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"Orphan" di Jaume Collet-Serra

28 settembre 2009 Recensioni 10 Commenti
Orphan

Warner, 16 Ottobre 2009 – Grossolano

Kate e John sono devastati dalla perdita del figlio che aspettavano, rendendo lei – responsabile della tragedia – una donna fragilissima. Per riequilibrare la situazione i due decidono di adottare un figlio. La scelta ricade su Esther, bambina quasi prodigio, che però nasconde più di un segreto…


Vera Farmiga, Peter Sarsgaard e Isabelle Fuhrman in OrphanTra i molti thriller o film dell’orrore che sono stati realizzati negli ultimi anni, anche a causa dei film orientali, una sorta di sottogenere è quello del film familiare con bambina – fantasma o non – pericolosa. E spesso il risultato è tanto raffinato quanto poco interessante. Jaume Collet-Serra, che ricordiamo con piacere per l’interessante Maschera di Cera, cerca di ravvivare questo filone con una storia familiare più concreta, senza capelli lunghi e immagini a scatti, ma anche senza la decisione per arrivare fino in fondo.

Isabelle Fuhrman in OrphanLa trama è abbastanza tipica, però il soggettista Alex Mace e lo sceneggiatore David Johnson provano a renderla un vero thriller psicologico, correggendo le banalità di film come L’innocenza del diavolo con le sottigliezze di un certo Stephen King. Nel parlare di famiglie in pericolo, presenze estranee e bambini dietro la cui purezza si nasconde il Male, il film cerca soprattutto di raccontare il modo in cui organismi insoliti come quelli familiari cercano di affrontare le difficoltà finendo poi, a differenza del comune moralismo sentimentalista, per sfaldarsi e perdere la propria identità.

Vera Farmiga e Isabelle Fuhrman in OrphanIn Orphan Collet-Serra è molto bravo nel raccontare le tensioni e gli orrori che serpeggiano dentro la famiglia, attraverso i personaggi e i toni soffusi della narrazione. Peccato che poi, concentrandosi sull’esterno della famiglia e sull’investigazione consueta, perda vigore e tensione.

La sceneggiatura è la principale responsabile di questo declino del film, visto lo svolgimento grossolano dell’intreccio, i meccanismi già visti dei personaggi e il cambio fin troppo repentino di direzione narrativa, mentre Collet-Serra continua a dimostrare di saperci fare – sebbene bari due o tre volte – come nell’uso costante e significativo di specchi e superfici riflettenti.

Isabelle Fuhrman in OrphanMa il vero atout del film è il casting perfetto, con facce e attori capaci non solo di entrare nel ruolo ma di renderne le sfumature agli occhi dello spettatore, specie nel confronto tra Vera Farmiga, una delle attrici più espressive degli ultimi anni, e la dodicenne Isabelle Fuhrman, perfetta nell’irretire e spaventare lo spettatore. Che però gradirebbe che un horror, o comunque un film di suspense, abbia il coraggio di andare fino in fondo senza piegarsi a soluzioni facili o a deus ex machina belli e buoni.


La locandina di OrphanTitolo: Orphan (Id.)
Regia: Jaume Collet-Serra
Sceneggiatura: David Johnson
Fotografia: Jeff Cutter
Interpreti: Vera Farmiga, Peter Sarsgaard, Isabelle Fuhrman, CCH Pounder, Jimmy Bennett, Aryana Engineer, Margo Martindale, Karel Roden, Rosemary Dunsmore, Jamie Young, Lorry Ayers, Brendan Wall, Genelle Williams, Mustafa Abdelkarim
Nazionalità: USA – Canada – Germania – Francia , 2009
Durata: 2h.


