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"The International" di Tom Tykwer

21 marzo 2009 Recensioni 0 Commenti
The International

Sony, 20 Marzo 2009 – Mediocre

Un agente dell’Interpol vede morire un collega davanti a sé, ma dubita subito che il decesso sia dovuto a cause naturali. A partire da questo sospetto, l’agente inizierà una pericolosa indagine che avrà come scopo quello di smascherare le malefatte di un’importante banca…


Una storia che ha per protagonista un grosso gruppo bancario senza scrupoli impegnato a concedere finanziamenti internazionali destinati al riarmo e perfino al terrorismo è senz’altro degna di essere trattata in un film. Ed è di questo che The International infatti si occupa.

Clive Owen in The InternationalDopo un inizio che stenta a decollare, pur introducendo i numerosi personaggi e abbozzando gli intrighi da scoprire, verso la metà il film si anima essenzialmente attraverso sviluppi di indagini, inseguimenti rischiosi, sparatorie mozzafiato e decisioni sofferte. Tuttavia, nonostante le sequenze adrenaliniche e i colpi di scena più o meno ad effetto che costellano il film, il risultato non è del tutto convincente. A tratti confuso, con una sceneggiatura piena di debolezze, che determina le svolte fondamentali attraverso intuizioni verosimili ma molto fortuite, The International spesso assume l’aspetto di un film – o anche solamente di un telefilm – ormai spesse volte già visto, pur risultando evidente lo scopo primario di denunciare un certo sistema. Un sistema che, come più di un personaggio spiegherà al protagonista, è stato creato appositamente affinché il Potere non venga mai intaccato, un sistema che coinvolge persino la giustizia e che si serve di atti criminali per eliminare chi tenta di smascherarlo.

Clive Owen in The InternationalIl respiro internazionale, come preannunciato nel titolo del film, è evidente allo stesso modo: la vicenda inizia in Germania e successivamente si sposta in diverse città che vanno dal Lussemburgo alla Turchia, scenario del finale. Ma ci sono tappe a New York e in Italia, prima a Milano e poi sul Lago d’Iseo. Ogni volta, le diverse città vengono introdotte da campi lunghissimi e oggettivamente spettacolari; spettacolare è per esempio la ripresa di Piazza Duca d’Aosta dove, sullo sfondo della facciata della Stazione Centrale di Milano, poco dopo avverrà l’uccisione di un candidato politico proprio durante un suo comizio, personaggio interpretato da Luca Barbareschi.

Clive Owen e Armin Mueller-Stahl in The InternationalIn questo film, non solo dal volto internazionale ma anche dal taglio metropolitano specie nelle riprese nella vie secondarie di Milano e di New York, trova spazio l’arte con l’ambientazione di un paio di scene in importanti musei, fra i quali spicca il Guggenheim di New York. Proprio qui è stata girata una delle sequenze più adrenaliniche culminante in un’assordante sparatoria che per svolgersi ricorre però a un colpo di scena piuttosto inverosimile il quale resterà oltretutto inspiegato e dunque affidato all’interpretazione dello spettatore.

Naomi Watts e Clive Owen in The InternationalÈ sempre la sceneggiatura, a tratti debole nella sua complessità, che conduce al finale attraverso la redenzione di uno dei loschi individui dei quali la banca si avvale per salvaguardare le sue operazioni. Si tratta di una redenzione che avviene in modo frettoloso e dopo una confessione che implica spiegazioni, piuttosto retoriche, sul destino infame che a volte costringe a compiere delle scelte che non si vorrebbero compiere. Tuttavia, risulta molto inquietante l’amara verità che emerge nel finale: si può anche fermare qualcuno che appartiene al sistema, ma non il sistema stesso, che continuerà a raggiungere i suoi scopi e a prosperare.


La locandina statunitense di The InternationalTitolo: The International (Id.)
Regia: Tom Tykwer
Sceneggiatura: Eric Singer
Fotografia: Frank Griebe
Interpreti: Clive Owen, Naomi Watts, Armin Mueller-Stahl, Ulrich Thomsen, Brian F. O’Byrne, Michel Voletti, Patrick Baladi, Jay Villiers, Fabrice Scott, Haluk Bilginer, Luca Barbareschi, Alessandro Fabrizi, Felix Solis, Jack McGee
Nazionalità: USA – Germania – Regno Unito, 2009
Durata: 2h. 02′


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