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Fabrizio Formenti, 21 Maggio 2004: Limitato |
Warner,
21 Maggio 2004
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Troy
di Wolfgang Petersen
Dopo
decenni di spietata ostilità sembra finalmente sbocciata la pace
fra Sparta e Troia: i nobili rappresentanti delle due città,
per suggellare l'intesa raggiunta, brindano festosi al tavolo di Menelao,
re di Sparta. Ma Paride, principe di Troia e fratello di Ettore, commette
l'errore di invaghirsi della bellissima Elena, moglie di Menelao, e
vistosi ricambiato la persuade a seguirlo nel suo viaggio di ritorno
verso Troia. L'offesa è insostenibile per Menelao, che per vendicarsi
chiede aiuto al fratello Agamennone, a sua volta allettato dall'idea
di riuscire a conquistare finalmente Troia. Le mura della città
sono tuttavia salde, nessuno è mai riuscito a scalfirle, specialmente
da quando è il valoroso Ettore a proteggerle. Ma alla testa dell'esercito
greco, questa volta vi è Achille...
Film
epico. Vi è forse una definizione più calzante da associare
a questa pellicola? In essa vi è tutto ciò che sarebbe
lecito attendersi da "Troy", libera trasposizione della parola
di Omero, corposa ma scevra da fastidiose ridondanze narrative: un aspetto,
questo, che è sempre un bene sottolineare. Ma non è neppure
un prodotto di particolare pregio, quest'ultima, costosissima creazione
assemblata da Wolfgang Petersen. Al regista tedesco va sicuramente ascritto
il merito di non aver voluto strafare, di non essersi impuntato in una
dissennata rincorsa a trovate visive inutilmente vistose e di aver piuttosto
provato a 'raccontare'; ma complessivamente non gli è riuscito
di dotare questa pellicola di personalità, di un'anima propria,
distintiva e distinguibile.
L'ideale
classico che sublima le gesta eroiche in quanto destinate a riecheggiare
nei secoli è alla base del personaggio di Achille, "il più
grande guerriero mai esistito", e viene più volte sottolineato
a chiare lettere, per bocca dei personaggi, sin dai primissimi minuti.
Un concetto, questo, che continuerà a vivere entro i confini
della storia quivi narrata, ma che probabilmente non trarrà ulteriore
spinta dal medesimo supporto filmico. Perchè la sensazione è
che l'eco di "Troy"non si propagherà nei decenni a
venire.
Se
l'impronta registica non è forte quanto il mito di Ettore e Achille,
anche la sceneggiatura partorita da David Benioff non è ispirata,
pur se complessivamente coesa. Il pur dotato screenwriter de
"La 25a ora" si prende molte libertà
rispetto al millenario testo di riferimento - come è giusto che
sia quando la parola scritta si trasforma in immagine, la materia cartacea
in celluloide - dedicandosi soprattutto alla coralità della vicenda,
con il grande demerito, però, di non essere riuscito a dare corpo
al personaggio di Ettore, interpretato da un Eric Bana ("Hulk")
un pò troppo monocorde.
A
dire il vero, è l'intero sistema di personaggi a soffrire di
una sostanziale carenza di analiticità e viene alla lunga completamente
oscurato dalla magnificenza di Achille, un character, quest'ultimo,
al contrario perfettamente compiuto e ben sorretto dall'interpretazione
di Brad Pitt. Si riscontrano alcuni dialoghi efficaci, disseminati soprattutto
nella seconda porzione di film (che si lascia preferire a quella iniziale),
ma anche troppe battute cinematograficamente logore, che coinvolgono
sia gli accesi e frequenti scontri verbali, sia - soprattutto - le iniziali,
fastidiose, effusioni amorose fra Paride ed Elena. Incostanti anche
le musiche, buone nel finale ma troppo insistite nell'utilizzo della
consueta e qui monotona voce liricheggiante, ormai un must per
questa tipologia di film.
Valide,
invece, le coreografie che supportano gli innumerevoli duelli, così
come valido (anche se tecnicamente imperfetto) è il taglio registico
fornito agli stessi da Petersen, specie quando si tratta di mostrare
la valenza tecnica di Achille negli scontri fisici ravvicinati. In tale
ottica, particolarmente apprezzabile da un punto di vista prettamente
visivo il primo di questi, allorchè lo stesso Achille è
chiamato a battersi con il corpulento guerriero rappresentante di quell'esercito
tessalico che Agamennone intende piegare al proprio volere.
Neanche
a dirlo, è il luccicante Achille il fulcro di questo film, e
Brad Pitt ne è l'adeguato manifesto vivente. La riuscita del
personaggio, unitamente al look quantomai accattivante dell'attore,
coincidono con la parziale riuscita del film stesso, che memorabile
non è ma che se non altro non lesina quel genere di intrattenimento
che il pubblico si attende da pellicole di questo stampo. Anche se Ridley
Scott è tutt'altra cosa...
Si
dica che ho vissuto nell'era di Ettore, domatore di cavalli... si dica
che ho vissuto nell'era di Achille!
Percorsi
tematici
Il
Gladiatore
- di Ridley Scott;
con Russell Crowe, Joaquin Phoenix, Connie Nielsen.
Titolo:
Troy (Id.)
Regia:
Wolfgang Petersen
Sceneggiatura:
David Benioff
Fotografia:
Roger Pratt
Interpreti:
Brad Pitt, Eric Bana, Orlando Bloom, Diane Kruger, Brian Cox, Sean Bean,
Brendan Gleeson, Peter O'Toole, Julian Glover, Nathan Jones, Adoni Maropis,
Jacob Smith, Saffron Burrows, Garrett Hedlund, John Schrapnel, Siri
Svegler, Ken Bones, Mark Lewis Jones, Julie Christie, James Cosmo, Nigel
Terry, Rose Byrne, Tyler Mane, Owain Yeoman, Vincent Regan
Nazionalità:
Gran Bretagna - Malta, 2004
Durata:
2h. 45'
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