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"The Burning Plain" di Guillermo Arriaga

29 agosto 2008 Recensioni 0 Commenti
The Burning Plain

Medusa, 7 Novembre 2008 – Confezionato

Una roulotte brucia nella pianura. Una ragazza lavora in un ristorante di Portland. Ad un funerale un adolescente si innamora a prima vista di una ragazza. Una ragazzina messicana aiuta il padre a disinfestare un campo di sorgo. Due amanti si incontrano in una strada desolata…


Charlize Theron in The Burning PlainArriaga sostiene che il suo modo di narrare, sfasato e intrecciato, non sia niente di veramente anticonvenzionale, ma anzi una normale soluzione espressiva umana. Indubbiamente vero, ma proprio per questo perché usarlo sempre, essendo un espediente già parecchio inflazionato? Nell’attesa di scoprirlo, Arriaga esordisce alla regia con una storia di morte, amore, dolore e coesistenza con il dolore, ovvero le solite tematiche che lo hanno reso famoso per le collaborazioni con Iñarritu.

Charlize Theron in The Burning PlainDa solo al timone, lo scrittore messicano perde un po’ di ruvido estremismo formale in favore di una messa in scena più rotonda: tra il Messico e l’Oregon, Arriaga segue quattro fili narrativi (con due diversi direttori della fotografia) che vanno a intersecarsi in relazioni di causa/effetto. Tutte, ancora e sempre, irradiate dall’usuale evento scatenante, scena primaria per travolgenti eruzioni psicologiche.

Jennifer Lawrence e J.D. Pardo in The Burning PlainDi Arriaga si può dire che sia eccessivamente manipolatorio, a volte pretenzioso, ma la sua attenzione (il suo affetto) per l’uso icastico di un correlativo oggettivo è sempre encomiabile e piuttosto efficace. In The Burning Plain forse più che mai, con l’immagine di una roulotte in fiamme nell’immensità di un campo. Come era lecito aspettarsi, la scrittura corposa di Arriaga non fatica a ritrovare se stessa nella regia, che però rimane diligentemente alle spalle della sceneggiatura senza osare molto (la plongée sull’aereo che taglia il campo in diagonale è l’esempio di come Arriaga sia in bilico tra la sottolineatura sentita e il superfluo estetizzante, così come più avanti un montaggio pre-finale che fa temere il peggio). Grossa fiducia è riposta negli attori, prima fra tutti Charlize Theron (e pensare che la Aspesi ha sentito il bisogno di citarne le occhiaie…) che, specialmente all’inizio, prima che la storia giochi allo scoperto, è brava a tenersi dentro quest’incognita sofferta.

Kim Basinger e Joaquim de Almeida in The Burning PlainIl cinema di Arriaga era già marchio prima ancora che il buon Guillermo passasse dietro la macchina da presa, e in quanto tale bisogna fare i conti con la sua influenza potente, che coltiva il suo pubblico a una narratività travagliata e celebra l’esasperazione del dissestamento emotivo. Il risultato sono delle opere che certo coinvolgono, delle storie riuscite come in fondo può dirsi quella di questo esordio. Al tempo stesso però, è giusto ragionare su cosa ci sia dietro questa forza d’impatto: una mano che all’ultimo stadio è conciliante e si trova spesso a consolare i personaggi, o lo spettatore. The Burning Plain è una creatura rifinita e solida, ma un’apparenza del genere lascia un retrogusto sospetto che merita un ripensamento, una volta ripresi da cotanto sovrappiù drammaturgico.


La locandina di The Burning PlainTitolo: The Burning Plain – Il confine della solitudine (The Burning Plain)
Regia: Guillermo Arriaga
Sceneggiatura: Guillermo Arriaga
Fotografia: Robert Elswit, John Toll
Interpreti: Charlize Theron, Kim Basinger, Jennifer Lawrence, José María Yazpik, Joaquim de Almeida, Tessa Ia, Diego J. Torres, J.D. Pardo, Danny Pino, Brett Cullen, Gray Eubank
Nazionalità: USA, 2008
Durata: 1h. 50′


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