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Showgirls di Paul Verhoeven

19 dicembre 2011 Recensioni 27 Commenti
Showgirls

Warner, Novembre 1995 – Ridicolo BLEAH

La giovane ma decisa Nomi Malone arriva a Las Vegas con l’idea di diventare una stella dello spettacolo. Finisce però a lavorare in uno squallido locale di spogliarelli prima che il morboso interessamento di una famosa ballerina le faccia ottenere un provino in un locale di primo piano…


Elizabeth Berkley in ShowgirlsFino all’uscita di questa pellicola, nessuno in Italia aveva idea di cosa fosse la lap dance. Non che ci fosse da strapparsi i capelli per questa mancanza, ma la cosa curiosa è che anche dopo l’uscita di Showgirls nel nostro paese si continua a ignorare cosa sia la lap dance. Questo perché a causa delle fotografie usate per promuovere il film, molti hanno confuso la lap dance con la pole dance, ossia quell’esibizione che le spogliarelliste fanno avvinghiate a un palo di ottone. Nella lap dance, invece, la spogliarellista si struscia sul bacino (“lap”) del cliente seduto su una sedia. Al cliente è fatto totale divieto di toccare la ballerina, cosa che rende la pole dance virtualmente impraticabile in Italia. Non che ci sia da strapparsi i capelli, per questo malinteso…

Reunion della coppia regista-sceneggiatore responsabile del successo economico come anche della pochezza artistica di Basic Instict, Showgirls ha una rozzezza nella costruzione dei personaggi e un livello di idiozia dei dialoghi raggiunti raramente dal cinema di Hollywood. Ridicolo dal punto di vista drammaturgico, sciatto anche per lo standard di Las Vegas per quanto riguarda la danza e povero persino nella ricerca del sesso patinato, il film non riesce a essere interessante neanche sotto l’ottica del trash. Che pure a Las Vegas è di casa.

Gina Gershon ed Elizabeth Berkley in ShowgirlsEppure, nonostante lo squallore artistico, il film ha un’importanza notevole nella storia della Hollywood recente. Dopo il successo di Basic Instict e nonostante il flop di Sliver, infatti, Joe Eszterhas ottenne un potere contrattuale tale da diventare il primo sceneggiatore ad avere il proprio nome nei titoli dopo quello dei produttori e subito prima di quello del regista. Una cosa inconcepibile all’interno di un ambiente in cui sono i produttori a prendere tutte le decisioni, e mai più avvenuta in seguito.

Non solo: Showgirls divenne il primo film distribuito da una major a uscire con un divieto assoluto ai minori di 17 anni, perché la Warner preferì perdere i ragazzini con gli ormoni in subbuglio per cercare di guadagnare quegli adulti finto-pruriginosi che sarebbero corsi al cinema attirati dalle polemiche suscitate da quel divieto. Ma il film era talmente orrendo da non interessare né gli uni né gli altri, incassando in sala la metà di quanto era costato, prima comunque di diventare un best seller in DVD. Ma se è vero quello che si dice su Kyle MacLachlan – che è stato per tutto il tempo convinto di essere sul set di un film artistico e solo alla premiére ha scoperto di che tipo di pellicola realmente si trattasse – allora viene da pensare che Paul Verhoeven sia un genio del cinema…


La locandina di ShowgirlsTitolo: Showgirls (Id.)
Regia: Paul Verhoeven
Sceneggiatura: Joe Eszterhas
Fotografia: Jost Vacano
Interpreti: Elizabeth Berkley, Kyle MacLachlan, Gina Gershon, Glenn Plummer, Robert Davi, Alan Rachins, Gina Ravera, Lin Tucci, Greg Travis, Al Ruscio, Patrick Bristow, William Shockley, Michelle Johnston, Dewey Weber, Rena Riffel
Nazionalità: Francia – USA, 1995
Durata: 2h. 11′


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Attualmente ci sono 27 commenti a questo articolo:

  1. Edoardo scrive:

    Film davvero terribile. E pensate che c’è chi vorrebbe rivalutarlo…

  2. Alberto Cassani scrive:

    Be’, in realtà brutto è brutto, ma ho visto film ben peggiori. Ero indeciso se lasciargli il teschio o no.

  3. Riccardo scrive:

    Io ho addirittura letto che è considerato un cult. Ma non lo ho mai visto e dopo aver visionato Basic Instinct non è che ci abbia tutta questa voglia.

  4. Alberto Cassani scrive:

    L’etichetta di “cult movie” è sempre da prendere con le molle, proprio per definizione. Un film di culto è un film adorato acriticamente dai suoi estimatori, ma al di là appunto di questa mancanza di spirito critico (vai a dire a un adoratore di “Twilight” che, insomma, forse forse quella della Meyer non è proprio una prosa a livello di Hemingway…) c’è una bella differenza tra un culto con 10 fedeli e uno con 10 milioni…

  5. Riccardo scrive:

    Già facile dire che un film è un cult quando ci sono primi piani di tette e culi per tutta la durata. a meno credo sia così questo film.

  6. Alberto Cassani scrive:

    Senza le tette e i culi non ci sarebbe il film, anche se in effetti non sono l’unica cosa che si vede…

  7. Plissken scrive:

    Singolare che ogni tanto faccia capolino nella lista sulla home page qualche film della serie: “se lo conosci lo eviti”.

