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Soundtrack: "Pirati dei Caraibi 4" di Hans Zimmer

4 luglio 2011 Soundtrack 0 Commenti
Roberto Pugliese, 20 Maggio 2011: * * * *
In collaborazione con Colonne Sonore

Dopo aver lasciato il primo capitolo al fido Klaus Badelt, Hans Zimmer torna per la terza volta a musicare le avventure di Jack Sparrow. Questa volta contamina il suo lavoro di un esotismo ispano-irlandese esaltato dalla collaborazione con il duo chitarristico Rodrigo y Gabriela…


La saga caraibica della Walt Disney, praticamente inaffondabile, ha ormai trovato in Hans Zimmer il suo insostituibile nocchiero. Dopo il primo capitolo La maledizione della Prima Luna in cui il “maestro” si è limitato a supervisionare il lavoro di un fedele adepto quale Klaus Badelt, le successive tre puntate si caratterizzano per il sostanziale rifiuto del musicista tedesco-americano di trovare comuni denominatori tematici e leitmotivici, anzi cercando di individuare per ognuno dei tre film una “tavolozza” diversificata. Così, per dire, Ai confini del mondo viveva di un sinfonismo “gladiatorio”, composito e vulcanicamente imprevedibile, mentre La maledizione del forziere fantasma era uno score quasi autocaricaturale, colmo di ironia e di sberleffi.

Questo quarto capitolo è illuminato, musicalmente s’intende, da una luce livida, sinistra, e da un curioso esotismo ispano-irlandese che esibisce come biglietto da visita l’iniziale, corrusca dance di “Guilty of being innocent of being Jack Sparrow” e subito dopo l’inequivocabile profumo di flamenco di “Angelica” affidato al celebre duo chitarristico messicano Rodrigo y Gabriela, autentici e virtuosistici coprotagonisti della partitura. Zimmer è, si sa, maestro di colorismi orchestrali a qualsiasi latitudine, dalla Russia al Giappone all’America Latina, ma la felicità di scrittura e di integrazione con le evoluzioni dei due solisti sortisce effetti particolarmente suggestivi in brani come “The Pirate that should not be” perché Zimmer ha l’accortezza di alleggerire la propria orchestrazione – normalmente tendente all’invadenza – e di lasciare piuttosto spazio ai fiati o a una linea di archi con i quali le due chitarre classiche possano relazionarsi anche a ritmi molto serrati, seguendo spesso i celebri, bruschi e accentati “motti” affermativi del compositore. “Mutiny” è zimmerismo allo stato puro, ivi compresi cori maschili martellanti e scatenamenti forsennati di ottoni e di percussioni elettroniche (ma l’elemento acustico è comunque prevalente nello score), secondo decorsi ormai abbastanza prevedibili e ripetitivi nel musicista, ma la perla dell’intero lavoro sono gli oltre otto minuti di “Mermaids”, un brano come al cinema non se ne ascoltavano da tempo. L’inizio è una trasognata, siderale cantilena per coro femminile fra sonorità liquescenti e tintinnii, vero “canto di sirene” strutturato su semitoni crescenti fino a una modulazione in sovracuto che viene immediatamente, e minacciosamente, raddoppiata dai corni, con un effetto apocalittico da brivido: è l’antefatto del brano, che ha poi uno sviluppo tumultuoso e deflagratorio, volutamente caotico ma anche più convenzionale. Curiosa è la ripresa del tema delle sirene da parte di Rodrigo y Gabriela in “South of heaven’s chanting Mermaids”, che lo trasformano in una ballata malinconica e ipnotica. L’allegro agitatissimo di “Palm Tree escape” inghiotte il duo messicano in un furioso galop orchestrale, “Blackbeard” è un’altra arroventata pièce strumentale dove cori, “staccati” dei violoncelli, pulsioni percussive selvagge e improvvise, splendidamente disarmanti fraseggi degli archi si alternano in una scrittura travolgente, disperata, che, come spesso accade in Zimmer, sfiora quasi l’utopia architettonica e svela la vera radice di tutta la sua ispirazione, che rimane sostanzialmente fondata sul wagnerismo nella sua accezione più totale.

I rintocchi di campana che aprono e contrappuntano “Angry and dead again” preludono a una nuova ballata di Rodrigo y Gabriela, dalla scrittura ed esecuzione di esemplare nitidezza. “On stranger tides” riprende negli archi, con effetto a canone dei corni, l’incredibile, avviluppante tema delle sirene ponendolo in testa e in coda, prima dei rapidi, violenti e sussultori “End credits”.

Il CD comprende anche sei bonus track dove alcuni dei temi del film sono stati rimixati da più o meno noti musicisti elettronici e sound designer, come DJ Earworm, Adam Freeland, Ki Theory, Static Avenger ecc. Prendiamolo per un contentino ai fan del genere, ma anche un segnale come dire di “marcamento del territorio” che Zimmer emette nei confronti di un universo tecnologico e sonoro del quale egli è ormai l’indiscusso dominatore.


Titolo: Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare (Pirates of the Caribbean: On Stranger Tides)

Compositore: Hans Zimmer

Etichetta: Walt Disney Records, 2011

Numero dei brani: 18
Durata: 77′ 50”


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