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Alberto Cassani, 4 Gennaio 1996: Piatto |
Cecchi
Gori, 15 Dicembre 1995
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Seven
di David Fincher
David
Mills è un giovane poliziotto appena arrivato in città.
Per essere "svezzato" viene affidato all'esperto Somerset,
detective ad un passo dalla pensione. La prima indagine della coppia
riguarda un omicidio, ma Somerset capisce subito che quel delitto non
è casuale: è con un serial killer che hanno a che fare,
e lui non vuole occuparsene. Non vuole, ma deve.
Opera
prima dello sceneggiatore Andrew Kevin Walker, la pellicola che ha dominato
i box-office statunitensi si rivela essere un film piatto, come del
resto lo era la prima regia di Fincher, "Alien 3".
Anche se in passato ha saputo realizzare alcuni ottimi spot pubblicitari,
personalmente non mi piace il suo stile cinematografico: spesso inutilmente
ricercato, un po' confusionario e piena di inquadrature che lasciano
perplessi. Da questo punto di vista, "Seven" non fa eccezione.
Morgan
Freeman è bravo nel ruolo di Somerset, invece non mi convince
del tutto (anzi: per niente) l'interpretazione di Brad Pitt. Kevin Spacey
è bravissimo come al solito, la sua recitazione mi piace molto:
sempre tranquilla, pacata. Ma non è il cast la cosa che non riesce
ad affascinare lo spettatore, sono piuttosto la regia e la sceneggiatura.
I
due personaggi protagonisti della storia sono abbastanza classici: un
poliziotto nero esperto ed un bianco giovane li abbiamo visti in mille
altri film, non ultimo "Arma Letale". Per essere un thriller,
poi, il film non offre alcuna possibilità allo spettatore di
precedere i poliziotti nella risoluzione del caso, cosa basilare per
permettere al pubblico di "entrare" nella vicenda. E la moglie
di Mills (una splendida Gwyneth Paltrow) è completamente inutile
per 120 dei 128 minuti di proiezione (senza contare che anche la storia
del figlio non serve assolutamente a niente). Ora: se tu sceneggiatore
devi inserire un personaggio perché ti serve come spunto per
il finale, allora è meglio che lo costruisci bene, che ne giustifichi
la presenza nel film, altrimenti è solo un peso nello sviluppo
della trama. Esattamente quesllo che succede in questo caso.
Proprio
il finale, poi, mi è sembrato assolutamente irreale (peraltro
recitato malissimo da Pitt): provate a mettervi nei panni di Mills e
provate a pensare se reagireste nello stesso modo. E' vero che il personaggio
è stato disegnato come un impulsivo, ma proprio per questo non
credo che quella mostrata sia la reazione corretta.
Insomma,
un thriller certamente accattivante ma non molto convincente, con una
confezione curata (bella la fotografia di Darius Khondji) ma che non
riesce ad appassionare gran che lo spettatore.
Percorsi
tematici
Fight
Club
- di David Fincher; con Edward Norton, Brad Pitt, Helena Bonham Carter.
Panic
Room -
di David Fincher; con Jodie Foster, Forest Whitaker, Jared Lehto,
Kristen Stewart.
Zodiac - di David Fincher; con Jake Gyllenhaal,
Mark Ruffalo, Robert Downey Jr.
Propaganda
Films: il futuro di Hollywood o la sua morte? - a cura di Maximillian
Potter.
Titolo:
Seven (Se7en)
Regia:
David Fincher
Sceneggiatura:
Andrew Kevin Walker
Fotografia:
Darius Khondji
Interpreti:
Morgan Freeman, Brad Pitt, Kevin Spacey, Gwyneth Paltrow, R. Lee Ermey,
Richard Roundtree, John C. McGinley, Andrew Kevin Walker, Daniel Zacapa,
John Cassini, Bob Mack, Peter Crombie, Reg E. Cathey, George Christy,
Endre Hules, Hawthorne James, William Davidson, Bob Collins, Jimmy Dale
Hartsell, Richard Roundtree, Charline Su, Allan Kolman
Nazionalità:
USA, 1995
Durata:
2h. 08'
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