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"Ripper - Lettera dall'inferno" di John Eyres

28 giugno 2004 Recensioni 0 Commenti
Fabrizio Formenti, 28 Giugno 2004: Insignificante
Moviemax, 25 Giugno 2004

Dopo essere sopravvissuta allo stermino di alcuni amici per mano di un assassino mai catturato, Molly Keller frequenta un corso universitario incentrato sui serial killer. Ma quando i suoi compagni iniziano ad essere trucidati con modalità già viste, nasce il dubbio che il carnefice di un tempo sia tornato a colpire…


Se abbiamo definito questo piccolo film indipendente datato 2001 come “insignificante”, non lo si deve particolarmente alle proporzioni del progetto, ai propositi degli autori, o alla realizzazione tecnica che ne è alla base: il punto è che lo sviluppo della storia a noi narrata non conduce a nulla, pare intorpidirsi, e riserva allo spettatore – nel finale – un payoff del tutto insoddisfacente e alquanto insulso, una risoluzione che non giustifica e neppure rivaluta il percorso filmico che l’ha preceduta.

L’intento che giace alla base di questo piccolo thriller con sfumature horror non pare in realtà essere esclusivamente quello di erigere un intreccio che faccia ruotare la vicenda ed i personaggi intorno alla figura del misterioso squartatore, sulla scia delle più classiche pellicole facenti parte di questo filone: quelle imperniate sulla ricerca dell’identità dello spietato assassino, con gli stessi personaggi che a turno vengono investiti del ruolo dallo stesso spettatore che ne mette in dubbio l’innocenza. Proprio in prossimità dell’epilogo, infatti, sembra che il film provi (senza riuscirci) a spingersi un po’ oltre, che tenti di acquisire una valenza tematica più elevata smorzando la sua connotazione thrilling e accentuandone blandamente una maggiormente riflessiva, volta a farci meditare sulla patologia da cui i serial killer paiono come posseduti e, proprio perché schiavi inermi di un male, forse persino degni di compatimento.

Durante tutto il film ci vengono mostrate le atrocità commesse da un ignoto e disgustoso maniaco, ma nel finale, una volta svelataci l’identità del “mostro”, la sua immagine non si sposa con la brutalità dei delitti che gli vengono attribuiti: egli è chino sul corpo dell’uomo a cui ha inflitto il colpo ferale ma non è compiaciuto e soddisfatto, è quasi sconvolto ed incredulo, persino incapace di difendersi, tant’è che viene fatto fesso come un ladruncolo alle prime armi. E’ un peccato che gli autori non abbiano scelto di argomentare con convinzione questa seconda tematica, ne sarebbe potuto derivare un prodotto quantomeno interessante.

Allo stato attuale invece, Ripper mostra una prevedibilità quasi sfacciata: poca la tensione, telefonati i piccoli colpi di scena disseminati qua e là, e, soprattutto, ben poco incerta l’identità dell’assassino nonostante i depistaggi registici. Principali colpevoli di questo insuccesso sono sicuramente i soggettisti e lo sceneggiatore perché, in fondo, nonostante non sia stato capace di confezionare una sola scena in grado di suscitare spavento, tecnicamente parlando John Eyres non sembra essere l’ultimo dei registi. Ad ogni modo, questo Ripper – Lettera dall’inferno nient’altro è se non un horror evitabilissimo, o meglio: da evitare.


Titolo: Ripper – Lettera dall’inferno (Ripper)
Regia: John Eyres
Sceneggiatura: Pat Bermel
Fotografia: Tom Harting
Interpreti: A.J. Cook, Bruce Payne, Ryan Northcott, Claire Keim, Derek Hamilton, Daniella Evangelista, Emmanuelle Vaugier, Kelly Brook, Jürgen Prochnow, Courtenay J. Stevens, Robin Collins, Leanne Buchanan, Michael Copley, Sean Whale
Nazionalità: Canada, 2001
Durata: 1h. 52′


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