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Attualmente ci sono 10 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Si lascia guardare per tutta la sua durata questo nuovo film della Dark Castle di Joel Silver (Zemeckis se ne è andato dopo la produzione del 2007 di “I segni del male”) e della Appian Way di DiCaprio.
    Il discorso che si può fare su questo film è lo stesso di un’altro horror sempre di quest’anno “The Uninvited”, un geniale colpo di scena finale su un film abbastanza prevedibile per tutta la sua durata.
    Infatti David Johnson scrive una sceneggiatura piena di clichè degli ultimi thriller a sfondo horror, solo la regia del buon mestierante catalno Collet-Serra (ha diretto sempre per la Darke Castle nel 2005 “La maschera di cera”) fa seguire attentamente il film allo spettatore che intuisce gia dal principio le intenzioni della bambina e delle sue azioni assassine.
    Comunque la tensione è abbastanza palpabile e gli effetti sono buoni (la scena dell’incendio della casa sull’albero) e la fotografia è molto buona. Anche le scenografie con sfondo innevato sono d’effetto (mai però come “Lasciami entrare!).
    Bravi tutti gli interpreti soprattutto Vera Farmiga e la piccola dodicenne Isabelle Fuhrman.
    Un pò sotto tono Sarsgaard. Il ragazzino Jimmy Bennett ha partecipato al film di Rodriguez “Il mistero della pietra magica” come protagonista.
    Una sceneggiatura più curata ed originale avrebbe giovato moltissimo a questo film avendo un colpo di scena geniale ed originalissimo come ha questo film.
    Comunque da vedere per i cultori di questo filone.
    Per “The Uninvited” si fà lòo stesso discorso.

  2. Alberto Cassani scrive:

    Mah… A me ‘sto “geniale colpo di scena finale” è sembrato davvero tanto stupido, invece. Innanzi tutto, che bisogno c’è di quella rivelazione quando l’idea della bambina assassina è molto più intrgante? E poi non sta in piedi la creazione del personaggio e la giustificazione del segreto. Poi il film in generale è banale e poco riuscito, ma quel “colpo da scema” gli ha fatto guadagnare un bel “vaffa” da parte mia.

    Diverso è il discorso per The Uninvited, la cui risoluzione è abbastanza fedele al bel film coreano originale, Two Sisters. Qui il colpo di scena è giustificato dal modo in cui il film è raccontato, coerente con gli eventi e controllato con attenzione dalla regia (guardando il film sapendolo si notano tanti piccoli particolari che non lo rendono fuori luogo), anche se alla fine il film si fa un po’ confuso nella narrazione.

    Io non sono un fan dei colpi di scena finali, ne faccio volentieri a meno, però li accetto se sono sensati e coerenti col resto del film. Orphan e The Uninvited sono due film appena discreti, che però alla fine giocano con lo spettatore in modo diverso: il primo lo fa in maniera posticcia e idiota (la scena della seduzione del padre), l’altro lo fa con più attenzione.

  3. Marco scrive:

    L’idea della bambina assassina è un clichè trito e ritrito nella cinematografia horror, invece con questa trovata il film ne guadagna in originalità!
    Una malattia che fa sembrare persone adulte bambine è assolutamente credibile, poi è proprio Ester che si fà passare per bambina per soggiogare la famiglia quindi lo spettatore non poteva proprio accorgersene ed è questo che un colpo di scena dovrebbe fare: spiazzare lo spettatore e renderlo incredulo a ciò che ha appena visto.
    A me, sinceramente, ha fatto rimanere di stucco!
    Se la bambina fosse stata realmente una bambina il film ,per me, poteva finire anche dopo 50 minuti tanto il finale si sa già com’è!

  4. Alberto Cassani scrive:

    Ma si capisce che la bambina ha qualcosa di fisico da nascondere nel momento in cui si vuole chiudere a chiave in bagno e non vuole andare dal dentista… Saranno sì e no venti minuti di film… Poi è vero che qualcosa per movimentare il film ci vuole, e come ha scritto Emanuele nella recensione è sempre meglio una cosa così che un fantasma coi capelli davanti alla faccia, però questa è una soluzione che trovo davvero stupida. I colpi di scena devono essere coerenti con quanto raccontato fino a quel momento: va bene spiazzare lo spettatore, ma non rendere impossibile quanto raccontato. Se invece di essere una nana che si finge bambina fosse stata un’extraterrestre che si finge umana, ti sarebbe piaciuto? Perché per come viene presentata la cosa e per la credibilità della soluzione, non c’è proprio differenza. E il film non sarebbe cambiato di una virgola, perché tutta la giustificazione della natura della bambina è posticcia e stridente con quanto visto fino a quel momento. Ci sono troppe cose che gli altri personaggi non avrebbero potuto non notare, è impossibile che si potesse arrivare alla situazione presentata nel film.

