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"Sword of Destiny" di Yuen Woo-Ping

12 luglio 2016 Recensioni 0 Commenti
Sword of Destiny

Disponibile in video-on-demand – Pedissequo

Qualcuno vuole rubare il Destino Verde, la spada che fu di Li Mu Bai. Casualmente, però, sul luogo è presente Shu Lien, che riesce a impedire il furto. Ma il ladro appartiene a un gruppo di pericolosi assassini che si vuole impadronire a tutti i costi della spada…


Donnie Yen in Crouching Tiger, Hidden Dragon: Sword of DestinyIl talento e l’arte sono due cose indefinibili e insondabili, non misurabili e non quantificabili. Eppure, quando ci si trova davanti a un’opera d’arte la si riconosce come tale. L’opera d’arte si può imitare: si può ad esempio dipingere un dipinto o scrivere una canzone “nello stile di”. Magari in questo modo si ottengono prodotti ottimi, magari si può perfino vincere un Oscar: ma non si è prodotta un’opera d’arte. Si è prodotto dell’artigianato, magari di grandissima qualità ma pur sempre artigianato che manca di quel guizzo che ha l’opera d’arte.

Michelle Yeoh in Crouching Tiger, Hidden Dragon: Sword of DestinySu Ang Lee si può dire tutto quello che si vuole, ma uno che ha raccolto due Leoni d’Oro, tre Oscar, un paio d’Orsi d’oro e svariati altri premi, dietro la macchina da presa ci sa stare. E guardando questo sequel del suo La Tigre e il Dragone lo si rimpiange spesso. Ecco: Ang Lee è l’artista e Yuen Woo-Ping l’artigiano che, con grande dedizione, realizza un film “nello stile” dell’originale.

Chris Pang, Darryl Quon, Woon Yoon Park e JuJu Chan in Crouching Tiger Hidden Dragon: Sword of DestinySword of Destiny non è un brutto film: è ottimo artigianato. Gli attori sono in parte, Michelle Yeoh su tutti, e la pellicola scorre bene ricalcando l’originale nei modi e nella successione degli avvenimenti rappresentati. I combattimenti sono tutti piacevoli e ottimamente coreografati, così come è lecito aspettarsi dal regista (che è stato il coreografo proprio della Tigre e il Dragone ma anche di Matrix e Kill Bill). Gli manca però il respiro cinematografico, quasi che Yuen abbia avuto una sorta di timore reverenziale nei confronti dell’originale e non si sia preso quelle libertà che invece sarebbero state necessarie per realizzare un film compiuto. Manca proprio quel “qualcosa” di indefinibile e insondabile che definisce l’arte.

JuJu Chan in una scena di Crouching Tiger Hidden Dragon: Sword of DestinyPurtroppo questo timore reverenziale e la volontà di ricalcare in gran parte la storia dell’originale minano alla base questo nuovo film, che risulta così poco originale. Piacevole nella visione, gradevole dal punto di vista estetico ma chiaramente poco ispirato e vuoto nei contenuti. Più che un obiettivo centrato, questo Sword of Destiny è un’occasione mancata, forse anche perché la produzione Netflix sa bene che gran parte del pubblico vedrà il film non nelle sale cinematografiche ma sullo schermo di una Tv (o di un computer, se non di un cellulare) e la regia si adegua di conseguenza limitando l’uso di inquadrature più prettamente cinematografiche e utilizzandone di più televisive. E infatti, Sword of Destiny è buono per una serata disimpegnata davanti alla Tv di casa, magari con un sacchetto di pop-corn in mano, ma niente di più.


La locandinaTitolo: Crouching Tiger, Hidden Dragon: Sword of Destiny (Id.)
Regia: Yuen Woo-Ping
Sceneggiatura: John Fusco
Fotografia: Newton Thomas Sigel
Interpreti: Donnie Yen, Michelle Yeoh, Harry Shum Jr, Natasha Liu Bordizzo, Jason Scott Lee, Eugenia Yuan, Roger Yuan, Juju Chan, Chris Pang, Woon Young Park, Darryl Quon, Veronica Ngo, Gary Young, Andrew Stehlin
Nazionalità: Cina – USA, 2016
Durata: 1h. 36′


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