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"Pitch Black" di David Twohy

2 dicembre 2000 Recensioni 17 Commenti
Pitch Black

Uip, 24 Novembre 2000 – Discreto

Una nave spaziale è costretta ad un atterraggio di fortuna su un pianeta lontano. Durante la collisione muoiono quasi tutti, e per sopravvivere in un pianeta lugubre e arido come quello occorre restare uniti. Appena il sole tramonta e sul pianeta calano le tenebre, infatti, gli altri suoi abitanti escono in superficie…


Un alieno all'attacco in una scena di Pitch BlackSceneggiatore de Il fuggitivo e regista di The Arrival, David Twohy dirige questo Pitch Black con uno stile particolare, che poteva essere “visionario” ma non lo è a causa dei non mirabolanti effetti speciali e della riproduzione del pianeta, in cui le immagini – con molta probabilità ottenute con dei filtri per l’obiettivo – risultano sì aliene, ma con un retrogusto artificiale, che dà la sensazione dell’economia con cui il film è stato realizzato, e di conseguenza una sensazione di visione di un film di serie B.

Keith David, Rhiana Griffith, Radha Mitchell e Vin Diesel in Pitch BlackNon particolarmente attraente è anche il montaggio, almeno nella parte iniziale, dove all’ambientazione di per sé epilettica, con forti luci a intermittenza, si aggiunge un ritmo frenetico e un po’ dubbio.

La storia, cosceneggiata dallo stesso regista coi fratelli Jim e Ken Wheat, non è niente male. La messa in scena riesce poi, almeno nella prima metà del film, a creare la paura e il terrore che cercava.

Pitch Black è un film un po’ fracassone, con personaggi un po’ piatti e dialoghi e situazioni pomposi ma in realtà vuoti. Interpreti nella norma e altrettanto la colonna sonora. Niente di speciale, non da elogiare, ma neanche da buttare.


La locandina di Pitch BlackTitolo: Pitch Black (Id.)
Regia: David Twohy
Sceneggiatura: Jim Wheat, Ken Wheat, David Twohy
Fotografia: David Eggby
Interpreti: Vin Diesel, Radha Mitchell, Cole Hauser, Keith David, Lewis Fitz-Gerald, Claudia Black, Rhiana Griffith, John Moore, Simon Burke, Sam Sari, Les Chantery, Firass Dirani, Ric Anderson, Vic Wilson, Angela Makin, Ken Twohy
Nazionalità: USA, 2000
Durata: 1h. 48′


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Attualmente ci sono 17 commenti a questo articolo:

  1. Ennio scrive:

    Che recensione breve e, coerentemente con i termini usati, ” piatta ” per uno dei migliori ” B-Movies ” Americani ( nell’accezione più da nuovo millennio di questo termine ) degli ultimi dieci anni!

  2. Alberto Cassani scrive:

    Be’, diciamo che Francesco non ha sentito la necessità di spendere troppe parole per un film che non l’aveva entusiasmato. E francamente, a dieci anni di distanza possiamo dire che “Pitch Black” ha lasciato ben poche tracce nella storia del cinema…

  3. Ennio scrive:

    Alberto,

    se dovessimo considerare un film di qualità solo per la quantità di tracce lasciate nella Storia del Cinema, allora i film ” di qualità ” sarebbero si e no un centinaio, probabilmente anche di meno!
    Continuo a pensare che Pitch Black sia più che ” discreto “, solo questo :)

  4. Alberto Cassani scrive:

    Sono d’accordo per i film di qualità, ma se si parla del “migliore del decennio” e poi il film non se lo ricorda nessuno che non l’abbia visto all’epoca, qualcosa non va…

  5. Ennio scrive:

    Ehhh ” migliore del decennio “, non esageriamo!
    Ho scritto ” Uno dei migliori B-Movies Americani degli ultimi dieci anni ” da qui a ” migliore del decennio ” c’è un plurale, un singolo tra i plurali, un ” B-Movies ” e ( sopratutto ) un ” Americani “di troppo … e sinceramente non è che di B-Movies ( ormai più inteso come ” atteggiamento ” che effettivamente come film a basso costo ) Hollywoodiani negli ultimi dieci anni ce ne siano stati tanti o tanto migliori! :)
    Non pensi?

