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"The Departed" di Martin Scorsese

15 ottobre 2006 Recensioni 35 Commenti
Oscar per il miglior film

Medusa, 27 Ottobre 2006 – Pressante WOW

La polizia di Boston vuole mettere fine al regno di Frank Costello. Per questo un giovane poliziotto cresciuto nel suo quartiere viene infiltrato nella banda. Contemporaneamente, un altro ragazzo dello stesso quartiere si fa strada in polizia ed entra nella squadra speciale che segue Costello…


Alec Baldwin e Matt Damon in una scenaThe Departed è una storia di differenza e ripetizione che parte da un gran bello spunto, che lo sceneggiatore William Monahan prende in affitto da Infernal Affairs, grande blockbuster hongkonghese del 2002 della coppia Andrew Lau/Alan Mak, la cui unione produsse un risultato a dir poco inaspettato. Nel nostro paese si registra solo un tardivo sbarco in DVD un paio d’anni fa, ma più lungimiranti politiche distributive gli avevano tributato il successo che merita in diversi paesi. Non è mai bello parlare di un remake solo ed esclusivamente in relazione all’originale, ma è doveroso tenerne conto, specialmente di fronte alle reazioni entusiastiche per il film di Scorsese, che rischia di cannibalizzare la sua fonte d’ispirazione prendendosi meriti non suoi. Meriti che includono sicuramente il buon senso di non aver adattato pedissequamente lo script, ma di questo certo non dubitavamo, visto l’enorme statura del regista.

Leonardo DiCaprioLa rivisitazione di Monahan, la scelta di Boston e della malavita irlandese sono il perfetto complemento alle tematiche care a Scorsese. Insieme, i due rivoltano ogni elemento di Infernal Affairs: riducono la preponderante carica religiosa da attiva (dal titolo cantonese fino al profondo dei personaggi) a passiva, inserendola in uno sfondo che è puro Scorsese, molto più Mean Streets che Quei bravi ragazzi. Calano i personaggi in un distillato culturale ambiguo, un micro-regno che dipende totalmente dalla propria identità storica; non ci sono aspirazioni, solo patronimici da legittimare. La perfetta logica di straniamento-appartenenza non lascia scampo, guidando i destini (il piccolo Colin trasformato in un figlio dal boss con tre cartoni di latte, la natura borderline di Billy smanioso di gridare alle tante figure paterne sovrapposte quanto lui possa essere poliziotto) e premiando i departed, quelli che se ne sono andati, i defunti che sono gli unici in grado di sottrarsi alla legge del gruppo. Salvo poi dirottare altre esistenze con la loro scomparsa.

Leonardo DiCaprio e Martin SheenIn questo senso The Departed trionfa e riesce a trovare la sua strada di proficua convivenza con Infernal Affairs, forse andando anche oltre nel dipingere un contesto dietro a una storia avvincente. Il prezzo di queste scelte Scorsese lo paga però a livello di plausibilità d’intreccio; restringendo il campo ad una dimensione quasi “familiare”, in cui i personaggi sono parte di una sola comunità (abbandonando la caotica metropoli mescolante hongkonghese), risulta a tratti buffo che il gioco degli infiltrati possa andare avanti e non si fermi per manifesta evidenza di come stanno le cose. Inoltre, l’inserimento di un personaggio dove non doveva esserci nessuno (con lo scopo di risolvere l’intreccio chiudendo la vicenda, dato che invece Infernal Affairs è una trilogia e il terzo atto affronta le conseguenze di ciò che avviene nel primo) rovina uno dei rapporti fulcro della storia.
Jack NicholsonPazienza, sono difetti minori di un gran bel film. Scorsese ha cercato di volare molto alto con Gangs of New York e The Aviator, più o meno grandiosi e zoppicanti, mentre questa volta riscopre una compattezza di genere ammirabile, ripercorre territori familiari dove può eccellere avvalendosi di un grande cast (il solito DiCaprio che nel nuovo millennio ha lavorato praticamente solo con lui, un buon Matt Damon, un grande Jack Nicholson e un Martin Sheen invero poco convincente in una parte passata per diversi nomi).

