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Soundtrack: "Le leggi del desiderio" di Peter Cincotti & Stefano Arnaldi

24 agosto 2015 Soundtrack 0 Commenti
Le leggi del desiderio

Massimo Privitera, in collaborazione con Colonne Sonore* * * *

Quando si dice che un album è bello dall’inizio alla fine… E’ questo il caso di Le leggi del desiderio, terza prova registica di Silvio Muccino, con le musiche realizzate dal cantante e pianista Peter Cincotti e dal compositore e e jazzista Stefano Arnaldi per quella che è la più bella colonna sonora del 2015…


Per la sua terza prova registica, Silvio Muccino chiama a supportarlo musicalmente due nomi importanti del panorama cantautoriale e compositivo della musica pop e jazz odierna: il cantante e pianista italoamericano Peter Cincotti e il compositore e jazzista Stefano Arnaldi. Afferma lo stesso Silvio Muccino riguardo la sua scelta di questi due nomi illustri per musicare la sua «romantic comedy americana stile anni 50-60» ambientata ai giorni nostri in location italiche: «Quando Peter ha accettato di costruire una soundtrack fatta di cover di pezzi originali dal sapore jazz anni 50 ho sentito che lui sarebbe stato quel ponte tra il mio film e quelle romantic comedy che hanno riempito il mio immaginario per anni». E il newyorkese Cincotti ricambia questa passionale dichiarazione d’intenti del suo regista con una sequela di canzoni originali (tre + una preesistente) e cover (due) di gran classe esecutiva e ritmi vorticosi: la sublime frenesia pianistica tra pop e riecheggiamenti swing di “Palm of my Hand”, l’old style jazz danzante della bellissima “Something, Something” che sembra uscita dalla colonna sonora del Dick Tracy di elfmaniana e madonniana memoria, il soft mood pianistico alla Tony Bennett di “End of the Road” e la canzone del 2004 tutto jazz vizioso e blues seducente in salsa virtuosistica “St. Louis Blues”. Per le cover Cincotti si affida a due evergreen in coda al CD, quali “Dream a Little Dream of Me” del 1931 tra effetti pianistici jazzati con aderenza vocale trascinata verso lidi dolcemente ammiccanti e il Paolo Conte di “Via con me” con una performance quasi rispettosa dell’originale con cadenze dispari riverberate e un accento italiano furbescamente sardonico, davvero una cover coi fiocchi divertente e divertita, di elevata classe esecutiva.

Dal canto suo il compositore jazzista Stefano Arnaldi, alla seconda prova con Muccino regista e attore, con i suoi cinque pezzi strumentali di puro jazz dalle forme e coloriture sopraffine, crea un notevole trait d’union con le canzoni cincottiane; difatti Muccino dice: «Stefano Arnaldi, compositore che con me aveva già collaborato scrivendo la musica per Un altro mondo, ha, infine, ultimato la stesura di questa colonna sonora creando pezzi ispirati a Nat King Cole, Gershwin e Peterson, facendo da filo rosso tra la musica di Peter Cincotti e tutte le altre canzoni che compongono il resto della soundtrack dando così coerenza alla scelta musicale». Arnaldi, con al suo attivo una quindicina di colonne sonore, tra cui alcune scritte o eseguite per Bernardo Bertolucci e Franco Zeffirelli, ripercorre il sound classico jazz tra passato e presente con il contrabbasso di Marco Siniscalco, la batteria di Cristiano Micalizzi e il pianoforte di Alessandro Gwis, validi e virtuosi musicisti di fama nazionale. Basta ascoltare il canzonatorio “On the Bumpy Road”, il sentimentale e bellissimo brano “Tender as it Gets”, il “Cole Touch” brillante di “When the Fat Lady Sings”, lo svicolante pezzo alla Lelio Luttazzi “Stumbling on my Coffee” e il conclusivo simil-gershwiniano “Stepping on a Rainbow”. Le restanti tre canzoni dell’album non appartenenti all’universo di Cincotti e Arnaldi sono i successi internazionali “Have Yourself a Merry Little Christmas” di Judy Garland, “Feelin’ alright” di Joe Cocker e “Fame” di David Bowie per cesellare il più bel soundtrack italiano del 2015… fino ad ora!


La copertina del CDTitolo: Le leggi del desiderio

Compositore: Peter Cincotti, Stefano Arnaldi, Aa.Vv.

Etichetta: RTI/Artist First, 2015

Numero dei brani: 24 (15 di commento + 9 canzoni)

Durata: 48′ 80”


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