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"Questo piccolo grande amore" di Riccardo Donna

9 febbraio 2009 Recensioni 0 Commenti
Emanuele Rauco, 9 Febbraio 2009: Improbabile
Medusa, 11 Febbraio 2009

Andrea e Giulia si conoscono dopo una manifestazione studentesca, ma vengono da due “mondi” diversi: lui è uno studente della periferia romana, lei una benestante liceale del centro. Il loro amore, musicalmente scandito, dovrà superare le prove del tempo e degli eventi…


Beata la gioventù, forse. Di certo, non di questi tempi e meno che mai in Italia. Perché, per cercare di far uscire il cinema, specie la parte popolare, da una crisi ben più longeva e strutturale di quella economica di questi ultimi mesi, gli adolescenti sono diventati il bersaglio preferito di qualunque tipo di operazione mediatica e/o speculazione commerciale, dai romanzi di Moccia, alla Tv di De Filippi, fino al cinema di Brizzi. Ci mancava solo che un cantautore in evidente declino ispirativo prendesse una sua celebre canzone e ne facesse prima una tournée, poi un disco, poi un musical e infine un film: ma Claudio Baglioni, spalleggiato dalla regia di Riccardo Donna, lo fa e imbastisce una pellicola che punta ai figli, guarda ai genitori, ma non sa in realtà quale target colpire.

Una specie di musical, o meglio una commedia sentimental-giovanile costruita sulla musica, le canzoni, le ambizioni coreografiche di Baglioni (che nel tentativo di scrivere l’Across the Universe all’amatriciana si fa affiancare da Ivan Cotroneo) che però non riesce mai a conciliare le ambizioni, coi mezzi e soprattutto con gli elementi che vorrebbe amalgamare. Infatti il film, completamente auto-referenziale, racconta l’adolescenza e alcune esperienze del musicista romano, ambientandole durante i primi anni ’70 delle rivolte studentesche e dei vagiti di liberazione morale e tracciando una vaga vena anti-istituzionale nel descrivere la scuola, la famiglia, l’esercito; e dimostra quasi coraggio nel voler confrontare i sogni di gloria con le inevitabili delusioni che perseguiteranno gli amanti del lieto fine. Ma proprio nel distacco tra l’amarezza di fondo del cinquantenne – in cerca di riscatto – e i quindicenni entusiasti del primo amore sta il limite teorico di un film che si indirizza male al proprio pubblico.

Un film che ha un’infinità di limiti e difetti che lo rendono di difficile digestione: dall’uso delle canzoni quasi a far la telecronaca delle immagini filmate, alla totale mancanza di passionalità nel racconto amoroso, da un didascalismo fastidioso e dilettantesco, a una banalità narrativa e descrittiva che sfonda nella superficialità più disarmante e ridicola. Esattamente come la sceneggiatura, ingolfata di figurine di contorno, macchiette, situazioni banali e di facile presa sul pubblico, riempita da dialoghi pressappochisti e grotteschi e di un intreccio tanto pretestuoso quanto insulso. Donna pare non avere il polso sufficiente per risollevare la situazione e si accontenta di dare qualche sferzata surreal-onirica alla pochezza del tutto, riuscendo – se possibile – a peggiorare la situazione. D’altronde, quando per mettersi in remunerative scie si sceglie di impastare una colonna sonora melensa con un attorucolo che fa le facce eroiche “forte” del sembrare il figlio di Scamarcio e Rossi Stuart, la frittata è fatta. Con buona pace degli adolescenti, che dovranno aspettare il prossimo Moccia per sentirsi ancora sotto il tritacarne.


Titolo: Questo piccolo grande amore
Regia: Roberto Donna
Sceneggiatura: Ivan Cotroneo, Claudio Baglioni
Fotografia: Federico Schlatter
Interpreti: Emanuele Bosi, Mary Petruolo, Daniela Giordano, Mariella Valentini, Federico Galante, Claudio Cotugno, Valentino Campitelli, Giulia Amato, Veronica Corsi, Matteo Urzia, Veronica Bruni, Ivano Marescotti, Federico Costantini
Nazionalità: Italia, 2009
Durata: 1h. 50′


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