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"Sideways" di Alexander Payne

11 febbraio 2005 Recensioni 6 Commenti
Sideways - In viaggio con Jack

20th Century Fox, 16 Febbraio 2005 – Autentico

Miles e Jack sono amici inseparabili liceo anche se hanno due caratteri completamente opposti e vivono due vite ben diverse. Jack sta per sposarsi, e Miles decide di organizzare un viaggio di una settimana nella “Wine Valley” californiana, per degustare i vini più pregiati del paese…


Sandra Ho, Thomas Haden Church, Virginia Madsen e Paul Giamatti in SidewaysSideways – In viaggio con Jack è il primo vero grande tributo del cinema al nettare degli dei, un film vivace ed appassionato per il quale ogni aggettivo sembra sminuirne i contenuti e la cui classificazione di genere diventa un punto a sfavore di chi la azzarda. Studiato sin nei minimi particolari, curato e dettagliato tanto da superare anche le critiche dei più grandi esperti di vini del mondo, questo film è niente altro che il ritratto di due uomini, di due filosofie di vita agli antipodi che si rispecchiano perfettamente nella profonda differenza tra la ricercatezza e la complessa struttura del Pinot, vino difficilissimo da produrre e per questo il più potenzialmente deludente, e la genuina semplicità di un vino dedicato a chi è più di bocca buona.

Paul Giamatti e Thomas Haden Church in SidewaysLa vita fino al momento della partenza non ha riservato granché a Miles e Jack, ma anzi li ha resi ad oggi due ‘quasi quarantenni’ in preda ad una precoce crisi di mezza età. Una sorta di versione di Stanlio e Ollio on-the-road si ritrovano faccia a faccia con i loro fallimenti, le loro debolezze e le loro paure ma nonostante l’amarezza della loro condizione ci fanno ridere, commuovere, riflettere ma soprattutto ci regalano due ore di spassose battute, di situazioni imbarazzanti, di ciniche ripicche, di gustose ed ammiccanti lusinghe eno-gastronomiche, di colpi di testa avventati, di occasioni mancate e colte al volo e molto altro.

Thomas Haden Church e Paul Giamatti in Sideways«Ogni bottiglia di vino è come se vivesse: ha una nascita, una sua evoluzione, una fase in cui raggiunge l’apice e da cui subito dopo inizia un lento ed inevitabile declino…» Questo è senz’altro il momento più intenso del film, la sequenza in cui Miles e Maya (Virgina Madsen) seduti sotto il portico danno vita a due delle più emozionanti dichiarazioni d’amore cinematografiche di tutti i tempi. La cosa insolita è che sono entrambe rivolte al vino ma trasmettono allo spettatore una passionalità ed un coinvolgimento che difficilmente potranno passare inosservati. Probabilmente una dichiarazione d’amore tra due amanti non avrebbe sortito gli stessi effetti.

Sandra Ho, Thomas Haden Church, Paul Giamatti e Virginia Madsen in SidewaysTratto dall’omonimo romanzo di Rex Pickett (la cui idea di base venne allo scrittore proprio grazie ad un viaggio tra amici come questo), Sideways – In viaggio con Jack è un film intenso come non se ne vedevano da anni, frutto della sensibilità e dello spiccato gusto narrazione del regista Alexander Payne (Election, A proposito di Schmidt) che anche qui, arrivato ormai al suo quarto film, continua il suo approfondito viaggio nell’animo di persone comuni, fragili, che non riescono a trovare una dimensione né a lottare contro i propri errori soprattutto per colpa di un’innata inquietudine nei confronti di una vita che è diventata come un paio di scarpe strette.

Paul Giamatti e Thomas Haden Church in SidewaysGli attori scelti per questo affascinante viaggio non sono di certo famosi ma hanno fatto il loro lavoro nel migliore dei modi, riuscendo a farci entrare nel cuore Miles e Jack. Il primo è memorabilmente interpretato da Paul Giamatti, 37 anni portati malissimo, una straordinaria somiglianza con Homer Simpson e una bravura quasi spiazzante fanno di questo attore una vera e propria rivelazione. Jack ha invece la faccia di Thomas Haden Church, immaginatevi un clone texano di Schwarzenegger da giovane ma di gran lunga più simpatico, nel ruolo che all’inizio del casting si era pensato di affidare niente meno che a George Clooney. Fortuna che Payne alla fine ci ha ripensato ed ha optato per Church, guadagnandone sicuramente in semplicità.


La locandina di SidewaysTitolo: Sideways – In viaggio con Jack (Sideways)
Regia: Alexander Payne
Sceneggiatura: Alexander Payne, Jim Taylor
Fotografia: Phedon Papamichael
Interpreti: Paul Giamatti, Thomas Haden Church, Virginia Madsen, Sandra Oh, Marylouise Burke, Jessica Hecht, Missy Doty, M.C. Gainey, Alysia Reiner, Shake Tukhmanyan, Duke Moosekian, Robert Covarrubias, Patrick Gallagher
Nazionalità: USA, 2004
Durata: 2h. 03′


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Attualmente ci sono 6 commenti a questo articolo:

  1. Guido scrive:

    Ho adorato “A proposito di Schmidt” e, quasi ad occhi chiusi mi sono fiondato su questo film.
    Devo dire che mi aspettavo di più. Certo Giamatti è straordinario, e Haden Church se la cava più che egregiamente (anche se la nomination all’Oscar l’ho trovata un po’ eccessiva), ma il film pare quasi non decollare mai. Fortunatamente, nell’ultima parte, il film ha un’ottima impennata e le scene conclusive sono anche “quasi” commoventi, sempre grazie alle espressioni regalateci da Paul Giamatti. In conclusione il film non è affatto male, ma, senza la svolta finale, penso che il risultato poteva essere diverso, in negativo.

  2. Alberto Cassani scrive:

    Secondo me è straordinario all’inizio, poi quando il vino comincia ad assumere troppa importanza si fa noioso per riprendersi proprio verso la fine.

  3. Lore scrive:

    Rivisto stasera a distanza di tempo.
    Aveva un gran senso all’epoca in cui fu girato, quando il vino sava passando da;;essere unabevanda che incrementa le tue capacita’ di socializzare allo status di oggetto di culto, materia universitaria, argomento centrale di conversazione…o di tutte queste cose insieme.
    Personaggi che comunque hanno un che di gia’ visto. Sviluppo divertente ma alla lunga poco emozionante. Finale alla fin fine abbastanza scontato.
    Credo fosse piu’ il fenomeno di una stagione particolare che un film davvero destinato alla storia del cinema

  4. Lore scrive:

    Poi magari sarei curioso di sapere che senso ha, in fase di doppiaggio, tradurre con 3 diverse espressioni la frase “I will get laid” ripetuta ossessivamente per 3 volte del giro di 2 minuti da Haden Church nella versione originale
    O tradurre “”and It’s really good!” con “E poi e’ buono, cazzo!”…
    Per la serie “mettiamo un c..o in bocca alla Madsen anche se non c’era”

  5. Alberto Cassani scrive:

    Hai ragione, Lore: c’è stato un breve periodo in cui il vino era ritenuto un’opera d’arte e quindi trattato come tale dal cinema di Hollywood. Fortuna che è finito…

  6. Fauno scrive:

    accidenti che male di vivere…

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