star e un diverso controllo produttivo avrebbero potuto portare l’autrice ad ammorbidire, se non spegnere, il proprio tocco, ma Noi due sconosciuti dimostra che c’è una via coerente alla globalizzazione artistica made in Hollywood.

Benicio del Toro in Noi due sconosciutiScritto da Alan Loeb e prodotto da Sam Mendes, un film sui sentimenti più che sentimentale, intimo più che psicologico, che rilegge il classico dramma da camera alla luce di una moderna componente registica e narrativa e di un tema molto attuale come l’elaborazione del lutto.

Quasi tutto girato in interni, soprattutto nella casa vuota (da riempire come il cuore) di Audrey, il film racconta il percorso di due sconfitti, due persone che hanno perso il faro della vita e che tentano di recuperare la propria dimensione, per ricominciare a vivere e a non dover aspettare l’arrivo di qualcuno dall’esterno: Audrey e Jerry si aggrappano l’una all’altro come ciambelle di salvataggio, in una miscela piuttosto complessa e acuta di egoismo e altruismo, voglia di salvare e bisogno di salvarsi (in una delle scene più belle, Audrey chiede a Jerry di ripetere l’esatta posizione con la quale s’addormentava: stretta al marito che le pizzicava l’orecchio).

Halle Berry e Benicio del Toro in Noi due sconosciutiBier riesce a dribblare, con grazia e tatto anche troppo controllati, tutti gli stereotipi e le banalità del genere declinato all’americana, puntando esclusivamente sulla crescita del rapporto dei loro protagonisti e sulla sensibilità d’approccio a un tema scottante e molto rischioso come quello scelto, facendo – in ultima analisi – un film sulle dipendenze, sul bisogno di avere qualcuno o qualcosa, sull’importanza di cose, oggetti o gesti a ricordarci i nostri sentimenti, a farci ancora vivere “ciò che abbiamo perso nel fuoco” del dolore, come mostra il bellissimo finale.

David Duchovny e Halle Berry e Benicio del Toro in Noi due sconosciutiCoerentemente col suo impianto, è perfetta la scelta della regia (e se Noi due sconosciuti è riuscito è per merito di essa) di scavare dentro dettagli, attimi, momenti, piccoli gesti, che la bravura della regista trasforma in sensazioni, simboli, metafore, significati intimi di una storia semplice e difficile a un tempo, che ha il limite di un eccessivo controllo emozionale – nonché di un tema un po’ abusato, ma anche il pregio di una definizione psicologica di grande spessore, che si ritrova soprattutto nelle pieghe.

Una scena di Noi due sconosciutiPiù cupo e meno vitale dei precedenti film dell’autrice, risentendo solo in parte delle limitazioni poste dalla Dreamworks, un film dove i personaggi e la concretezza materiale contano più del racconto e degli eventi, retto perciò dalla prova dei due protagonisti: se Del Toro, pur molto bravo, a tratti gigioneggia con fastidio, è encomiabile (e in odore di secondo Oscar) la prova di Halle Berry nel delineare una donna dolente e volitiva, sul cui viso passano tutte le emozioni del film. Magari non per tutti, non proprio dinamico e accattivante, ma che afferma come – più che spesso – sia il caso di andare oltre le sensazioni primarie e le apparenze.


La locandina di Noi due sconosciutiTitolo: Noi due sconosciuti (Things We Lost in the Fire)
Regia: Susanne Bier
Sceneggiatura: Allan Loeb
Fotografia: Tom Stern
Interpreti: Halle Berry, Benicio Del Toro, David Duchovny, Alison Lohman, Omar Benson Miller, John Carroll Lynch, Micah Berry, Alexis Llewellyn, Robin Weigert, Omar Benson Miller, Paula Newsome, Sarah Dubrovsky, Maureen Thomas
Nazionalità: USA, 2007
Durata: 1h. 59′


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