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"Rosso come il cielo" di Cristiano Bortone

28 febbraio 2007 Recensioni 0 Commenti
Alberto Cassani, 28 Febbraio 2007: Commovente
LadyFilm, 9 Marzo 2007

È il 1971. Mirco ha 10 anni ed è appassionato di cinema, ma in seguito ad un incidente perde la vista. Per legge i genitori sono costretti a mandarlo a studiare in un istituto per ciechi, dove Mirco trova un vecchio registratore a bobine e scopre la magia di un mondo di suoni…


Mirco ha solo dieci anni quando perde la vista a causa di un incidente con il fucile del padre. Siamo agli inizi degli anni ’70, e la Legge impedisce ai disabili di frequentare le scuole normali. L’unica possibilità che i genitori hanno di dare un’istruzione al figlio è mandarlo a Genova in un istituto specializzato, il “Chiossone”. Ma la realtà è che la scuola serve solo a insegnare ai bambini il braille e a impagliare le sedie per poter trovare un lavoro una volta adulti. Mirco, ragazzino vivace e appassionato di cinema, ci si trova malissimo: lui non si è ancora arreso al fatto di non poter tornare a vedere, e non vuole rinunciare a vivere l’infanzia come tutti gli altri bambini. Grazie ad un vecchio registratore a bobina e all’aiuto di Don Giulio, Mirco scopre che si può raccontare una storia solo attraverso i suoni e i rumori, appassionandosi talmente da decidere di realizzare una fiaba sonora con l’aiuto dei compagni di classe, nonostante il Direttore sia fermamente contrario.

Ispirato alla vera storia di Mirco Mencacci, responsabile del sonoro di pellicole come Le Fate Ignoranti e La meglio gioventù, Rosso come il cielo è una pellicola di buoni sentimenti e buona volontà, ma evita i difetti tipici di questo tipo di prodotti, riuscendo a non essere retorica né eccessivamente zuccherosa. In effetti la sceneggiatura è ben scritta, pur con qualche rozzezza nella costruzione dei personaggi, e il regista regge bene le fila del discorso pur volendo a tratti mostrare troppo rispetto alle necessità di una storia basata non sulla vista ma sui suoni.

Interpretato da bambini realmente non vedenti, tranne ovviamente il protagonista Luca Capriotti, il film presenta ottimamente le difficoltà nel comprendere il mondo che può avere un bambino cieco costretto in un collegio. Ma traspaiono anchei sogni e le illusioni tipiche dell’infanzia, e risulta molto significativo il contrasto con la pragmaticità degli adulti, in particolare con il pessimismo del Direttore del collegio. Il risultato è un film che sa divertire e commuovere gli spettatori più giovani come quelli adulti, che sa toccare il cuore grazie alla fantasia di un bambino e alla sua voglia di fare. François Truffaut l’avrebbe amato.


Titolo: Rosso come il cielo
Regia: Cristiano Bortone
Sceneggiatura: Cristiano Bortone, Monica Zapelli, Paolo Sassanelli
Fotografia: Vladan Radovic
Interpreti: Luca Capriotti, Paolo Sassanelli, Simone Gullì, Marco Cocci, Andrea Gussoni, Alessandro Fiori, Michele Iorio, Francesco Campobasso, Rosanna Gentile, Simone Colombari
Nazionalità: Italia, 2006
Durata: 1h. 36′


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