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"The Legend of Zorro" di Martin Campbell

27 ottobre 2005 Recensioni 1 Commento
The Legend of Zorro

Sony, 28 Ottobre 2005 – Fracassone

E’ dura la vita di chi lotta contro l’oppressore: la moglie di Zorro continua infatti a lamentarsi perché lui la trascura e al figlioletto di dieci anni manca l’affetto paterno. Alla fine la bella Elena caccia di casa il marito, riagganciando i rapporti con un suo vecchio spasimante francese…


Dopo sei anni dal primo film, il regista Martin Campbell e l’azzeccata (e molto glamour) coppia Banderas-Zeta-Jones, ritornano sul grande schermo per il secondo capitolo delle avventure dell’eroe mascherato per eccellenza: Zorro.

Antonio Banderas in The Legend of ZorroDi fronte ad una trama come quella di questo film nasce spontanea la curiosità di intuire che ne avrebbe mai pensato l’artefice da cui è partito tutto nel lontano 1919: lo scrittore Johnston McCulley. Eh sì, perché sicuramente il romanziere statunitense non avrebbe mai immaginato la sua creatura alle prese con i problemi delle coppie di oggi, tra liti e doveri, né avrebbe mai voluto che il suo eroe, un po’ rubacuori ma fondamentalmente emblema della grande Depressione e della Grande Guerra, fosse banalizzato a tal punto. Paradossalmente, però, questa è la trovata più simpatica e interessante di questo sequel, che conferma la sacra regola che se un film va bene al botteghino bisogna farne un altro per incassare il doppio e pensare automaticamente al terzo. Rispetto al primo film stavolta manca sia il soffio goliardico e scanzonato tipico dei cappa e spada, sia la giustificazione del tutto. L’originalità della crisi matrimoniale è solo accennata e alla fine le scene che girano attorno a questa specie di sottotrama sono fiacche e prolisse, incorniciate da dialoghi naïf inutili se non addirittura comici.

Catherine Zeta-Jones e Antonio Banderas in The Legend of ZorroIl primo film era ben costruito ma soprattutto molto ben dosato tra humour e azione, stavolta le scene concitate sono spasmodiche e convulse, mentre il resto è pura noia. Certo, nel primo film c’era Anthony Hopkins che riempiva i buchi e il piattume di un regista come Campbell, che in realtà è solo un buon artigiano su commissione, stavolta c’è un bambino che sicuramente troveremo grande e erede del padre per il terzo capitolo delle gesta di Zorro.

Ma al di là di tutto, questo film non può trascendere quello che realmente è, e quello per cui è stato girato, ovvero puro entertainment. I giovani e giovanissimi non rimpiangeranno il prezzo del biglietto perché hanno due ore di puro svago e fracasso e, forse, quelli un po’ più in là con gli anni ricorderanno quanto più puro e avventuroso era vedere la personificazione di Zorro fatta da Tyrone Power, tanto finto ma anche tanto essenziale alla funzionalità narrativa del personaggio.

Una scena di The Legend of ZorroBanderas è esteticamente perfetto per il ruolo e si può scommettere che diventerà lui l’icona del personaggio, come Christopher Reeves fu per Superman. Catherine Zeta-Jones arde con la sua bellezza gallese e inserisce il suo lato mascolino da guerriera, facendo ora l’amante ora la civettuola; Rufus Sewell è un cattivo da manuale ma senza i guizzi di un Kenneth Branagh. Costumi, colori e scenografie sono perfetti e a volte sembra che diventino loro il punto di forza del tutto, dato che i combattimenti sono al massimo tre e che c’è solo una scena davvero emozionante, quella finale del treno (che va vista e non può essere descritta). In definitiva, la “Z” di Zorro sembra, stavolta, essere stata incisa con una spada un po’ troppo arrugginita e poco affilata.


La locandinaTitolo: The Legend of Zorro (Id.)
Regia: Martin Campbell
Sceneggiatura: Alex Kurtzman, Roberto Orci
Fotografia: Phil Meheux
Interpreti: Antonio Banderas, Catherine Zeta-Jones, Rufus Sewell, Giovanna Zacarías, Raúl Méndez, Mary Crosby, Alexa Benedetti, Adrian Alonso, Pedro Armendáriz Jr, Michel Bos, Mar Carrera, Nick Chinlund, Michael Emerson, Tina French
Nazionalità: USA, 2005
Durata: 2h. 10′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Alessandro scrive:

    Concordo solo sul fatto che il primo film è decisamente superiore ma questo sequel è comunque buono e non delude le aspettative del titolo. Sicuramente più rocambolesco, gonfiato da più effetti visivi e con una storia di minor impatto che però in modo romanzato è documentata su un periodo storico esistente , coreografie action spettacolari ma al contempo più esagerate ma il film fa’ quello che deve, intrattiene e rimane fedele alle aspettative di buon sequel che non potrà mai superare l’epicità del primo episodio con Anthony Hopkins ma questo lo si sapeva prima di entrare in sala in quel non tanto lontano 2005 . Banderas e Zeta-Jones sempre perfetti!…

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