    Ci godete voi critici ogni tanto a massacrare qualcuno, eh? He he he… ;-)

  8. Alberto Cassani scrive:

    Eh… Scrivere stroncature è più divertente che scrivere recensioni positive. Non che sia più facile, anzi, però ci si diverte di più. Qui Davide ha provato a scrivere con un tono un po’ più serio del solito, ma con film come questo vale tutto…

  9. Plissken scrive:

    Non ho dubbi al riguardo…

  10. Andrea scrive:

    Non so se è più brutto questo o quello con Demi Moore che fa la spogliarellista di cui adesso non mi sovviene il titolo… è comunque una bella lotta!!

    Brutto colpo per me, fan di Verhoeven, ma il ragazzo in seguito si è ampiamente ripreso :-)

  11. Alberto Cassani scrive:

    “Striptease”. Quello ha avuto anche una lavorazione complicata, ma per lo meno nella sua versione definitiva si prende molto meno sul serio di questo.

  12. Plissken scrive:

    … e se non erro, dopo quel film, tra la Moore e Willis negli abbracci vi era un contatto diverso…

  13. Plissken scrive:

    Chiedo venia: una battutaccia inerente il fatto che la Moore per questo film si era fatta incrementare il volume delle sfere, se non sbaglio.

  14. Alberto Cassani scrive:

    Ah. Mah, questa è una cosa dibattuta da più parti. Rispetto alle foto di nudo che fece da giovane ha sicuramente i seni più grossi, cosa che sarebbe in fondo anche normale, ma la forma non è delle più realistiche. Lei però ha sempre smentito e l’anno scorso aveva persino fatto causa a un sito che aveva avanzato l’ipotesi di un suo recente lifting.

  15. Plissken scrive:

    Non è il caso di aprire un dibattito sulle poppe della Moore in questa sede, ma anche un cieco avrebbe notato che in questo film non era solo la muscolatura della stessa ad avere un aspetto marmoreo.

    Può smentire fin che vuole… una qualunque foto da google funge da giudice e giuria :-)

  16. Riccardo scrive:

    Mah, sarà pur un brutto film ma trovo che il suo fascino lo abbia. Pur riconoscendo che Verhoeven qui ha toppato non riesco a stroncarlo totalmente. Sarà per la stima che provo per questo regista che, almeno a detta mia, è uno dei più sottovalutati che ci sono in circolazione.

  17. Alberto Cassani scrive:

    Io l’ho rivisto l’anno scorso ricordandomi un filmaccio ma con qualcosa di interessante, invece l’ho trovato un filmaccio e basta. Anche dal punto di vista del sesso, non ha proprio niente di particolare.

  18. rg scrive:

    Io trovo il film davvero bello, vivo, strutturato bene, la fotografia è bellissima e la scenografia anche. gli attori , tutti, sono bravissimi . criticare questo film è stato davvero troppo semplice ed è stato aggredito dalla critica di allora solamente per motivi che nel settore si conoscono , ma storia lunga.
    Sono un personaggio dello spettacolo e me ne intendo di cinema, nella mia famiglia ci sono 3 oscar. trovo davvero effimero criticare questo film perchè ha davvero degli ottimi tempi e degli ottimi attori. forse, era troppo avanti per metà anni 90 infatti oggi viene molto apprezzato .

  19. Alberto Cassani scrive:

    Che oggi “Showgilrs” sia molto apprezzato non mi risulta proprio…

  20. rg scrive:

    le assicuro che invece è apprezzato, specie negli USA.

  21. Alberto Cassani scrive:

    Chiariamoci, sul concetto di apprezzare: fare le proiezioni speciali in cui il pubblico risponde ai dialoghi dei personaggi, come si fa con “Rocky Horror Picture Show” non è esattamente un segno di apprezzamento. Io tutte le (poche) recensioni positive di questo film che ho letto si basano sul concetto del “it’s so bad it’s good”.

  22. rg scrive:

    se vuole continuare con la sua superbia faccia pure, Io da persona nel settore le dico che probabilmente si sbaglia poi se proprio vuole sentirsi dire che è un brutto film troverà sicuramente qualcuno che lo dirà. Ripeto gli attori sono estremamente bravi, specialmente le due protagoniste Gina Gershon ed Elisabeth Berkley preparatissime, la scenografia e la fotografia fantastiche. Poi non so se lei lo ha visto in lingua originale. I dialoghi sono buoni per nulla scontati e mai lento ne pesante. lo mensionerei nei miei film preferiti. Poco capito come quasi tutte le cose migliori della vita. Son sicuro che lei viene capito da tutti.

  23. Alberto Cassani scrive:

    Vedo che per sostenere le sue opinioni lei sente il bisogno di insultare gli altri, ma purtroppo so che è una cosa piuttosto comune, al giorno d’oggi. Però mi fa ridere che dia a me del superbo, lei che è venuto qui dicendo “io sono del settore, capisco di cinema, ho 3 Oscar in famiglia” e “assicurandoci” che le cose stanno come dice lei… Vabbé, live long and prosper

  24. rg scrive:

    tanta salute a lei e famiglia.

  25. Bovinelli scrive:

    nella mia famiglia ci sono 8 oscar, 3 golden globe e due davi di donatello ma questo film fa schifo un po’ a tutti.
    Ah dimenticavo io sono del settore, me ne intendo di cinema nessuno mi deve smentire.
    Come vede concordo con lei caro RG, siamo incompresi.

  26. rg scrive:

    ahaha che banalità. molta maturità. Intanto dal 1995 siete ancora qui nel 2013 a parlarne, basterà questo a qualcuno.

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