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The Square di Ruben Östlund

30 gennaio 2018 Recensioni 0 Commenti
The Square

Teodora, 9 N0vembre 2017 – Spiazzante

Christian è il curatore di un prestigioso museo di arte contemporanea. Colto, affascinante ma anche molto vanesio, trova in un’installazione che simboleggia l’altruismo il prodotto perfetto per la sua nuova mostra, ma la controversa campagna pubblicitaria e il furto del suo cellulare lo mettono in crisi…


Premiato con la Palma d’oro al 70° Festival di Cannes, The Square è un film spiazzante, che attrae e disorienta; una critica pungente e sarcastica a una società dominata dall’immagine, ma anche all’ipocrisia e alle contraddizioni dell’arte contemporanea. I protagonisti della storia sono Christian, il direttore di un museo d’arte di Stoccolma, e l’opera d’arte “The Square”, un quadrato, uno spazio che – come lo definisce l’artista che l’ha creato – rappresenta un santuario di fiducia e altruismo entro il quale tutti condividono gli stessi diritti e doveri. Christian e “The Square” sono gli strumenti attraverso i quali il regista svedese Ruben Östlund propone un’acuta riflessione permeata di sarcasmo sulla società e sull’arte.

Come Forza Maggiore, la pellicola precedente di Östlund, anche The Square affronta il tema della responsabilità e di come ci si comporta davanti a situazioni impreviste: se nel primo una valanga in montagna era l’effetto scatenante della reazione inattesa del protagonista, nel secondo il furto di un cellulare tira fuori la natura classista e arrogante di un uomo all’apparenza civile e rispettoso dei diritti altrui. Christian è un narciso che pensa di rispettare gli altri, di essere corretto; ma la sua reazione al furto, il suo modo di gestire la campagna pubblicitaria dell’opera d’arte e i rapporti con le donne rivelano la sua superficialità. Il quadrato di “The Square” simboleggia l’utopia di una società giusta, corretta, in cui prevale il principio di fiducia, quando invece al di fuori di questo spazio, la realtà è diversa, perché l’egoismo e il classismo prevalgono, anche nella civilissima Svezia.

Nel film ci sono diverse scene ironiche e grottesche, come quella in cui un addetto alle pulizie distrugge involontariamente un’installazione artistica perché l’ha scambiata per un mucchio di ghiaia, ma la più potente di tutte è senza dubbio quella del banchetto di gala in onore dell’apertura della mostra su “The Square”, durante la quale un artista si esibisce nel ruolo dell’uomo primitivo mettendo a disagio gli ospiti e suscitando infine i loro istinti peggiori.

Sarebbe comunque sbagliato pensare a The Square come a un film moralista, perché si tratta in realtà di una commedia dal retrogusto amaro e pessimista, in cui l’arte contemporanea è lo strumento che permette di ragionare sulla società, sul principio di causa/effetto e sul senso di responsabilità. Guardando il film, a tratti si ride ma si prova anche un certo disagio, perché vengono messi in luce aspetti sgradevoli della natura umana. Östlund ha realizzato una pellicola affascinante ed emotivamente coinvolgente, imperfetta ed eccessiva nella sua lunghezza, che ha il pregio però di stimolare negli spettatori la riflessione anche su temi scomodi, e soprattutto di lasciarli liberi di interpretare quello che hanno appena visto, senza soluzioni precostituite.


La locandinaTitolo: The Square (Id.)
Regia: Ruben Östlund
Sceneggiatura: Ruben Östlund
Fotografia: Fredrik Wenzel
Interpreti: Claes Bang, Elisabeth Moss, Dominic West, Terry Notary, Christopher Læssø, Marina Schiptjenko, Elijandro Edouard, Daniel Hallberg, Martin Sööder, Sofie Hamilton, Linda Anborg, Annica Liljeblad, Madeleine Barwén Trollvik
Nazionalità: Svezia – Germania – Francia – Danimarca, 2017
Durata: 2h. 22′


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