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"Orgoglio e Pregiudizio" di Joe Wright

5 febbraio 2006 Recensioni 0 Commenti
Orgoglio e Pregiudizio

Uip, 3 Febbraio 2006 – Brillante

Nella Gran Bretagna di inizio Ottocento, la tranquilla esistenza di una famigliola residente in campagna viene movimentata dall’arrivo di un giovane che affitta la tenuta accanto alla loro. Ma il giovane arriva accompagnato dall’amico, e le ragazze di questa famiglia sono ben cinque…


Keira Knightley e Matthew MacfadyenOrgoglio e Pregiudizio possiede tutti i requisiti per piacere agli spettatori: gli ambienti e i costumi ben resi dal punto di vista realistico, gli interpreti adeguati ai loro ruoli e in grado di farli emergere e, non da ultimo, la mano sapiente del regista che sa come realizzare un film tratto da un romanzo. Questo film può dunque dirsi riuscito, mentre che sia di qualità è facilmente intuibile dal modo in cui, all’inizio, la macchina da presa segue la protagonista Elizabeth Bennet vagare per i campi della tenuta e poi attraverso la sua casa. Ma questo movimento della macchina da presa è anche un sistema che il regista adotta per presentarci il mondo della ragazza, composto unicamente dalla propria casa e famiglia, altrettanto mostrata.

Matthew Macfadyen e Keira KnightleySe non si trattasse di un film e, in origine, non fosse un romanzo, Orgoglio e Pregiudizio sarebbe senz’altro definibile come commedia di caratteri: di certo, i caratteri dei vari personaggi abbondano senza mai ripetersi. Infatti, ogni personaggio è un campionario dell’umanità: non importa che siano trascorsi due secoli da quando Jane Austen scrisse il romanzo, perché gli esseri umani sono gli stessi pur a distanza di tempo; e il rapporto con l’amore pure. C’è chi rischia di perdere l’occasione di essere felice perché non manifesta i propri veri sentimenti; chi si lascia ingannare dalle apparenze – o, meglio, dal pregiudizio; chi si sposa per sistemarsi, spinto dalla rassegnazione e dalla razionalità, ma per nulla dall’amore. E la corsa al matrimonio, anche se non più attraverso feste da ballo nelle tenute o in sontuosi palazzi, è sempre la stessa.

Jena Malone, Donald Sutherland, Rosamund Pike, Brenda Blethyn, Carey Mulligan, Keira Knightley e Talulah RileyTutti gli attori sono stati felicemente scelti per il loro ruolo, sia per i tratti somatici che per il modo col quale, da subito, danno vita al proprio personaggio. In particolare, è sufficiente notare l’espressione di Matthew Macfadyen nella prima scena in cui appare, per non avere dubbi sul fatto che Darcy si sia incarnato in lui dalle pagine del romanzo; né il rimpianto per il suo illustre predecessore Laurence Olivier si fa sentire a lungo. Tutto il film non tradisce affatto lo spirito dei vari personaggi, ma lo esalta attraverso il modo in cui Joe Wright fa conoscere il loro mondo.
Keira KnightleyUn mondo che, dalle pagine di un classico della letteratura inglese e non solo, prende corpo e si anima attraverso un film che nulla lascia al caso e che tutto valorizza: le scene del ballo, per nulla stereotipate, fanno meglio comprendere la gioia di vivere dei giovani, e non solo il loro desiderio di conoscersi per fidanzarsi; la domestica di casa Bennet che sale le scale alla fine di una giornata lavorativa e i frequenti acquazzoni non sono solo dettagli realistici, ma anche un modo per esprimere al meglio il mondo in cui Elizabeth e le sorelle quotidianamente vivono. Inoltre, intere pagine scritte dalla Austen per spiegare al lettore il confuso stato d’animo della sua eroina sono qui brillantemente sostituite da una corda attorcigliata dell’altalena sulla quale Elizabeth si lascia cullare, proprio nel momento in cui cerca di districare i suoi sentimenti nei confronti di Darcy. Lo sguardo perplesso del signor Bennet in riva al lago è efficace nell’esprimere anni di sopportazione coniugale e, infine, la splendida inquadratura che riprende Elizabeth in cima a un dirupo, con il vento che scompiglia tanto i suoi capelli quanto le sue inquietudini, vale da sola intere pagine di letteratura. Il film è in tal modo riuscito a oggettivare personaggi e luoghi, circostanze e stati d’animo, leggendo fra le righe e restituendo dei personaggi a tutto tondo, insieme a momenti di humour che contribuiscono ad accrescerne il valore, anziché decretare cadute di tono.

Rosamund Pike e Keira KnightleyOrgoglio e Pregiudizio, sostenuto da una trama avvincente, risulta così essere un vero gioiello per nulla da trascurare né da sottovalutare; per gli estimatori della Austen è un’occasione per confrontarsi con l’adattamento cinematografico mentre, per chi non conoscesse il romanzo, è un’occasione per confrontarsi con un campionario di esseri umani alle prese con le pene d’amore, ma che possono insegnare allo spettatore qualcosa. Se la Austen ha fatto un vivace ritratto della società a lei contemporanea, il film di Wright ha realizzato altrettanto, restituendoci in più un vero affresco visivo del contesto dell’epoca.

Se la nomination all’Oscar di Keira Knightley è forse eccessiva – ma comprensibile, meritate sono invece le altre tre (scenografia, costumi e colonna sonora originale): in ogni caso, quattro buoni motivi – a prescindere dalle nomination – per vedere un romanzo trasposto sul grande schermo proprio come doveva essere realizzato.


La locandina originaleTitolo: Orgoglio e Pregiudizio (Pride & Prejudice)
Regia: Joe Wright
Sceneggiatura: Deborah Moggach
Fotografia: Roman Oshin
Interpreti: Keira Knightley, Matthew Macfadyen, Talulah Riley, Jena Malone, Donald Sutherland, Brenda Blethyn, Rosamund Pike, Carey Mulligan, Claudie Blakley, Sylvester Morand, Simon Woods, Kelly Reilly, Pip Torrens, Janet Whiteside
Nazionalità: Francia – USA – Regno Unito, 2005
Durata: 2h. 07′


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