Stai leggendo:

Soundtrack: "Il principe abusivo" di Umberto Scipione

5 marzo 2013 Soundtrack 0 Commenti
Il principe abusivo

Massimo Privitera, in collaborazione con Colonne Sonore* * * ½

Enorme successo ai botteghini di tutta Italia, Il principe abusivo si avvale di una colonna sonora – firmata dal compositore laziale Umberto Scipione – vigorosa, segnata da venature romantiche e sinfoniche, ma non dimentica dell’accezione popolare della pellicola…


Film di enorme successo al botteghino, Il principe abusivo, opera prima come regista (anche in veste di attore principale) di Alessandro Siani. Questa volta, dopo le diatribe tra Nord e Sud, si parla di divari tra ricchi e poveri, con la solita entusiastica e travolgente verve di Siani, coadiuvato da quel mattatore di Christian De Sica e dalla bellezza nobile di Sarah Felberbaum e da quella verace di Serena Autieri.

Già compagno musicale di Siani per gli strepitosi successi al box office di Benvenuti al sud e Benvenuti al nord, Umberto Scipione torna a dar manforte all’attore-regista partenopeo con una colonna sonora dalle vigorose venature romantico-sinfonico-popolari. Il compositore laziale fin dall’iniziale “Il castello della principessa” ci dice espressamente che si parla di nobiltà in tono favolistico con un tema sognante (I solisti romani e l’Orchestra da Camera della Sardegna, diretti da Scipione, con il loro pieno orchestrale tra ottoni, fiati, piano e archi ne sono la dimostrazione), ma è con “Il principe abusivo” che si vira verso la commedia popolare genuina (un Leitmotiv per fischio, fisarmonica, ukulele e orchestra che possiede qualche rimando ai temi canzonatori del primo Benvenuti al sud): la ricchezza in denaro e la povertà di sentimenti nobile si scontra con la povertà di soldi e la ricchezza d’animo proletaria per creare un amalgama disturbante e ricreativo al contempo, e questi due primi pezzi di Scipione colgono appieno l’essenza del film (in ciò consiste la bravura di un vero autore di musica applicata).
Si procede con il tema tristemente amabile di “Buona luna” per chitarra, fisarmonica e piano, dove i sentimenti la fanno da padrone. “Fuga per le scale” è un rincorrersi frenetico e divertito dei solisti e l’orchestra in cui il tema del Principe diventa pura ebbrezza esecutiva. “Tema d’amore Prevert” esposto dal flauto e dalla fisarmonica è il Leitmotiv dell’amore prima rifiutato poi accettato con delicatezza (un brano che denota tutta la carica emozionale delle note composte da quel talento dei sentimenti che è Scipione!). In “Marcia del Principe/Buona luna” il tema popolare diventa solenne, cerimoniale e si mescola con il love theme arioso e struggente a dimostrazione che le due anime (la ricca e la povera) possono convivere pienamente. Scipione si cimenta al piano con leggiadria esponendo in breve il tema de “Il Castello della principessa”, poi ci fa danzare con il tema proletario tramutato nel “Valzer a corte”, sempre sul filo della finezza sfoggiata con armonia ed eleganza.
“Il traduttore” è mickeymousing, “Il principe abusivo (pianoforte e fiati)” è divertissement, “Mammellata” è una ninnananna lieve con una spruzzatina di sottile ironia (soprattutto nel titolo del pezzo), con “Principe latino” si balla la samba (anche in questo caso si denota la bravura di arrangiatore, orchestratore e direttore di Scipione). Il tema proletario torna mesto nel brevissimo “Il principe abusivo (come se fossimo amici)” e amaro e sardonico in “Il principe abusivo (ciambellano addio)”. “Habanera” già dal titolo dice tutto, l’ennesima variante del tema del poveretto principe inconsapevolmente abusato più che abusivo, in un moto ironicamente tenue che vuol dire tutto in realtà tacendo. “Musica al castello” dal piglio classicheggiante ci ripiomba nell’alta classe nobiliare, pura source music, “Vanderetro” è una traccia in cui il piano tratteggia tensione e voglia di fuggire, con i suoi pedali tragici. Il breve “Scrocco” con i suoi archi e fiati sbarazzini ci conduce al ritmico sound anni 70 del simil brano poliziottesco “Piano A B C”, per finire con il barocchismo di “Chalet des Roses (2 violini)”.

Due dei protagonisti, la Autieri e De Sica, interpretano con la grazia della loro vocalità due canzoni arcinote, la bacharachiana “Gocce di pioggia su di me” e la napoletanissima “‘O Surdato Nnammurato” arrangiate e dirette sempre da Scipione, quest’ultima con un finale di 35” dove il tema del Principe abusivo viene esposto in tutta la sua sfarzosa carica popolare. Le restanti canzoni vedono due partenopei doc, Pino Daniele con “Ue Man!” e Gigi Finizio con “Amore amaro”; il gruppo degli Earth, Wind & Fire con la celebre “Let’s Groove” e il DJ Frank Carpentieri nell’avvolgente ballata disco “Blu Nhit” (scritta con Siani).


La copertina del CD di Il principe abusivoTitolo: Il principe abusivo

Compositore: Umberto Scipione, Aa.Vv.

Etichetta: GDM, 2013

Numero dei brani: 27 (21 di commento + 6 canzoni)

Durata: 60′


Percorsi Tematici

  • Non ci sono percorsi tematici collegati a questo articolo.
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Scrivi un commento







Evita per quanto possibile di scrivere in linguaggio SMS, grazie.

Per cortesia, inserisci gli spoiler tra i tag [spoiler] e [/spoiler].

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure puoi iscriverti alla pagina senza commentare.