Per la Storia del Cinema si prega di ripassare un’altra volta, anche se il nome di Scorsese fa venire le vertigini e confonde le idee a qualcuno. Ma siamo di fronte a un grande film che, se guardato prima di Infernal Affairs colpirà ancora di più, specie nel finale.


La locandinaTitolo: The Departed – Il bene e il male (The Departed)
Regia: Martin Scorsese
Sceneggiatura: William Monahan
Fotografia: Michael Ballhaus
Interpreti: Leonardo DiCaprio, Matt Damon, Jack Nicholson, Martin Sheen, Mark Wahlberg, Ray Winstone, Vera Farmiga, Anthony Anderson, Alec Baldwin, Kevin Corrigan, James Badge Dale, David O’Hara, Mark Rolston, Robert Wahlberg
Nazionalità: USA, 2006
Durata: 2h. 31′


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Attualmente ci sono 35 commenti a questo articolo:

  1. film coinvolgente e finale molto bello anche se penso che scorsese ha fatto di meglio
    come taxi driver e toro scatenato

  2. Mickey Rourke scrive:

    Sembra che Martin abbia sostituito deNiro con DiCaprio ( un bravo attore di certo ). Devo dire che a differenza di altri film diretti da lui, questo sia uno dei più belli in assoluto anche il finale ha lasciato la sorpresa, un vecchio Martin Sheen reduce di APOCALYPSE NOW, e un Jack Nicholson che fa sempre il simpaticone.
    Come al solito Monahan, lo sceneggiatore, ha voluto stupire le platee con splendide e ben orchestrate scene violente degne del più premiato hard boiled.
    Molte sono le somiglianze con Cape Fear, ma credo che siano meglio riuscite su THE DEPARTED. L’atmosfera in certi punti cupa che lo rende un giallo ad alta tensione.
    E Howard Shore ( che scambio sempre per James Newton Howard ) è riuscito con la colonna sonora a canzonare la drammatica scena finale dell’omicidio di Sullivan ( l’antipatico Matt Damon ) ammazzato da un sorprendente, bravissimo e odioso Mark Wahlberg.
    Credo che merita il terzo posto nei classici.

    CLASSIFICA

    1: Via col vento
    2: Toro Scatenato
    3: The departed

  3. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Mi sembra il più giovanile dei film di Martin o almeno lo considero tale perché vengono narrate le imprese di due giovani.

  4. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Stupefacente.
    Da guardare e riguardare.

  5. Mattia scrive:

    ciao
    oggi ho recuperato questo film.
    che dire, veramente bello, una trama che ti tiene inchiodato alla
    sedia, ottimi gli attori.
    la mia valutazione strettamente personale a 20 minuti dalla fine era
    grandiosa, proprio un film coi cosiddetti.
    poi però…. poi però il finale.
    ok, che ci fosse sotto qualcosa me l’aspettavo. mi aspettavo qualche
    colpo di scena, chessò, di caprio e damon che sono in realta sempre
    stati d’accordo per far fuori il boss, damon che lo vuole scalzare, di
    caprio pure ma…
    invece, dall’uccisione di costello (nicholson), comincia lo splatter
    puro, e senza criterio per giunta. l’uccisione di costello ci puo
    stare ok, damon è in difficolta a quel punto, ma…
    mappoi, come puoi far seccare a bruciapelo il protagonista del film (di
    caprio), da un personaggio assolutamente di secondo piano, che per
    tutto il film praticamente non si è visto?
    mi sono anche cercato di
    spiegare due cose che scorsese lascia in sospeso, la busta lasciata da
    dicaprio e le dimissioni di dignam…facciamo che la busta contenesse
    informazioni, che la bionda fa avere a dignam una volta morto dicaprio,
    e quindi spinge dignam a far secco damon…ma perchè? perchè invece non
    un bel carcere a vita per damon?
    boh, per me inspiegabile…
    sfugge qualcosa a me?
    mi potete spiegare?

  6. Tommaso Tocci scrive:

    Sembri molto interessato alle dinamiche narrative, quindi posso solo suggerirti di andare a recuperare l’ottima trilogia di Infernal Affairs, da cui Scorsese ha tratto questo remake. Non solo è qualitativamente superiore a The Departed, ma essendo tre film e non uno solo va avanti con gli eventi esplorando proprio le tematiche a cui tu ti riferisci.

