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Notti magiche di Paolo Virzì

20 novembre 2018 Recensioni 0 Commenti
Notti magiche

01 Distribution, 8 Novembre 2018 – Metacinematografico

Roma, 3 Luglio 1990. Durante la semifinale mondiale tra Italia e Argentina, un’auto precipita nel Tevere. A bordo c’è il famoso produttore cinematografico Leandro Saponaro. La polizia sospetta l’omicidio, chiamando a testimoniare le persone che hanno accompagnato Saponaro nella sua ultima notte…


Mentre la nazionale italiana viene eliminata ai rigori dall’Argentina, l’urlo strozzato di un intero Paese copre il tonfo di una Jaguar nel Tevere e, tra la telecronaca di Bruno Pizzul e l’iconica canzone del duo Nannini-Bennato, si apre il caotico Amarcord di Paolo Virzì. La morte di Leandro Saponaro (Giancarlo Giannini), simbolo della commedia all’italiana nella sua accezione più becera è il fulcro attorno al quale ruotano le notti magiche del titolo. Il giallo di partenza si fa metafora di un Paese che – cinematograficamente ma non solo – sta morendo, ma per mano di chi?

Virzì ci dice la sua in un viaggio che definire felliniano risulta quasi sottinteso, raccontando una settimana di vita romana, dal punto di vista di tre giovani aspiranti sceneggiatori. Le realtà proposte dai protagonisti rappresentano spaccati di tre Italie lontanissime: da Antonino, erudito e logorroico messinese con il sogno negli occhi e il desiderio della ribalta nel cuore; a Luciano, sboccato toscano di estrazione operaia, tanto confusionario quanto profondamente sensibile; passando per Eugenia, romana di famiglia alto borghese, problematica e incapace di reagire ai propri blocchi. Il trio sarà assorbito nella caotica orbita lavorativa e mondana della capitale, tra cene, feste, promesse, ritorni, avvitandosi su se stesso fino allo snodo finale. La sensazione è quella della ridondanza di temi proposti, di un’eccessiva quantità di figure, che si fanno macchiette, di dialoghi che si fanno vignette, in cui vecchi e giovani fanno a pezzi il cinema e l’Italia intera, dando ognuno la colpa agli altri.

In queste Notti magiche c’è veramente tutto, e ci sono tutti. Non si contano infatti i mostri sacri del vecchio cinema presenti in piccoli ruoli – alcuni conservano la loro notorietà, altri sono ridotti in miseria – ma senza mai smettere di credere in film che probabilmente non saranno mai girati, e in un certo senso, nel cinema stesso. Il fine dell’opera di Virzì rimane ammirevole, ma la forma non riesce come auspicabile, peccando di una pesantezza eccessiva soprattutto nei dialoghi, e che arriva alla conclusione dopo diversi intoppi. È proprio quando si parla troppo di cinema che il film si blocca, per riprendersi quando invece si mostra la vita, quella semplice e concreta, incarnata dal personaggio di Katia, la genuina compagna di Luciano e madre di suo figlio.

Il finale soddisfa, nel consueto mix agrodolce che sa di speranze e fallimenti, insomma di vita vera, più che di cinema.


La locandinaTitolo: Notti magiche
Regia: Paolo Virzì
Sceneggiatura: Francesco Piccolo, Francesca Archibugi, Paolo Virzì
Fotografia: Vladan Radovic
Interpreti: Mauro Lamantia, Giovanni Toscano, Irene Vetere, Roberto Herlitzka, Marina Rocco, Paolo Sassanelli, Annalisa Arena, Eugenio Marinelli, Emanuele Salce, Giulio Berruti, Ferruccio Soleri, Ludovica Modugno, Tea Falco
Nazionalità: Italia, 2018
Durata: 2h. 05′


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