    Tra l’altro, non sono totalmente d’accordo che il bambino assassino sia un cliché del cinema horror: se togliamo i bambini che hanno connessioni col sovrannaturale e cose simili, i bambini serial killer nel cinema sono davvero pochi. Nel cinema recente non me ne vengono in mente, perché quando l’horror moderno ha affrontato l’argomento ha sempre piegato verso risvolti sovrannaturali.

  5. lorenzo scrive:

    non vedo come si possa capire che la ragazza era una donna di 33 anni…e sfido chiunque a capirlo dall’inizio del film! direi proprio che si tratta di un bel film con un bel colpo di scena finale realista ( la malattia di cui si parla è realmente esistente) e a differenza di tanti film assurdi come omen la bambina non è dotata ne di poteri soprannaturali ne impossessata da diavoli ,mostri o altre banalità! e comunque la madre se ne accorge sin dall’inizio che c è qualcosa che non va, molto realista anche in questo!

  6. Alberto Cassani scrive:

    “Realistico” è un aggettivo che mai mi sarei aspettato di veder associato a questo film…

    Tra l’altro è vero che la malattia di cui si parla esiste veramente, ma i risultati sono ben diversi da quelli che il film vuole farci credere. Un uomo che soffre di nanismo armonico non sembra un bambino, sembra un adulto in miniatura, con le parti del corpo proporzionate tra loro ma non confondibili con il corpo di un bimbo.

  7. lorenzo scrive:

    ma se ci fai caso lei era travestita e truccata da bambina…il suo volto naturale sarebbe stato quello finale ( anche se credo che siano diverse le attrici non lo so…) comunque lo ritengo realista rispetto a tanti film horror in cui le persone sono impossessate dal diavolo tipo esorcista omen o cavolate varie…qui è obiettivamente piu credibile e realistica la storia…poi se il trucco da bambina non convince troppo è un altro discorso fatto sta che lei non è dotata di super poteri! poi son sempre film un minimo di fantasia ci vuole ma la storia la ritengo molto coerente dall’inizio alla fine

  8. Alberto Cassani scrive:

    Sì, su questo sono d’accordo. Gli horror non sovrannaturali sono sermpre meno, però come dicevo a Marco negli altri commenti avrei preferito una bambina assassina vera e propria, proprio perché a conti fatti quando c’è questo tipo di personaggio c’è sempre un risvolto sovrannaturale. Questo, sull’argomento avrebbe potuto essere un raro esempio.

    L’attrice è sempre la stessa per tutto il film, Isabelle Fuhrman. Il problema è proprio che aveva 11 anni, e nel finale si vede che è truccata per farla sembrare adulta, e non si tratta invece di un’adulta truccata da bambina nel resto del film.

    Come ho scritto sempre a Marco, è vero che non si capisce il trucco vero e proprio, però si capisce che la bambina nasconde qualche problema fisico quando insiste per vuole chiudersi a chiave in bagno e non vuole andare dal dentista. Lì diventa chiaro che c’è qualcosa che non va in lei, che non è solo inquietante psicologicamente.

    Comunque Lorenzo, se riesci usa i tag per gli spoiler che sono indicati sopra la finestra di scrittura, così le frasi che rivelano troppo della trama vengono scritte in nero e per leggerle basta metterci sopra il cursore del mouse. In questo modo, se arriva qui qualcuno che non ha ancora visto il film non glielo roviniamo senza volere.

  9. lorenzo scrive:

    hai ragione non ci avevo fatto caso

  10. Andrea T. scrive:

    Ottimo thriller con attori molto bravi. Consigliato

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