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"Pranzo di Ferragosto" di Paolo Di Gregorio

9 novembre 2008 Recensioni 0 Commenti
Pranzo di ferragosto

Fandango, 5 Settembre 2008 – Spiritoso

Alla vigilia di Ferragosto, in una Roma ormai semideserta Gianni accudisce come sempre l’anziana madre restando in città, ma non immagina che per quanto Roma si sia svuotata dei suoi abitanti, proprio a lui toccherà ospitare qualcuna delle poche persone rimaste…


Una scena di Pranzo di ferragostoPranzo di Ferragosto è un film piacevolmente atipico nella tematica che propone, pur non narrando una vicenda vera e propria quanto un piccolo spaccato di vita quotidiana che avviene a cavallo della giornata di Ferragosto. In questo periodo culminante delle vacanze sono ormai partiti tutti salvo qualcuno: c’è chi come Gianni non può permettersele per motivi economici e per via dell’anziana madre, e chi perché ha il solo problema di dover trovare una sistemazione per quest’ultima. Si tratta in effetti di una questione attuale e incresciosa che riguarda molti: l’anziana madre che non si può lasciare a casa da sola ma, come il film sottintende, l’alternativa di portarla invece con sé non è proprio contemplata.

Una scena di Pranzo di ferragostoCiò che induce ad apprezzare questo film è la scelta della chiave ironica insieme al tono da commedia spiritoso, e per nulla irriverente, del quale si è deciso di avvalersi per sdrammatizzare una questione che nella realtà è invece triste. Allo stretto rapporto tra Gianni e la madre, che all’inizio è tratteggiato insieme ai loro caratteri, sono felicemente aggiunti altri personaggi posti in rapporto dialettico fra di loro non in modo patetico come avrebbe magari potuto facilmente avvenire, ma in maniera invece intelligente tanto da creare dei momenti di vero divertimento. Questi personaggi sono altre tre donne anziane che Gianni si ritrova suo malgrado – ma che accetta grazie a uno scambio allettante – a ospitare in occasione di Ferragosto, quando due suoi amici partono per le vacanze e gli lasciano le rispettive madri con zia al seguito.

Una scena di Pranzo di ferragostoSe il film riesce gradevole non è però solo grazie allo stile che si è scelto, ma anche grazie ai caratteri ben delineati di queste quattro anziane ma vivaci signore, una delle quali è particolarmente vispa senza che questo però arrivi a sminuire la simpatia delle altre tre. Ed è questa la forza particolare del film: nonostante all’apparenza non ci sia nulla di quanto potrebbe essere utile a catturare l’attenzione dello spettatore, grazie a questo piccolo gruppo ben orchestrato si riesce a farlo funzionare e a renderlo interessante. Così com’è interessante notare che tutte e quattro queste signore sono state interpretate da attrici non professioniste, scelta che rende il tutto ancora più apprezzabile.

Una scena di Pranzo di ferragostoSi tratta inoltre di un film che, non narrando una vicenda vera e propria, non innesca una storia quanto piuttosto una situazione la quale, essendo animata da questi personaggi, assume l’aspetto di una commedia di caratteri. In questa commedia di caratteri, Gianni si districa come meglio può fra le diverse necessità e i diversi temperamenti delle signore, a volte con pazienza quasi serafica e a volte ricorrendo a qualche espediente discutibile per tenerle a bada.
Nonostante il tono leggero e le numeroso battute scherzose, il film riesce però a mettere a fuoco quanto è sottinteso tra le righe: la solitudine degli anziani, il loro tornare a essere in un certo senso bambini bisognosi di protezione e assistenza e la loro unica gioia che consiste nel trovare qualcuno che riempia i loro vuoti di solitudine creati a volte – come nel caso di Maria – dal disinteresse dei loro stessi figli.


La locandina di Pranzo di ferragostoTitolo: Pranzo di Ferragosto
Regia: Gianni Di Gregorio
Sceneggiatura: Gianni Di Gregorio, Simone Riccardini
Fotografia: Gian Enrico Bianchi
Interpreti: Gianni Di Gregorio, Valeria Bendoni De Franciscis, Grazia Cesarini Sforza, Elisa Alessandro, Marina Cacciotti, Maria Calì, Alfonso Santagata, Luigi Marchetti, Marcello Ottolenghi, Biagio Ursitti, Petre Rosu
Nazionalità: Italia, 2008
Durata: 1h. 25′


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