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"Qingnian" di Geng Jun

25 ottobre 2009 Recensioni 0 Commenti
Emanuele Rauco, 22 Ottobre 2009: Impresentebile
Inedito in Italia

Un gruppo di ragazzi che lavora tra un negozio di parrucchiera e una miniera prova a dare una svolta alla propria vita nella Cina che si sta aprendo al Capitalismo, ma la sfortuna e la povertà remano loro contro…


Il cinema cinese, categoria da Festival, ha cominciato negli anni a non raccontare più storie arcaiche o rurali ma a gettarsi a capofitto nella realtà, nell’emergere di una società che sta spostandosi velocemente dal vero Socialismo al gretto Capitalismo. Ne parla anche Geng Jun, giovane cineasta al secondo film, che però realizza un’opera tecnicamente, narrativamente e concettualmente delirante e ridicola; improponibile ma presentata comunque in Concorso al Festival di Roma 2009.

Scritto dallo stesso regista e girato con una telecamera amatoriale (con audio in camera difettoso e relativa mancanza di missaggio), il film dovrebbe essere un dramma realistico sulla povertà fisica e morale delle nuove generazioni cinesi, ma finisce invece per essere un girotondo di stupidaggini insistite. Lo sfondo della periferia suburbana dovrebbe essere il pretesto/paravento per parlare della nuova ondata consumistica (come nella Russia post-sovietica) con ciò che ne consegue in termini di crimine e débâcle etica, in cui il bisogno di cibo, sesso e denaro domina ogni cosa. In realtà il film si trascina allucinato per tre quarti d’ora, affogando nel nulla (i personaggi non fanno nulla e non parlano in sostanza di nulla) per poi esplodere in una seconda parte in cui si susseguono senza sosta e senso infortuni, malattie, drammi, morti bianche e non, senza peraltro che a nessuno gliene importi nulla, scatenando una girandola di comicità involontaria (a suo modo) irresistibile.

Quel fazzoletto accreditato come sceneggiatura crede che basti parlare di quanto sia fresca e buona una bevanda gassata per fare critica al dio denaro tralasciando poi le conseguenze delle azioni dei protagonisti, mentre la regia nega semplicemente se stessa confondendo stile comico e drammatico (la scena dei mattoni e della caduta dal palazzo), dimostrando un rarissimo disprezzo per il mezzo cinematografico. Gli attori, per modo di dire, vanno avanti catatonici e insensati, incarnando almeno in questo l’essenza del film: un film che devasta lo spettatore ma sa anche farsi deridere con gusto, come non accadeva da molto.


Titolo: Qingnian
Regia: Geng Jun

Sceneggiatura: Geng Jun

Fotografia: Deqiang Yuan, Qiu Zhen

Interpreti: Wang Guoqing, Liu Jinbao, Liu Jincai, Gao Tieying

Nazionalità: Cina, 2009
Durata: 1h. 46′


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