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Parlez-moi de la pluie di Agnès Jaoui

26 ottobre 2008 Recensioni 0 Commenti
Parlez-moi de la pluie

Inedito in Italia – Acuto

Michel è un regista di documentari che, con un suo studente, decide di raccontare la storia di una scrittrice da poco entrata in politica. Ma la sorella della donna ha una relazione clandestina con il regista, mentre la madre dello studente lavora come domestica dalle due sorelle…


Agnès Jaoui e Florence Loiret-Caille in Parlez-moi de la pluieCinema medio, questo sconosciuto. Un’entità astratta che resta un gradino più in basso rispetto al film d’Autore ma con ambizioni maggiori rispetto al classico film di genere, una modalità di fare cinema che si perde nel tempo e nella saturazione dei mercati, e che ogni volta che s’incontra fa piacere. Specie se si parla di due maestri del cinema “medio” come Agnès Jaoui e Jean-Pierre Bacri, inossidabile coppia artistica e umana in grado di sfornare sempre film di notevole intelligenza e coerenza, e che neanche stavolta si smentisce.

Jammel Debbouze e Jean-Pierre Bacri in Parlez-moi de la pluieScritta dagli autori e diretta dalla sola Jaoui, Parlez-moi de la pluie è una deliziosa commedia psicologica che sembra la vera risposta europea a Woody Allen, dove la quotidiana drammaticità dei problemi si sposa con l’umorismo e l’ironia amabile della speranza e della saggezza. Ambientato quasi tutto in provincia, lontano dalla fredda Parigi, il film prende a pretesto il documentario e lo scandaglio sulla vita di un personaggio – con amici, parenti e congiunti di vario tipo – per raccontare la nuova incomunicabilità dei nostri giorni, ossia il tempo, che vola e manca e impedisce di trovarsi, o che viene rubato da famiglia e lavoro. Attraverso una sottile descrizione delle abitudini e degli oggetti (gli occhiali, il telefono, il PC…), la pellicola confronta abilmente i codici e le sicurezze prestabilite con la capacità, ormai perduta, di cogliere gli attimi e di godersi anche i problemi, come le piogge persistenti della campagna.

Jean-Pierre Bacri e Anne Werner in Parlez-moi de la pluieStrutturato coralmente a incastri, il film di Jaoui dimostra fin da subito una perfetta capacità (peraltro acclarata) di raccontare le nevrosi quotidiane, efficace nel riuscire a essere se stesso catturando e avvolgendo lo spettatore con la forza del suo carisma, passando da commedia ironica ad acuto spaccato, delizia per orecchie e menti dal ritmo attento e calibrato. La sceneggiatura è quasi perfetta nella gestione di toni, temi, personaggi, storie e discorsi che viaggiano paralleli per poi convergere e che trova una perfetta alleata nella regia partecipe, invisibile in senso wilderiano, ma capace di far vibrare personaggi, luoghi e sentimenti grazie anche a un uso accurato delle musiche di Christian Chevalier, che mescolano musica corale, Nina Simone e danze magrebine.

Cast grandioso, come sempre, in cui la coppia di autori incarna perfettamente i propri personaggi (Bacri eccezionale nel ruolo del regista cialtrone) supportati da una serie di figure – anche minori – perfettamente sbozzate: su tutti il sorprendente Jamel Debbouze. Parlez-moi de la pluie è cinema non invasivo, costruito con calma e senno, che fa uscire felici dalla sala e fa crescere la stima per due autori e un cinema che in Francia, evidentemente, sanno ancora fare.


La locandina francese di Parlez-moi de la pluieTitolo: Parlez-moi de la pluie
Regia: Agnès Jaoui
Sceneggiatura: Agnès Jaoui, Jean-Pierre Bacri
Fotografia: David Quesemand
Interpreti: Jean-Pierre Bacri, Jammel Debbouze, Agnès Jaoui, Pascal Arbillot, Frédéric Pierrot, Florence Loiret-Caille, Guillaume de Tonquedéc, Mimouna Hadji, Anne Werner, Laurent Jarroir, Jean-Claude Baudracco, Luc Palun, Marc Betton
Nazionalità: Francia, 2008
Durata: 1h. 38′


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