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"Shirin" di Abbas Kiarostami

28 agosto 2008 Recensioni 0 Commenti
Festival di Venezia 2008

Inedito in Italia – Singolare

114 attrici iraniane di cinema e di teatro e una star francese: mute spettatrici della rappresentazione teatrale di Khosrow e Shirin, poema persiano del XII secolo messo in scena da Kiarostami. Un testo che da sempre appassiona il pubblico persiano e mediorientale…


Una scena di ShirinLo spettatore che intende accostarsi al nuovo film di Abbas Kiarostami deve essere perfettamente consapevole delle particolarità che questa pellicola possiede. Si tratta tuttavia di uno sperimentalismo paradossalmente “statico”, ossia che non mette in discussione il linguaggio cinematografico in sé quanto piuttosto il concetto di base sul modo di fare un film. La tradizionalità del montaggio viene rispettata, ma non altrettanto viene fatto della modalità narrativa: non c’è infatti alcuna storia proiettata sullo schermo e il montaggio serve solo a confezionare un film della durata di un’ora e mezza accostando esclusivamente i volti di giovani – almeno in prevalenza – donne iraniane incorniciate dai loro tipici copricapo. Sono questi volti – fra i quali ne compaiono anche alcuni maschili, ma sempre restando defilati o venendo inquadrati solo nella parte inferiore – ad essere ripresi e lo sono mentre stanno a loro volta guardando con partecipazione un film tratto da un antico dramma di armi e di amori.

Fatemeh Goodarzi in ShirinE così, per tutta la sua durata Shirin altro non è che la ripresa di questi visi colti nelle svariate emozioni che la visione del film suscita individualmente in loro. Allo spettatore, invece, non resta altro che guardare la successione di tutti questi volti e ascoltare le voci fuori campo – in iraniano, ma tradotte da opportune didascalie – dei vari personaggi che animano il dramma, oltre al sonoro che risulta particolarmente incisivo durante le scene di battaglia, sulla cui crudezza sanguinaria non lascia alcun dubbio.

Allo spettatore resta però anche la possibilità di avere diverse reazioni di fronte alla particolarità di questo film: o perdere la pazienza insieme alla possibilità di appassionarsi al dramma narrato oppure avere la reazione contraria di sentirsi in qualche modo – più o meno misterioso e inconscio – attratto o forse anche solamente incuriosito. Oppure ancora, allo spettatore può restare – più come soluzione pratica che per reazione emotiva vera e propria – il diversivo di seguire le didascalie per scovare inesattezze dovute alla loro non impeccabile esposizione formale.


Il manifesto del Festival di Venezia 2008Titolo: Shirin
Regia: Abbas Kiarostami
Sceneggiatura: Abbas Kiarostami
Fotografia: Abbas Kiarostami
Interpreti: Mahnaz Afshar, Juliette Binoche, Niki Karimi
Nazionalità: Iran, 2008
Durata: 1h. 32′


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