    Per il resto, ho un solo appunto da farti: perchè mai il protagonista non dovrebbe essere ucciso da un personaggio di secondo piano? Quando si spara si spara, non si fa narratologia, direbbe Tuco :D

  7. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Mattia secondo me l’incontro fra Dignam e la bionda che con la busta lo spinge a fare secco Damon non centra. Secondo me Dignam lo ha fatto fuori per motivi personali: ricordi quella litigata che avevano fatto e che è terminata con le dimissioni di Dignam?
    Secondo me Damon è stato fatto fuori per scopi vendicativi.

  8. Adriano scrive:

    Mediocre thriller d’azione dove si mescolano temi ormai imparati a memoria.
    Molti altri film di scorsese meritavano l’oscar a differenza di questo.

  9. Adriano scrive:

    Non meritava l’oscar questo film.
    non dico che è un brutto film ma credo che sia il solito thriller medio con i soliti temi della mafia e dell’infiltrato. Scorsese ha fatto veramente di meglio.

  10. Adriano scrive:

    Ops, l’ho già detto.

  11. Alberto Cassani scrive:

    Magari qualcuno era distratto… Ma comunque, diciamo che sicuramente Scorsese avrebbe meritato l’Oscar più per altri film, ma secondo me – a parte un paio di stupidaggini di sceneggiatura – questo è ben più che un “classico” thriller. A parte che poi, a me l’originale cinese non è piaciuto neanche di striscio.

  12. Fabrizio scrive:

    Finalmente un discorso interessante.

    A sto punto parliamo delle due stupidaggini di sceneggiatura, almeno andiamo sul concreto. Quali sono, secondo te?

  13. Alberto Cassani scrive:

    Quella scena in cui il cellulare di Di Caprio è triangolato dai cattivi che cercano la talpa e pur vedendo sul monitor esattamente dov’è non riescono a capire che è lui, e quella dell’inseguimento dopo aver incontrato Nicholson al cinema e anche lì la fa franca nascondendo la faccia sotto il berretto da baseball. Due scene girate bene e montate splendidamente, ma che scritte sulla pagina non stanno in piedi. Di fondo, la banda è troppo piccola perché due poliziotti ci si possano infiltrare senza che nessuno se ne renda conto.
    Detto questo, rimane il punto interrogativo su come Di Caprio (o Damon, non ricordo) sapesse dov’era andato a finire Mark Whalberg alla fine, perché mi pare evidente che la lettera data alla psicologa contenesse le indicazioni su come richiamarlo e fornirgli le prove che cercava. Però questo è un buco, le cose dette prima sono due cazzate.

  14. Tommaso Tocci scrive:

    Concordo. Anzi, lo scrissi paro paro: “restringendo il campo ad una dimensione quasi “familiare”, in cui i personaggi sono parte di una sola comunità (abbandonando la caotica metropoli mescolante hongkonghese), risulta a tratti buffo che il gioco degli infiltrati possa andare avanti e non si fermi per manifesta evidenza di come stanno le cose.”
    C’è la netta sensazione che il travaso delle stesse dinamiche non abbia tenuto conto di questo buco nella base.

    Rimane un bel film, ma secondo me Gangs e ora Shutter Island gli sono superiori. The Aviator – per completare il ventunesimo secolo scorsesiano – me lo dovrei rivedere perchè lo ricordo poco…

  15. Alberto Cassani scrive:

    Buon per te, che non te lo ricordi. Io, intanto, devo ancora vedere “Shutter Island”.

  16. Tommaso Tocci scrive:

    Ma penso che nessuno si sogni di dire che questo decennio scorsesiano è superiore ai due che lo hanno preceduto. Che quei film siano meglio è ovvio, il mio discorso era appunto “interno” all’ultima fase di Scorsese. Non trovo che i pregi di Gangs siano tutti in Day Lewis, anche se lo trovo certamente un film pieno di difetti. Ma a me i film ambiziosi pieni di tragici difetti piacciono, sono molto vivi, molto umani.

