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"Star System" di Robert Weide

4 maggio 2009 Recensioni 1 Commento
Emanuele Rauco, 4 Maggio 2009: Spuntato
Mikado, 8 Maggio 2009

Sidney, giornalista anticonformista, dopo aver creato un disastro a una festa di celebrità viene contattato dal direttore del famoso magazine Sharps per collaborare con loro. La lunga strada verso il successo e la soddisfazione sarà però costellata di fallimenti e compromessi…


Il circo del cinema e le passerelle della moda e della celebrità offrono un’ampia scelta per quanto riguarda follie, aneddoti, bizzarrie da mostrare in un film, ben più di una volta, infatti, sceneggiatori e registi hollywoodiani si sono concentrati sulle follie dello showbiz. Robert Wiede esordisce nel lungometraggio a soggetto raccontando non solo quelle eccentriche deviazioni, ma soprattutto il côté giornalistico e mediatico che gli gira intorno. Peccato che, tirando i remi in barca della satira, si accontenti di una semplice, seppur simpatica, commediola.

Una trama simpatica già di primo acchito, a metà strada (almeno nel potenziale) tra Hollywood Party e Il Diavolo veste Prada, che la sceneggiatura scritta da Peter Straughan rende una commedia sentimentale e satirica che si fa notare per qualche gag azzeccata e per un po’ di cautela di troppo.

Facendo proprie le parole della proprietaria del suo appartamento, il film indaga con fare bonario e malizioso la “Sodoma e Gomorra” di Hollywood (sebbene il film sia ambientato a New York) il binomio sesso/lusso che pare regolarla, puntando l’accento sui meccanismi giornalistici con cui gli uffici stampa manipolano le riviste e di conseguenza consensi e percezione del pubblico. Ovviamente il punto di vista è quello di un giornalista integerrimo e caustico, al bivio tra etica e carriera, chiaramente goffissimo, il che dà spunto a una girandola di gag ed equivoci che però si spengono dopo mezz’ora e si afflosciano – insieme al ritmo – col passare dei minuti, quando i dilemmi morali prendono il sopravvento, risolvendosi nel modo più facile.

La sceneggiatura tira l’intreccio – raccontato a ritroso – troppo per le lunghe e non convince nello scioglimento dei nodi e delle questioni, colpendo però per la verve di tutta la prima parte, a differenza di una regia che si spegne dopo l’incipit e si macchia di alcuni errori tecnici e di linguaggio (pessimo montaggio di David Freeman). Sostanzialmente, quindi, la parziale riuscita del film di Wiede si deve al talento e alla vis comica di Simon Pegg, che informa tutto il film del suo tocco, coadiuvato da due donne belle ma non proprio memorabili come Kirsten Dunst e Megan Fox e fronteggiato da un grande Jeff Bridges. Alla fine della fiera, una commedia sentimentale come altre, con qualche frecciatina in più ma senza mai strafare: dopotutto, siamo sempre dentro il sistema.


Titolo: Star System – Se non ci sei non esisti (How to Lose Friends and Alienate People)
Regia: Robert Weide
Sceneggiatura: Peter Straughan
Fotografia: Oliver Stapleton
Interpreti: Simon Pegg, Kirsten Dunst, Megan Fox, Jeff Bridges, Danny Huston, Gillian Anderson, Max Minghella, Thandie Newton, Miquel Brown, Miriam Margolyes, Nathalie Cox
Nazionalità: Regno Unito, 2008
Durata: 1h. 50′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Concordo in particolare con l’ultimo paragrafo. Bravo Pegg.

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