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"Ovunque sei" di Michele Placido

5 settembre 2004 Recensioni 5 Commenti
CineFile

01 Distribution, 22 Ottobre 2004 – Imbarazzante BLEAH

Matteo lavora sulle ambulanze, sua moglie Emma è un chirurgo. Matteo è attratto dalla giovane volontaria Elena, mentre Emma è corteggiata da un collega. Subito dopo aver avuto un rapporto sessuale con Emma, il collega causa un incidente che fa finire l’ambulanza di Stefano ed Emma in fondo al Tevere…


Violante Placido e Stefano Accorsi in Ovunque seiFinalmente un film mette d’accordo tutto il pubblico in sala. Ovunque sei – film di Michele Placido in concorso alla 61esima edizione del Festival del Cinema di Venezia – ha, suo malgrado, un grande merito. Nemmeno Collateral, l’ultimo capolavoro di Michael Mann, i mediometraggi in lingua zulu o l’ermetico film greco erano riusciti a suscitare giudizi unanimi. Dopo i primi 10 minuti di Ovunque sei scatta qualcosa. Il momento della visione in sala, quell’esperienza a un tempo individuale e collettiva, diventa davvero magica. Riunisce tutti.

Stefano Dionisi e Barbora Bobulova in Ovunque seiUna trama inquietante e dei dialoghi da spot della Kinder – la saga “ciccia e brufoli” al confronto è un dramma scespiriano – trasformano il momento della visione in sala in un delirio di risate. Pochi film riescono a catturare il pubblico in questo modo. Ovunque sei è trascinante. L’anteprima per la stampa a Venezia è diventata coinvolgente come uno spettacolo di cabaret.

Stefano Accorsi in Ovunque seiDavvero fastidiose le citazioni da Vanilla Sky di cui il film è pieno. Accorsi vaga per Roma con la stessa giacca che portava Tom Cruise nel film di Cameron Crowe, indossa la stessa incomprensibile maschera bianca e dice le stesse idiozie. Il film, con la sua comicità involontaria, lancia un’ombra davvero inquietante sullo stato di salute del cinema italiano. Che il film non fosse ben fatto si può anche accettare, ma la scelta di iscriverlo alla sezione più importante del Festival di Venezia non deve essere sottovalutata.

Stefano Accorsi e Violante Placido in Ovunque seiC’era qualcuno che pensava di vincere? Ovunque sei è la summa del trash involontario made in Italy. Gli elementi ci sono tutti. Tommaso Labranca insegna: c’è l’emulazione di un modello più alto e il suo clamoroso fallimento. Dal plot pirandelliano finisce per assomigliare a Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Dalla storia d’amore al romanzo Harmony. Dalla storia di fantasmi alla pubblicità scema. Unico lo spettacolo in sala e unico il film.


La locandina di Ovunque seiTitolo: Ovunque sei
Regia: Michele Placido
Sceneggiatura: Umberto Contarello, Francesco Piccolo, Michele Placido, Domenico Starnone
Fotografia: Luca Bigazzi
Interpreti: Stefano Accorsi, Violante Placido, Barbora Bobulova, Stefano Dionisi, Giuditta Saltarini, Donato Placido, Giuseppe De Marco
Nazionalità: Italia, 2004
Durata: 1h. 25′


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Attualmente ci sono 5 commenti a questo articolo:

  1. annarita scrive:

    non è questa la trama. scusatemi ma ho appena visto il film e inizialmente ho capito anch’io poco… poi pian piano tutto è diventato più chiaro. la volontaria del film smuove nel protagonista ricordi molto lontani di sua moglie e di quando erano realmente innamorati. infatti all’inizio del film lui dice a emma di aver conosciuto una ragazza che le assomiglia molto. quando accade l’incidente a morire è soltanto lui, e muore davvero! non decide di scappare. poi da questo momento in poi iniziano i ricordi di quando emma e lui si sono innamorati ma tutto tramite il volto della bella violante placido. quella innamorata del prof era emma, quella che recita durante lo spettacolo è sempre emma e lui si innamora pazzamente di lei. la scena della lampadina fa capire tutto: lui dice che la loro storia è come una lampadina appena spenta: si sente il calore, ma nn c’è più luce e presto svanirà anche il calore. quando muore trascina con sè il ricordo della moglie, ma non quella che è diventata, fredda e indifferente, come ammette la stessa, ma quella che ha conosciuto tra i banchi di università…
    alla fine si vede che emma sta raccontando il loro primo bacio dopo la recita al suo nuovo corteggiatore, ovvero il colpevole dell’incidente stesso che quella sera si era portata a letto. mentre racconta mostra delle foto dove si vede come il suo abito da recita sia lo stesso della volontaria e qui spiega ancora meglio che quella volontaria serve nel film solo per evindeziare l’emma dei primi tempi diversa dalla nuova emma, una moglie che tradisce il marito per riaccendere quella luce ormai spenta.

  2. Alberto Cassani scrive:

    Annarita, la tua è un’interpretazione cui io non avevo mai pensato, e a cui gli autori non avevano fatto alcun riferimento nella conferenza stampa al Festival di Venezia. Ma fu una conferenza assai confusionaria per via della notoria incapacità di Placido senior ad accettare le critiche, per cui la cosa fa testo solo relativamente. Non posso proprio dire, comunque, se tu possa aver ragione o meno, perché la tua interpretazione si basa su particolari che io non ricordo e/o non ho notato all’epoca della visione (come l’abito della Bobulova nella fotografia). Solamente leggendoti, mi sembra che possa anche essere un’interpretazione plausibile, ma come ho detto non sono in grado di confutarla in alcun modo.
    Per quanto riguarda il nostro racconto della trama, tieni presente che cerchiamo sempre di svelare il meno possibile e di non raccontare mai particolari di vitale importanza nello sviluppo della trama. Se nel corso di un film una determinata cosa si scopre dopo un’ora di proiezione, non è giusto raccontarla nelle tre righe di presentazione. Tant’è che noi non abbiamo scritto da nessuna parte che Matteo ed Elena muoiono nell’incidente, non perché non sia chiaro ma semplicemente perché non è giusto che il lettore lo sappia prima di vedere il film.

  3. annarita scrive:

    caspita, sono davvero desolata. non mi sono resa conto di aver svelato un particolare così importante a chi vorrebbe ancora vedere il film. mi scuso davvero con voi… starò più attenta d’ora in poi.
    in ogni caso credo che il film si presti a molteplici interpretazioni, io ho colto quella che preferivo probabilmente ed è per questo che mi è piaciuto molto… :)

    ancora scusa, annarita

  4. Alberto Cassani scrive:

    Non c’è problema Annarita, non ti preoccupare.

  5. […] e si dice persino che fu Michele Placido a chiedere a Müller, dopo i fischi ricevuti dal suo Ovunque sei, di impedire l’accesso alle proiezioni stampa agli accrediti “cinema”, che fino a […]

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