    In questo senso The Departed è più compiuto, ma anche più limitato. La sua compiutezza la deve a un respiro MOLTO meno ampio e – non finirò mai di ripeterlo come nella recensione – a un testo d’origine solidissimo, a cui deve molte (ok, non tutte) delle sue cose migliori. Siccome trovo ancora oggi che Infernal Affairs sia meglio, preferisco a questo punto lo Scorsese del grande discorso epico-fondativo, pur fallato. E forse – forse – anche quello di The Aviator. E certamente quello di Shutter Island, che curiosamente pareggia il conto di questi quattro film, spaccando il decennio in due opere ambiziose e traballanti prima (Gangs e Aviator), e due film di minor responsabilità personale e più appoggiati a logiche di genere nella seconda metà (Departed e Shutter Island).

  17. Fabrizio scrive:

    Secondo me Tommaso, fra tutti i film di Scorsese da te citati “The Departed” è l’unico continuo e compiuto, e per questo è il migliore. Alla fin fine “Gangs of New York”, per quanto la mano di Scorsese si noti, deve quasi tutti i suoi pregi a Day-Lewis, così come “The Aviator” li deve a Di Caprio. “Taxi Driver” e “Toro Scatenato”, invece, non dovevano tutto a De Niro.

  18. Fabrizio scrive:

    No, il riferimento a Taxi Driver e Raging Bull servira unicamente per per dire che mentre questi due film, pur ruotando intorno ad un unico personaggio prescindevano nella loro riuscita dalla bravura dell’attore, Gangs e The Aviator sono maggiormente aggrappati alle performance dei protagonisti. Il tutto secondo me, ovviamente.

    Peraltro neppure io disprezzo Gangs (che preferisco ad Aviator), che ha diverse parti pregevoli. Ma non riesco ad amarlo perchè davvero avrebbe potuto essere un film epocale, se solo Scorsese avesse ridotto un pò il nucleo narrativo. Quando sono stato a New York, osservando Manhattan dalla parte di Brooklyn (appunto nei pressi del ponte omonimo) mi è sembrato quasi di vedere lo spiazzo d’erba con lapide di Di Caprio, con lo skyline di fronte a me che che cambiava forma in progressione temporale. Magia scorsesiana!

    “Shutter Island” non l’ho visto, ma sei il primo a cui sento dire che è bello (il che però potrebbe essere un punto a tuo favore). Cercherò di vederlo al più presto.

  19. Tommaso Tocci scrive:

    Sei troppo severo :)

    Su Shutter: guarda, anche io l’avevo dato per spacciato a priori quando a Berlino parlavo con le persone e lo avevano odiato TUTTI. Poi un po’ per devozione ci sono andato e devo dire che è stata una sorpresa, mi aspettavo uno Scorsese al massimo del sottotono e invece è filmicamente molto interessante, aldilà delle stantie discussioncine sulla trama twist – non twist – telefonato – sì ma però ecc.
    Certo sempre uno Scorsese minore, ma un sacco di belle idee e il consueto gusto per la stratificazione (e ribaltamento) filologica. Te lo consiglio caldamente (ecco che si giocò quell’eventuale briciola di credito di cui disponeva…)

  20. Sgarbi jr scrive:

    Grazie mattia per avermi rovinato il finale, ora so che fanno secco dicaprio che è anche il mio attore preferito, me**a!!!!

  21. Alberto Cassani scrive:

    Vittorino, mi spiace. In futuro cercherò di fare in modo che non ci siano spoiler non nascosti, però secondo me sarebbe ovvio mettere in preventivo di scoprire cose che non si vogliono sapere se si leggono delle discussioni su di un film che non si è visto: è normale che si parli di aspetti si sceneggiatura, colpi di scena e cose simili, quando si parla di un film, no?

  22. Donato scrive:

    Un buon film. Sceneggiatura solida, storia ben costruita, tensione e suspence continua, colpi di scena, personaggi ben caratterizzati, ottime interpretazioni di un cast peraltro di altissimo livello…

    Insomma, poteva essere un capolavoro, se non fosse stato ignobilmente deturpato da un finale grottesco, che sconfina quasi nel ridicolo e che mi ha fatto incazzare non poco, togliendomi il gusto della visione del film e lasciandomi come uno che, al termine di un pranzo sontuoso, si mangia un pasticcino avariato che gli rovina la digestione e lo fa finire all’ospedale per la lavanda gastrica…

    Scorsese è un regista di talento e di grande esperienza: perché ha voluto rovinare una creazione così riuscita con un finale così assurdo?

