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"S. Darko" di Chris Fisher

22 luglio 2009 Recensioni 2 Commenti
S. Darko

Moviemax, 21 Agosto 2009 – Offensivo BLEAH

Samantha non si è mai ripresa dalla rocambolesca morte del fratello e si accorge di avere una connessione mistica con lui quando, durante un viaggio con un’amica, riceve dei segni su un’imminente fine del mondo. Ma con la sua morte in un incidente, la situazione si complica…


Daveigh Chase in S. Darko“Battere il ferro finché è caldo” è un motto che molto spesso abbiamo visto attuare dall’industria hollywoodiana e dal mondo del cinema in generale: seguiti, prequel, rimasticazioni e affini. Battere il ferro quando è freddo, invece, è una cosa che non capita spesso e che denota una mancanza d’intelligenza produttiva che dalla Mecca del cinema non ci saremmo aspettati. Sapere perciò che il film culto di Richard Kelly, Donnie Darko, è stato dotato di un sequel a 8 anni di distanza, diretto da Chris Fisher e centrato sulla sorella di Donnie, ci ha sorpreso e non poco: ciò che ne esce fuori è un orrendo e sconclusionato pasticcio che in patria, fortunatamente, non ha trovato nemmeno una sala per farsi deridere.

Una scena di S. DarkoNathan Atkins sceneggia questo imbevibile miscuglio di noir psichico, baggianate new age e fantasy mistico di bassissima lega per cercare di trarre in inganno non solo i fan del film originale, ma soprattutto gli spettatori che strabuzzano gli occhi appena si parla di viaggi nel tempo. Tanto che in questo presuntuosissimo film si fanno tornare gli elementi fondanti del film con Jake Gyllenhaal, come il coniglio (replicato in maniera a dir poco ridicola), le canzoni d’epoca, il libro La filosofia del viaggio nel tempo e la sua autrice Roberta Sparrow, per mischiarli con un’atmosfera maledetta assolutamente forzata e incomprensibile e un tono da metafora politica (la fine del mondo sarebbe il 4 luglio) che fa assolutamente ridere. E non è la sola cosa che provoca il riso, nel film di Fisher: c’è l’andamento lento, ondivago e catatonico che dovrebbe fare tanto mistero, c’è l’aver del tutto travisato il senso e i valori filmici della prima pellicola, c’è il tocco pesante nel simbolismo e nella narrazione, c’è l’incapacità di rendere accessibile ciò che si vuole dire.

Una scena di S. DarkoLo script di S. Darko è delirante in maniera inammissibile, nell’uso impunito di personaggi assurdi e situazioni imbarazzanti, nella superbia con cui si confondono i contesti e si cerca il mistero con dialoghi idioti. Ma non mancano nemmeno i motivi per chiedere al regista di smetterla con il cinema, visto il modo fallimentare in cui cerca di comunicare l’incomunicabile al pubblico, anche attraverso pessimi effetti speciali e musiche piazzate a caso nel corso del film. Film che resta indecifrabile (come racconto ma anche come operazione produttiva) e poco più che dilettantesco, compreso l’uso di due attricette anonime e infantilmente sexy che scambiano il broncio con la recitazione. Mentre nessuno al mondo è riuscito a scambiare questo ammasso di pellicola con un film.


La locandina statunitense di S. DarkoTitolo: S. Darko (Id.)
Regia: Chris Fisher
Sceneggiatura: Nathan Atkins
Fotografia: Marvin V. Rush
Interpreti:Daveigh Chase, Briana Evigan, Jackson Rathbone, Ed Westwick, James Lafferty, Elizabeth Berkley, John Hawkes, Matthew Davis, Zulay Henao, Bret Roberts, Ryan Templeman, Nathan Stevens, Ryan Moat, Bob Lanoue, Savannah Ostler
Nazionalità: USA, 2009
Durata: 1h. 43′


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Attualmente ci sono 2 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Non vedevo l’ora che finisse. Bruttissimo.

  2. Alessandro scrive:

    Non capisco perchè facciano questi sequel assurdi, soprattutto dopo il finale che ha avuto il primo che è un vero Cult! Non l’ho S. Darko visto ma ho sentito commenti al film negativi e la conferma finale l’ho avuta qui, che senso ha continuare un film con un finale sorprendente come Donnie Darko? Un insulto, è come se si azzardassero a proseguire Lost dopo il finale della sesta!

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