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"Belye nochi pochtalona Alekseya Tryapitsyna" di Andrej Končalovskij

6 settembre 2014 Recensioni 0 Commenti
Festival di Venezia 2014

Inedito in Italia – Esemplare

Esiste in Russia un villaggio il cui unico contatto con il mondo esterno è un postino che fa la spola ogni giorno con la città più vicina. La decisione della donna che ama di trasferirsi lontano da quella moderna età della pietra mette in crisi l’esistenza del povero postino…


Aleksey Tryapitsyn in una scena di The Postman’s White NightsMentre se ne tirano le somme, si può dire che il tema portante – l’ossessione – dei film selezionati per il concorso di Venezia 2014 sia stata il rapporto del mezzo cinematografico (o teatrale) con la realtà. Molte le opere cariche di impegno civile, dedite a raccontare conflitti storici o contemporanei, talvolta cercando di supplire con questi valori a una povertà di idee cinematografiche. In questo contesto trova un senso ancora maggiore quest’ultimo lavoro del regista di Tango & Cash Andrej Končalovskij, che gioca sullo stesso piano ma nella direzione opposta, rifuggendo il grande evento e il sensazionalismo. Geniale, tra l’altro, la decisione di metterlo in una posizione quasi di coda nel calendario delle proiezioni, portando a rivalutare tutto quanto visto prima.

Aleksey Tryapitsyn con Irina Ermolova in The Postman’s White NightsLa via scelta è quella di un iperrealismo cinematografico, che non è documentario ma nemmeno finzione, destinato a mandare in confusione chiunque tenti di scindere le due cose all’interno del film conoscendone le premesse. Sceneggiatura e montaggio sono infatti costruiti a partire dai racconti diretti degli abitanti, che si sono fatti successivamente interpreti di loro stessi sotto la discreta guida del regista. Un vero azzardo, che mostra i suoi limiti in alcuni punti, dove accenni di storia e personaggi vengono lasciati in sospeso. Ma la realtà è che un storia forte alla base del film c’è comunque, ed è in grado di divertire, stupire e far riflettere. Accattivante, infatti, la vicinanza dei temi del film alle idee di decrescita felice che sempre più movimenti propongono come soluzione allo stress della società contemporanea.

Timur Bondarenko e Aleksey Tryapitsyn in The Postman’s White NightsL’abilità di Končalovskij in fase di produzione è stata quella di costruire quello che lui stesso ha giustamente definito un mosaico a partire dai pezzi che ha trovato direttamente sul territorio, primo fra tutti un’atmosfera dolceamara che sembra ricoprire tutto quanto. Senza troppi compromessi, il veterano regista russo firma un’opera che gronda freschezza e libertà espressiva, parlando dei vantaggi e dei pericoli della routine quotidiana, tema con cui tutti gli abitanti del villaggio sono portati a confrontarsi, soprattutto quando questa routine sembra essere destinata a non cambiare mai. Carico di simboli inattesi e significati liberamente interpretabili, The Postman’s White Nights è una delle vette del concorso di Venezia 2014, probabilmente il titolo che più di altri si è avvicinato agli obiettivi che si proponeva, senza cercare una facile complicità con il pubblico né la gratificazione dell’ego di un regista.


Il manifesto del Festival di Venezia 2014Titolo: The Postman’s White Nights (Belye nochi pochtalona Alekseya Tryapitsyna)
Regia: Andrej Končalovskij
Sceneggiatura: Andrej Končalovskij, Elena Kiseleva
Fotografia: Aleksandr Simonov
Interpreti: Aleksey Tryapitsyn, Irina Ermolova, Timur Bondarenko, Victor Kolobov, Victor Berezin, Tatyana Silitch, Irina Silitch, Yuri Panfilov, Nikolay Kapuskin, Sergey Yuriev, Valentina Ananyeva, Lyubov Skorins
Nazionalità: Russia, 2014
Durata: 1h. 50′


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