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La forma dell'acqua di Guillermo del Toro

15 febbraio 2018 (1 Settembre 2017) Recensioni 3 Commenti
La forma dell'acqua

20th Century Fox, 14 Febbraio 2018 – Trasognato

In piena guerra fredda, una donna delle pulizie rimasta muta dall’infanzia lavora in una struttura di ricerca, finché viene a contatto con una creatura metà umanoide e metà anfibio. La sintonia tra l’emarginata e il mostro è immediata…


Guillermo del Toro porta in concorso al Festival di Venezia una pellicola che gli appartiene profondamente, riproposizione di quel mito della Bella e la Bestia che attraversa tutto il suo cinema, realizzando il suo film più romantico. La forma dell’acqua e’ una fiaba sporcata appena da spruzzi di grottesco, che cerca di respingere fuori campo il più possibile la violenza inevitabile per mettere al centro di tutto il racconto di un amore irrazionale tra due reietti minacciati da un gioco più grande di loro, quello dei militari e della Storia.

L’intera operazione potrebbe far salire il gusto della melassa in bocca a molti, ma in realtà il regista messicano si dimostra piuttosto abile nel caratterizzare i personaggi quando serve, giocando bene con la poesia per far digerire gli sviluppi più prevedibili (il timer e la vasca da bagno, il negozio di torte…) e alcune forzature della trama. A facilitare la resa del progetto, l’indubbia capacità di del Toro nel muovere la macchina da presa, alternando piani sequenza di grandissima fluidità ad altri in cui la composizione dell’immagine statica è tutto.

La forma dell’acqua e’ inoltre sostenuto dal contributo di una fortunata combinazione tra l’ottima colonna sonora di Alexandre Desplat e le musiche di un repertorio anni 50 e inizio 60 mai stucchevole perché riproposto tramite mezzi d’epoca inseriti nella storia stessa. Così come sono perfettamente inseriti nel contesto storico tutti i protagonisti, con una Sally Hawkins cui il personaggio le è cucito addosso e un Richard Jenkins di gran classe.

Se pure la vicenda, come in tutte le fiabe, sconta una certa prevedibilità, si sta al gioco volentieri perché ci sono personaggi a cui credere e i momenti memorabili non mancano, tra sogni ad occhi aperti in bianco e nero, guarigioni insperate e un calore che si sprigiona in una improvvisata vasca grande come una stanza. Basta essere disposti a credere a un amore che abbia una possibilità contro tutto. Per chi vuole, c’è il miglior film di del Toro da dieci anni a questa parte, per tutti gli altri si può girare al largo e cercare qualcosa di diverso.


La locandina di La forma dell'acquaTitolo: La forma dell’acqua (The Shape of Water)
Regia: Guillermo del Toro
Sceneggiatura: Guillermo del Toro, Vanessa Taylor
Fotografia: Dan Laustsen
Interpreti: Michael Shannon, Doug Jones, Michael Stuhlbarg, Sally Hawkins, Octavia Spencer, Richard Jenkins, Lauren Lee Smith, David Hewlett, Nick Searcy, John Kapelos, Morgan Kelly, Cyndy Day, Madison Ferguson, Dru Viergever, Jayden Greig, Amanda Smith, Matthew Mease, Dave Reachill
Nazionalità: USA, 2017
Durata: 1h. 59′


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Attualmente ci sono 3 commenti a questo articolo:

  1. Marco ha detto:

    Bello! A me è piaciuto!
    Vero che la storia è facilmente intuibile però si sta al gioco grazie alle tante scene simboliche sparse lungo tutto l’arco del minutaggio e le grandiose prestazioni dei protagonisti tutti.
    Forse a volta il montaggio stacca troppo violentemente sui cambi scena, come se fossero vari pezzi attaccati senza logica.
    Del Toro si dimostra sempre grande narratore e regista.
    Ottimi effetti make up.

    Ma nessuno è venuto in mente il personaggio di Abe Sapien della duologia di “Hellboy”?
    Non può essere una sorta di suo spin-off?

  2. Alberto Cassani ha detto:

    Credo che ci abbiano pensato tutti, invece.

  3. Fabrizio ha detto:

    L’unica scena malriuscita/eccessiva/non necessaria è quella del ballo.
    Per il resto ho poco da eccepire, un racconto ben fatto. Ottima la regia Del Toro.

    Non capisco come sia stato possibile che Sally Hawkins non fosse candidata ai Golden Globe. Non ci fosse di mezzo Frances McDormand, per me sarebbe da Oscar senza pensarci troppo. Certo il suo è un personaggio cucito su misura, ma la sua mimica nelle diverse scene è eccezionale.

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