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"Starman" di John Carpenter

26 ottobre 2003 Recensioni 7 Commenti
Starman

CEIAD, 1985 – Delicato

Un’astronave aliena precipita nel Wisconsin e dal relitto si libra una sfera luminosa che si dirige verso una casa isolata nel mezzo di una zona boschiva. La sfera assume le sembianze del marito morto della donna che vive in quella casa, e con lei inizia un viaggio verso l’Arizona…


Subito dopo aver portato a termine Christine, la macchina infernale, Carpenter si vide offrire dalla stessa Columbia la sceneggiatura di Starman scritta da Bruce Evans e Raynold Gideon. La distanza che separa i due film è enorme, ma lo era molto meno in quel momento. Lo script originale prevedeva infatti la venuta di alieno cattivo che finisce per fare una strage di politici terrestri prima di tornarsene sul suo pianeta. Carpenter accetta l’incarico e mette la sceneggiatura in mano a Dean Reisner, che non verrà accreditato ma il cui lavoro risulterà decisivo nel dare al film la forma definitiva. Lo sceneggiatore di Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo è infatti responsabile dell’umanizzazione del personaggio che dà il titolo al film e dell’atmosfera intimista che contraddistingue la pellicola all’interno della energica filmografia di Carpenter.

Ma perché John Carpenter accettò di dirigere il film? Presumibilmente perché ha a che fare con la lotta degli uomini comuni (più o meno…) contro il potere costituito, tematica cara al regista di Essi Vivono. In questo film è evidente una volta di più come agli occhi di Carpenter il Male stia dalla parte di chi governa, incapace di provare – e anche solo capire – i sentimenti ed i bisogni umani.

La giornalista statunitense Pauline Kael vedeva in Starman la stessa paranoia sentimentale di Easy Rider trasposta negli anni 80. E se Carpenter non ha problemi a dirigere una storia d’amore on the road, i due attori protagonisti (nomination all’Oscar per Jeff Bridges) certo non sono estranei alla buona riuscita emotiva del film.


La locandina di StarmanTitolo: Starman (Id.)
Regia: John Carpenter
Sceneggiatura: Bruce A. Evans, Raynold Gideon
Fotografia: Donald M. Morgan
Interpreti: Jeff Bridges, Karen Allen, Charles Martin Smith, Richard Jaeckel, Robert Phalen, Tony Edwards, John Walter Davis, Ted White, Dirk Blocker, M.C. Gainey, Sean Faro, George ‘Buck’ Flower, Russ Benning, Ralph Cosham, David Wells
Nazionalità: USA, 1984
Durata: 1h. 55′


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Attualmente ci sono 7 commenti a questo articolo:

  1. Plissken scrive:

    Nemmeno un commentino per questa piccola chicca anni ’80? E’ un peccato. Carpenter dirige con mano felice dando prova di talento anche in un genere fino ad allora ad egli estraneo.

    Il film è “delicato” è vero, e questa delicatezza si nota proprio perché gli argomenti che tratta non lo sono. Una pellicola sicuramente sottovalutata, che renderebbe molte persone ben più appagate di quanto lo sarebbero uscendo da un cinema in cui si proietta uno dei vacui blockbusters odierni, con o senza 3D.

    Non è un capolavoro d’accordo, ma la magia di Carpenter c’è tutta, e il bello è che si vede.

  2. Alberto Cassani scrive:

    E’ sottovalutato probabilmente perché è un film totalmente su commissione – o come va di moda dire oggi, una marchetta – e quindi ci si rifiuta aproiristicamente di considerarlo dello stesso livello dei film di Carpenter più personali. Poi, tra l’altro, da noi non è quasi mai stato trasmesso dalla Tv, e questo non ha certo contribuito alla sua notorietà.

  3. Klaatu scrive:

    Un giorno avrei piacere di leggere un articolo che ripercorra i film che in Italia, inspiegabilmente, non vengono considerati degni di essere diffusi. Posso capire quando i film arrivano in sala: c’è la concorrenza, ci sono i momenti ecc. Ma anche a distanza di anni, esistono delle pellicole che non vengono neanche prese in considerazione dalla tv. Possibile che Starman lo puoi vedere solo in DVD? Non dico che sia IL CAPOLAVORO ASSOLUTO di Carpenter, però a volte mi domando come mai in tv devo sorbirmi certi programmi o “film” che non sono neanche degni di essere messi nella categoria.

    Probabilmente è stato già trattato come argomento, però mi chiedo perchè.

  4. Alberto Cassani scrive:

    In realtà le ragioni possono essere diverse. A partire da una scadenza dei diritti di trasmissione al fallimento della casa che li deteneva. Non credo che qualcuno abbia volutamente “nascosto” il film al pubblico italiano, se non perché l’abbia ritenuto non adatto. Certo che con tutte le tv più o meno specializzate in cinema, è strano che “Staman” non sia in rotazione da qualche parte, considerate invece le gran porcate che trasmettono ogni due per tre.

  5. Plissken scrive:

    Starman è stato trasmesso più volte fino ad una quindicina d’anni fa, poi non saprei. In verità credo che la situazione dei palinsesti televisivi con specifico riferimento ai film non sia così disastrosa come comunemente si pensa: molti film, anche di grande pregio, vengono trasmessi a più riprese da varie emittenti. Prima della tv digitale la faceva da padrona sicuramente Rai Tre, assolutamente di valore fondamentale per i cinefili, purché avessero propensione alle ore notturne o potessero il giorno dopo dormire sino a tardi. Per fortuna c’era il videoregistratore… Rai Uno, Due e Canale 5 trasmettevano soprattutto successi di botteghino (fossero essi di valore o meno), Rete Quattro film di stampo più “classico”, Italia Uno invece più “moderno”. Nei tempi gloriosi spuntava ogni tanto Claudio G. Fava con il mitico farfallino… un mito! :-)

    Con l’avvento del digitale e per fortuna dei canali dedicati al cinema la programmazione credo sia migliorata, dico credo poiché difficilmente riesco a dedicarmi alla TV (ho ancora una marea di DVD da visionare…).
    I canali “principali” invece, quelli menzionati poc’anzi, mi sembra abbiano in linea di massima riversato l’attenzione su fiction e varietà di ogni sorta: bisogna pur farli mangiare, i nostri “artisti”.

    Comunque varrebbe la pena di acquistare qualche guida tv per sapere cosa viene trasmesso sui “cine-canali”: nonostante appunto io guardi raramente la TV, ho scorto più volta pellicole assai interessanti, da Welles a Melville, da Tarkovskij a Romero, tanto per dirne qualcuno.

    Il proliferare dei canali però è un’arma a doppio taglio: gli spettatori oggi risultano suddivisi, ed un film che una volta veniva guardato qualche milione di persone oggigiorno troverà con molta probabilità un numero di spettatori assai inferiore. Per questo credo che anche se Starman oggigiorno venisse trasmesso, difficilmente diverrebbe familiare per l’utenza media.

  6. ZLATAN GALLIANI scrive:

    IO DI JOHN CARPENTER VORREI VEDERE ASSALTO AL DISTRETTO 14. COM’è?

  7. Alberto Cassani scrive:

    “Distretto 13″, non 14. Comunque è bello ma non bellissimo, pieno di cose che non siamo più abituati a vedere al cinema, quindi non è detto che piaccia agli spettatori più giovani.

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