Stai leggendo:

"Nove Regine" di Fabián Bielinsky

31 maggio 2003 Recensioni 0 Commenti
Luciana Morelli, 31 Maggio 2003: Malizioso
FilmAuro, 16 Maggio 2003

Marcos è un piccolo truffatore. Un giorno salva dalla prigione il “collega” Juan, e sapendo di essere in credito gli propone un accordo: diventare soci per un giorno e dividere l’incasso a fine serata. I due si ritrovano però a dover rifilare la più grossa fregatura della loro vita, piazzando le copie di nove rarissimi francobolli…


E’ assurdo pensare che nessuno abbia voluto produrre Nove Regine prima che la sceneggiatura di Fabián Bielinsky partecipasse (insieme ad altre 350) e vincesse il concorso bandito dalla casa di produzione argentina Patagonik, offrendo così all’esordiente regista l’opportunità di dar vita al suo progetto. Sarebbe stato davvero un peccato dover rinunciare ad un così elegante e raffinato lungometraggio vecchio stile che racchiude in sé tutto quel che un film dovrebbe essere: spassoso ma anche malinconico, intrigante, leggero e diretto, scorrevole e mai prevedibile; ma il pregio che prevale su tutti è la sua eccezionale credibilità.

Un film leggero ma che allo stesso tempo, vuoi per l’ambientazione urbana nelle splendide vie del centro di Buenos Aires vuoi per il contesto socio-economico dei personaggi, ha saputo anche descrivere in bilico tra il serio e il faceto un momento delicato per l’Argentina ormai in perenne grave crisi economica, un periodo in cui tutti sospettano di tutti e ci si affida totalmente alla fortuna e alla furbizia.

In Nove Regine c’è un po’ di tutti i più grandi classici del genere, molta dell’arguzia e della comicità de I soliti Ignoti con un pizzico del thriller de I soliti sospetti, il degrado urbano che esaspera e spinge al raggiro fa però pensare ad un particolare film, forse molto meno famoso di altri ma che è quello che sembra avere di più in comune con Nove Regine, il napoletanissimo Pacco, doppio pacco e contropaccotto di Nanni Loy, da cui Bielinsky ha molto spiritosamente preso in prestito la canzone di Rita Pavone Il ballo del mattone. Oltre ad essere infatti suonata sui titoli di coda, è infatti anche il motivetto che Juan cerca di ricordarsi dall’inizio alla fine del film, chiedendo a tutti, in primis al suo furbastro compagno d’avventura, se per caso avessero mai sentito una canzone italiana che parlava di un mattone (fregatura per eccellenza che si ritrovano nella scatola i malcapitati turisti che decidono incautamente di acquistare qualcosa per le strade di Napoli).

Come non elogiare la straordinaria coppia di attori protagonisti, volti molto famosi in Argentina, attorno alla quale ruota l’intera vicenda, molto ben assortita per un film come questo basato tutto sulla recitazione e sui dialoghi. Eccezionale Ricardo Darín (Marcos), che ha dominato lo schermo anche con la sfrontatezza e l’arroganza del suo personaggio, sfoggiando una disinvoltura ed una grinta da star, doppiato meritatamente da una delle voci più belle del doppiaggio italiano, famosa per aver accompagnato sui nostri schermi il grande Denzel Washington. Non passerà inosservata la sua grande bravura e per questa sua interpretazione ci sentiamo di poter azzardare perfino un accostamento con gli attori più celebrati di Hollywood. Un po’ più in ombra ma sicuramente a causa delle diversità di ruolo e carattere del suo personaggio Gastón Pauls nei panni di Juan, sempre accompagnato da quella curiosa faccia a metà tra l’impaurito di chi sa che la sta facendo grossa ed il compiaciuto di chi ci sta prendendo gusto ed è convinto di saperne sempre una più del diavolo.

Per tutti questi motivi questo film sembra più che altro una sfida personale di Bielinsky con il pubblico, racchiusa in una storia che lascia carta bianca alla fantasia e all’intuito, spesso stuzzicati e poi puntualmente smentiti dagli eventi. E’ forse anche per questo che Nove Regine piace così tanto, perché forse rende gli spettatori vittime compiaciute e consenzienti di continui trabocchetti, senza l’uso di nomi altisonanti, di effetti speciali, di sparatorie e di inseguimenti fracassoni, e soprattutto senza mai spingersi troppo verso l’inverosimile.


Titolo: Nove Regine (Nueve reinas)
Regia: Fabián Bielinsky
Sceneggiatura: Fabián Bielinsky
Fotografia: Marcelo Camorino
Interpreti: Gastón Pauls, Ricardo Darín, Leticia Brédice, Tomás Fonzi, Graciela Tenembaum, Maria Mercedes Villagra, Gabriel Correa, Pochi Ducasse, Luis Armesto, Ernesto Arias, Amancay Espíndola, Isaac Fajm, Jorge Noya, Óscar Núñez
Nazionalità: Argentina, 2000
Durata: 1h. 55′


Percorsi Tematici

  • Non ci sono percorsi tematici collegati a questo articolo.
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Scrivi un commento







Evita per quanto possibile di scrivere in linguaggio SMS, grazie.

Per cortesia, inserisci gli spoiler tra i tag [spoiler] e [/spoiler].

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure puoi iscriverti alla pagina senza commentare.