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The Day is Yours. Kenneth Branagh

24 novembre 2011 News 0 Commenti
23 Novembre 2011

I primi di dicembre uscirà in formato digitale un saggio di Ilaria Mainardi che racconta, di suggestione in suggestione, la figura e l’opera di Kenneth Branagh. Si intitola The Day is Yours. Kenneth Branagh, ed è pubblicato da Siska Editore…


André Bazin, in un capitolo del suo celebre saggio Che cosa è il cinema?, scrisse che la peculiarità di Humphrey Bogart non consisteva in una straordinaria forza fisica o nella sorprendente agilità, quanto piuttosto nella capacità di incassare i colpi e nella prontezza con la quale era in grado di replicarvi. Mutuando l’immagine da quella del celebre divo statunitense, anche Kenneth Branagh – attore per vocazione e studi, regista per i casi della vita – ci appare come il personaggio di un romanzo di Philip Roth: irrisolto, incompiuto, sul baratro eterno di un salto impossibile. Il suo irresistibile fascino, la sua (auto)ironia e la potenza di una tecnica impeccabile, molto più che la costruzione divistica del personaggio da rotocalchi, ne marcano chiaramente il percorso artistico. Tuttavia l’attore/regista di origine irlandese, come pochi altri prima di lui, subisce fin dai precoci esordi sui palcoscenici inglesi un singolare ostracismo critico, sulla cui natura ci è sembrato superfluo riflettere.

Ciò che si propone di fare The Day is yours, incompiuto come lo può essere un atto di riconoscenza e amore, è esprimere l’opinione dell’autrice sulla figura e sull’opera di Kenneth Branagh, considerato uno dei maggiori interpreti scespiriani di questo secolo e di quello precedente. Lo faattraverso un racconto che si snoda di suggestione in suggestione, non incentrato sui singoli lavori, ma catalizzato dalla forza espressiva e dalla perizia tecnica che Branagh dimostra, sia che resti attore sia che scelga di passare dietro la macchina da presa. Analizza dunque alcune trasposizioni da Shakespeare come della sorpresa Thor, accenna all’importanza della visione d’insieme per comprendere appieno la ricerca che sottende il percorso artistico di Branagh e si conclude laddove sembrava doveroso individuare un caposaldo della sua riflessione antropologica e sociale: Sleuth, interpretato da Michael Caine e Jude Law e sceneggiato dal Premio Nobel Harold Pinter.

Tutto comincia nel 1904, ad opera di Sir Herbert Beerbohm Tree oppure molti anni dopo, a Belfast, dove Kenneth Charles Branagh nasce il 10 dicembre 1960, secondo di tre figli, in una famiglia protestante della working class irlandese. Ma un passo indietro è d’obbligo, poiché la Storia che diventa storia e poi di nuovo Storia, grazie all’ingegno umano che si tramanda di talento in talento, nasce secoli or sono nell’Inghilterra della Regina vergine e di Giacomo I Stuart, ossessionato dalle streghe. Sono gli anni gloriosi di William Shakespeare (inutile, in questa sede, la disamina della querelle storiografica e biografica sul drammaturgo di Stratford Upon Avon), senza il quale Ken non sarebbe Ken e noi non sapremmo chi siamo.

Ilaria Mainardi, The day is yours. Kenneth BranaghSiska Editore (2011).


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