  6. Alberto Cassani scrive:

    Mah… In realtà il cinema di serie B secondo l’accezione moderna ormai lo fanno per lo più i registi importanti, e soprattutto lo si fa all’interno dell’apparato produttivo degli Studios, perché gli indipendenti mirano sempre di più verso “l’Arte” invece che l’entertainment. Voglio dire, metà dei film di Steven Soderbergh sono di serie B, quasi tutti i film di John Carpenter lo sono, molti film di Shyamalan, tutti quelli di Romero, tutto il Sam Raimi prima dell’Uomo Ragno… Se i film di Spielberg (con alcune eccezioni) non avessero il budget che hanno, non sarebbero semplicemente dei B-movie come lo sono stati i suoi primi?
    Certo, se restringiamo il campo ai fanta-horror prodotti dal 2000 in avanti è un altro discorso, ma io francamente non vedo il perché una pellicola dovrebbe essere degna di nota in quanto “uno dei migliori film statunitensi di serie B dell’ultimo decennio”. “Pitch Black” è un onesto film di genere e nulla più, perché il fatto di essere indipendente dovrebbe renderlo più meritevole rispetto a “Transformers” (giusto per buttar lì un titolo di fantascienza commerciale, pur con un target diversissimo). Non so se sono riuscito a spiegare il mio modo di vedere la questione.

    Curiosamente, ora che ci penso, la fimografia di Soderbergh si può dividere quasi interamente in film di serie B secondo la vecchia definizione (fatti con due lire, come viene viene), e film di serie b secondo la definizione moderna (film commerciali senza pretese artistiche). I suoi film che non rientrano in nessuna di queste categorie sono giusto un paio.

  7. Ennio scrive:

    Mi trovo perfettamente d’accordo con le tue annotazioni circa la situazione dei B-Movies attuale e non, hai centrato in pieno cosa intendessi come B-Movie Americano; come hai ben compreso non azzardo nemmeno un paragone tra un film come ” Pitch Black ” e lavori come La Casa 1 e 2 di Raimi o The Brood di Cronenberg, La Cosa di Carpenter etc.etc. … in realtà non ho azzardato neanche un paragone generale con il B-Movie pre-2000, ma ti dirò che per quanto tu possa pensare il contrario:
    – Il saper sfruttare un plot apparentemente visto e rivisto
    – La mancanza totale di pretese
    – La sceneggiatura e i dialoghi
    – Gli effetti speciali altrettanto senza pretese
    – I personaggi stereotipati, ma non scontati
    – Alcune piccole chicche Old Style ( le diverse scene dove i tizi vengono ” spolpati ” )

    Elementi come questi mi portano a ritenere effettivamente ” Pitch Black ” un titolo sottovalutato ( e dimenticato, come hai accennato tu e come spessissimo accade! ) e molto meritevole! Più di un ” semplice ma efficace “, come è stato qui recensito. Del resto continuo a pensare che alcuni film ( tra i quali piazzerei anche, forse esagerando un pò, uno Starship Troopers oltre a Pitch Black ) nascano con la pretesa di essere qualcosa e forse inconsapevolmente si rivelano tutt’altro ^^
    Spero di essere stato almeno vagamente comprensibile.

  8. Alberto Cassani scrive:

    Sì, sì; capisco benissimo. E’ che io più di tanto non riesco ad apprezzare degli effetti speciali per il fatto di essere rustici, ad esempio. Apprezzo quando un film vola basso e centra l’obiettivo, come in questo caso, però se ha volato basso lo giudico di conseguenza. Poi magari se l’avessi recensito io gli avrei anche potuto dare il semaforo verde, non lo so, però esaltarlo non di sicuro.

    Tra l’altro, non so cos’avesse davvero in mente Twohy ma è probabile che effettivamente volesse fare un filmetto alimentare e si sia stupito lui per primo del successo di culto che ha ottenuto. Per lo meno, questo mi fa pensare la pretenziosità di “Chronicles of Riddick”. E sì che i due “Warlock” da lui scritti erano dei bei film, nel loro essere b movie orrorifici.
    “Starship troopers” è una cosa un po’ particolare, ancora più incomprensibile: la pienezza del romanzo di Heinlein non si prestava per niente per un film meramente commerciale, e non credo che Verhoeven pensasse di poter “anestetizzare” la storia. Secondo me aveva qualche pretesa socio-politica, solo che il suo stile registico ha rovinato il tentativo.

