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"Quel che resta di mio marito" di Christopher N. Rowley

24 settembre 2008 Recensioni 0 Commenti
Emanuele Rauco, 24 Settembre 2008: Piacevole
Teodora, 17 Ottobre 2008

Arvilla ha appena perso l’adorato marito, e la di lui figlia vuole vendere la casa dove hanno vissuto se non avrà le ceneri del padre, che Arvilla vorrebbe invece spargere nella natura. Assieme alle amiche Margene e Carol parte per andare alla veglia funebre, ma non tutto andrà nel verso giusto…


Qualcuno va sostenendo da tempo che il film è una sorta di formula matematica, o se volete geometrica, e che assemblando ingredienti e dosi nel giusto modo si darebbe vita a film perfetti, e di solito falsi e freddi. Qquindi, mettendo insieme tre signore di mezza età, un viaggio in macchina e un lutto recente dovrebbe uscire fuori un film che possa piacere a tutto il pubblico. E questo film di Christopher N. Rowley sembra aver centrato il bersaglio, amalgamando temi e generi di sicuro (e forse ruffiano) appeal con tre attrici di richiamo e tutti i sottotesti tipici della senilità statunitense: forse, non sarà un film perfetto, ma adatto a un’accattivante serata in compagnia sì.

Scritto dall’esordiente Daniel D. Davis, un on the road senile o quasi, una commedia dai risvolti drammatici che sembra voler celebrare un ritorno alle libertà morali e naturali degli anni ’70 contro la rigidità schematica delle generazioni successive, in cui la risposta al sapor di menopausa di Thelma & Louise passa dallo humour nero e giocoso. Tutto incentrato sul viaggio verso la California a bordo di una Cadillac Bonneville (da cui il titolo originale), il film racconta di una particolare elaborazione del lutto, vissuta col sorriso sulle labbra e il cuore pieno di ricordi, che è anche una riflessione sull’inutilità di schemi e regolamenti morali, di imposizioni sociali in un’età in cui tutto quello di cui si doveva rendere conto, è già stato fatto, in cui l’unica cosa che conta è essere a posto con se stessi, ignorando le aspettative di Dio e degli uomini. Bella lezione di libertà etica, per un film tutto già visto, lontano dall’originalità e dalla novità, ma reso piacevole da un tono sincero, partecipe e sentito, che fa dimenticare l’andamento frammentario – più pesante rispetto alla media dei road movie – per concentrarsi sui percorsi, a loro modo formativi, di tre personaggi che scoprire o riscoprire le personalità nascoste dalla vita quotidiana.

La sceneggiatura episodica a volte si sfrangia un po’ troppo perdendo freschezza di racconto, ma c’è verve e sicurezza nella costruzione di personaggi (invero un po’ stereotipati) e situazioni e un piglio interessante nella gestione del discorso; peccato che la regia sia più simile a una sit-com che a un film vero e proprio e, a parte qualche paesaggio, si limita alla gestione delle attrici. Che, effettivamente, valgono il prezzo del biglietto, trattandosi di una Jessica Lange solida, di una Kathy Bates naturalmente scatenata e di una Joan Allen che è la più sfumata del cast. Film d’attrici, sicuramente, ma anche di sentimenti e tonalità di scrittura, esempio di un cinema medio ancora in grado di dire qualcosa e di far riflettere, mettendo al contempo in pace l’animo dello spettatore.


Titolo: Quel che resta di mio marito (Bonneville)
Regia: Christopher N. Rowley
Sceneggiatura: Daniel D. Davis
Fotografia: Jeffrey L. Kimball
Interpreti: Jessica Lange, Kathy Bates, Joan Allen, Tom Skerritt, Christine Baranski, Victor Rasuk, Tom Amandes, Tom Wopat, Robert Conder, Jayson Creek, Arabella Field, Kristen Marie Jensen, Kari Hawker, Ivey Lloyd Mitchell, Laura Park
Nazionalità: USA, 2006
Durata: 1h. 33′


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