  23. Alberto Cassani scrive:

    Il finale è effettivamente deludente, sembra abbastanza attaccato con lo scotch, ma secondo me non riesce a rovinare davvero il gusto di tutto il film.

  24. Riccardo scrive:

    A me questo film è piaciuto e il finale mi ha lasciato fulminato: il bello di questo film è che dopo tanta fatica per sgominarsi a vicenda, i personaggi muoiono tutti tranne Wahlberg.

  25. Guido scrive:

    Per me il finale è stupendo…. ma avete tradotto “The Departed”??? :) E’ ovvio che finisce così!

  26. Guido scrive:

    Ovviamente prima di essere linciato dico che è solo una battuta… però è vero che il finale mi è piaciuto moltissimo.

  27. Donato scrive:

    Il finale può piacere o non piacere, è pur sempre una questione di gusti. L’unica cosa che volevo dire è che se un film viene impostato e girato in un una certa maniera, sarebbe bene che anche il finale fosse allineato con il resto della pellicola. Perché altrimenti è come se ad un capolavoro di Stanley Kubrick appiccicassero il finale di uno spaghetti western di serie B.

    I film che mi sono piaciuti me li rivedo spesso e volentieri e questo sarebbe anche stato da rivedere, se non fosse per quel finale… L’ho visto diversi mesi fa, ma ancora oggi, quando ci penso provo un senso di irritazione e disappunto.

  28. Guido scrive:

    Incredibile il fatto che nessuno degli attori abbia vinto un Oscar. Soprattutto contando chi li ha vinti.
    Penso al Miglior attore non protagonista: ha vinto Alan Arkin In “Little Miss Sunshine” in cui rimane in scena metà film (circa 40 minuti), e in quel poco tempo impreca e sniffa cocaina, e lo paragono alla performance di Nicholson che, se da un lato è la sua solita “caricatura” da psicopatico è veramente efficace, o all’ottimo Mark Wahlberg. Lo stesso discorso va fatto per la categoria dei protagonisti con DiCaprio nominato per il (a mio parere) noiosissimo “Blood Diamond” e ignorato per questo. Molto bravo anche Matt Damon. E’ vero che le parti sono molto fisiche, ma i due conferiscono spessore ai loro personaggi.

  29. Alberto Cassani scrive:

    Non è la prima volta che capita, e non sarà l’ultima.

  30. Riccardo scrive:

    Dai su. Blood diamond non sarà un capolavoro però non è neanche così terribile come dici tu Guido. io a differenza l’ho trovato molto scorrevole e piacevole e inoltre fa anche riflettere su molte cose.

  31. Guido scrive:

    Che faccia riflettere non c’è dubbio (infatti ce l’hanno fatto vedere quando andavo a scuola :) ), poi per i miei gusti è noioso.

  32. Marco scrive:

    Notevole thriller, molto bella la regia, montaggio e sceneggiatura ottimamente scritta.
    Grandi interpretazioni di tutti (la Farmiga è brava ma il suo personaggio lo trovato inutile), mensione a parte per Wahlberg e DiCaprio.

    Albe una cinquina dei tuoi preferiti di Scorsese?
    Io sparsi dico “Cape Fear”, “L’Ultima Tentazione Di Cristo”, “Taxy Driver”, “Toro Scatenato”.

  33. Alberto Cassani scrive:

    Direi “Quei bravi ragazzi”, questo, “Toro scatenato”, “Hugo Cabret” e “Fuori orario”. Non necessariamente i più belli, ma quelli che mi piacciono di più.

  34. Sebastiano scrive:

    Quei bravi ragazzi assolutamente meglio di Departed.
    Giudizio personale, si intende.
    Lo ricordo meglio pur avendolo visto 20 anni fa.

    PS: la presenza della Farmiga non e’ mai inutile

  35. Andrea scrive:

    Cinquina: Taxi Driver – Quei bravi ragazzi – Re per una notte – L’età dell’innocenza – The Aviator xD

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