  9. Ennio scrive:

    Esattamente! ^^
    Inoltre vorrei aggiungere, riguardo ai tuoi commenti circa ” The Chronicles of Riddick “, che io ” Pitch Black ” lo considero ignorando totalmente il suo seguito, che è piuttosto triste; per fare un paragone potrei considerare ” The Chronicles of Riddick ” un seguito di ” Pitch Black ” quanto ” Matrix Reloaded & Revolutions ” due seguiti di ” Matrix ” ! Per farla molto semplice, eh?
    Mi ha fatto molto piacere discutere un pò di buon Cinema, attendo ancora qualche Recensione di vecchi B-Movies Italiani di qualità, che ne ho viste poche! Sicuramente avrai capito che mi riferisco un pò a tutto Mario Bava … ma anche a Pietro Germi dai ( risalendo un pò dalla ” B ” ), e magari anche qualcosina di Fulci anche se mi sembra di capire che non ti entusiasmino più di tanto! ^^
    Detto ciò ti ringrazio nuovamente per la piacevole discussione e ti faccio i complimenti per il sito che sicuramente mi fornisce spesso delle ottime indicazioni.

  10. Alberto Cassani scrive:

    No, Mario Bava mi piace anche se di rado i suoi film mi hanno incantato. Fulci, invece, non mi piace proprio. Pietro Germi non è esattamente di serie B, ma ho giusto qui un suo film da rivedere dopo anni anni e anni. Però di recensioni di film di serie B ne ho pronte una manciata, anche se non tutte italiane: Stuart Gordon, Tobe Hooper, Sidney J. Furie e due film tratti da Scerbanenco. Magari domani ne pubblico una.

    E’ sempre un piacere chiacchierare di cinema. A presto.

  11. Edoardo scrive:

    A proposito di B-MOVIES,Alberto che ne pensi di Russ Meyer?

  12. Alberto Cassani scrive:

    Non mi piace. Preferisco di gran lunga Jesse Franco, che non avrà girato molti capolavori ma che aveva uno stile decisamente più affascinante.

  13. Edoardo scrive:

    Non era Jesus Franco?
    Comunque Meyer è uno di quei cineasti che o lo si ama o lo si odia,ed io apprezzo molto il suo cinema perchè davvero dentro c’è tutto: erotismo,scene demenziali,horror… e anche perchè secondo me lui è stato un ottimo regista. Pensa che lo stesso Hitchcock si congratulò per lui per come girò una scena di “Supervixens”,che poi non è uno dei suoi capolavori (“FASTER,PUSSYCAT,KILL! KILL!” rimane il migliore della sua carriera secondo me,ma anche “Beyond the valley of the living dolls” è strepitoso). Grazie per la risposta Alberto,ero curioso di sapere cosa ne pensassi tu.

  14. Alberto Cassani scrive:

    Sì, Jesús Franco detto Jess. Credo che le sue produzioni internazionali le abbia firmate come Jess.

  15. Andrea scrive:

    Non sono d’accordo con la recensione, questo è un bel film di fantascienza. Se vi è piaciuto e vi ha affascinato la figura di Riddik non rovinatevi il ricordo del personaggio guardando “the chronicles of Riddik”, quello sì che è un brutto film..

  16. Marco scrive:

    Discreto B-movie il terzo episodio, “Riddick”, una sorta di western spaziale.
    Non annoia ed il regista riesce a creare anche qualche bella sequenza di tensione. Interessanti i primi 20 minuti, una sorta di “one man show” alla “I Am Legend” che vede Diesel cercare di sopravvivere alla fauna locale; una seconda parte alla Rambo, col protagonista che tende trappole ai mercenari ed una terza dove i mostri la fanno da padrone. Trama scarna ed essenziale ma svolge a dovere il suo fine di intrattenere.
    Buono il loro design e gli effetti sono quantomeno discreti, anche se non privi di difetti (soprattutto i dingo), penso a causa della fotografia giallo-oro troppo patinata che non riesce a farli immedesimare bene col resto.
    Apprezzata anche la violenza e lo splatter presente in buone quantità.
    Attori simpatici, adatti per il gioco al massacro a loro perpetrato.
    Non ho visto i primi due capitoli e quindi non posso far riscontri però da come ho letto i fan hanno apprezzato questo ritorno alle origini del prototipo.

    Albe che ne pensi della trilogia?

  17. Alberto Cassani scrive:

    Il terzo non l’ho visto, e non muoio dalla voglia di vederlo. Il primo è un discreto film a basso costo, mentre il secondo l’ho trovato di una noia mortale.

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