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"The Judge" di David Dobkin

30 ottobre 2014 Recensioni 3 Commenti
The Judge

Warner, 23 Ottobre 2014 – Discreto

Nel mezzo di un processo e di una crisi coniugale, l’avvocato Hank Palmer deve lasciare Chicago per ritornare nel natio Indiana. Richiamato dall’improvvisa morte della madre, si troverà altrettanto improvvisamente a difendere il padre, giudice da oltre quarant’anni, dall’accusa di omicidio…


Robert Downey Jr e Robert Duval in The JudgeIl protagonista annunciato e inquadrato fin dall’inizio del film è Hank, anche se il titolo rimanda al padre giudice. Le aule metropolitane di Chicago insieme ai suoi grattacieli e alle sue strade trafficate si traslano ben presto nel paesaggio campestre dell’Indiana; la mancanza di valori che caratterizza Chicago e il suo sistema giudiziario si contrappone ai principi che sopravvivono nella cittadina natale di Hank. Quanto annunciato all’inizio del film viene subito spostato di luogo e di senso, così come avviene col significato della narrazione: non si tratta di narrare un caso legale, per quanto dei legali siano i protagonisti, quanto un caso familiare. Ed è qui che iniziano a emergere alcuni limiti.

Robert Duvall in The JudgeLo scontro caratteriale tra padre e figlio; la pecora nera ancora non bene accetta, al contrario degli altri fratelli che non hanno mai il coraggio di opporsi; i vecchi rancori e nodi che vengono a galla; la vita di provincia contrapposta a quella della città; alcuni pseudointrecci sentimentali che, in quanto tali, a tratti conferiscono alla vicenda un tono da fiction specie nella loro prevedibilità.
Robert Downey Jr e Billy Bob Thornton in The JudgeForse il tema centrale del film sarebbe stato valorizzato meglio da scelte narrative diverse, magari evitando la ripetizione di troppi cliché che in certi punti rischiano di svilirlo. Resta comunque buona l’idea di utilizzare il mondo legale per mettere sotto processo una famiglia che, traslando di volta in volta di luogo e di tipologia di problemi, diventa ovunque e sempre la famiglia con tutti i suoi pregi e difetti, ma pur sempre con dei vincoli di sangue che la tengono unita anche contro il volere dei suoi membri. E questa è una famiglia al maschile nonostante le figure femminili, anche esterne, non siano assenti e nella quale è appena mancata la figura materna che in vita ammorbidiva le cose e taceva quanto ancora non doveva essere detto. E che, una volta mancata, vedrà emergere i segreti maternamente taciuti.

Robert Downey Jr e Vera Farmiga in The JudgeÈ lo stile a salvare l’intero film nonostante i suoi punti deboli. All’inizio ci sono interessanti campi lunghi prima della città e poi della cittadina, alla quale si trovano comunque delle attrattive panoramiche insistendo sulle cascate che fanno da sfondo alla sala del ristorante. Quasi ottocentesca appare l’inquadratura della finestra a cui, contrapposto, il viso di Hank osserva suo padre leggere un libro alla propria bambina, gesto che gli fa capire come le persone possono cambiare grazie alle circostanze. Infine, da un lato l’ironia stempera la drammaticità e conferisce brillantezza ai dialoghi, dall’altro mantiene il personaggio di Hank sempre arguto e altrettanto brillante, sfrontato nella sua eccessiva sicurezza di sé, ma fulcro della sua famiglia e fulcro del film.


La locandina di The JudgeTitolo: The Judge (Id.)
Regia: David Dobkin
Sceneggiatura: Nick Schenk, Bill Dubuque
Fotografia: Janusz Kaminski
Interpreti: Robert Downey Jr, Robert Duvall, Vera Farmiga, Billy Bob Thornton, Vincent D’Onofrio, Jeremy Strong, Dax Shepard, Leighton Meester, Ken Howard, Emma Tremblay, Balthazar Getty, David Krumholtz, Grace Zabriskie, Denis O’Hare, Sarah Lancaster
Nazionalità: USA, 2014
Durata: 2h. 21′


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Attualmente ci sono 3 commenti a questo articolo:

  1. Eddie scrive:

    A me è decisamente piaciuto. Buona regia, sceneggiatura ben scritta anche se a tratti un po’ banalotta (il protagonista torna nella cittadina dove è nato e ritrova la vecchia fidanzata che aveva abbandonato e che adesso ha una figlia che non si sa se è sua… quante volte s’è già vista questa cosa?), ed interpretazioni magistrali.
    Robert Downey Jr. ripropone per l’ennesima volta il suo personaggio carismatico, sbruffone e con grande sense of houmor, dimostrandosi però capace di essere anche un attore veramente intenso, soprattutto nei duetti con l’immenso Robert Duvall. Mi piacerebbe vederlo concentrarsi anche in pellicole davvero impegnate: per quanto possa essere irresistibile quando fa il cazzaro, la sua bravura è decisamente troppa per essere sprecata solo in blockbusteroni ipertrofici. Insomma, qui già va decisamente meglio, ma vogliamo un Downey ancora più inedito!

    Ad ogni modo, se volete passare due piacevolissime ore, “The Judge” è decisamente consigliato.

  2. Bovinelli scrive:

    Concordo in pieno.

  3. Marco scrive:

    Giusto l’aggettivo; discreto film con un buon comparto attoriale. Storia che si fa seguire anche se non guizza in originalità.
    Manca però il pathos, l’emozione e, detto da uno sensibile, la lacrimuccia non c’è stata, neanche nel triste ma positivo finale.
    Non lo rivedrei.
    Bella la fotografia e regia nella norma.

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