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"U-571" di Jonathan Mostow

28 ottobre 2000 Recensioni 0 Commenti
U-571

Uip, 6 Ottobre 2000 – Fracassone

Aprile 1942: un sommergibile tedesco viene gravemente danneggiato in uno scontro a fuoco. Un sommergibile statunitense approccia l’imbarcazione nemica fingendosi un U-Boot di soccorso, ma i tedeschi si accorgono del trucco e fanno di tutto per impedire agli Alleati di mettere le mani sulla preziosissima macchina Enigma…


Harvey Keitel e Matthew McConaughey in U-571A sentire il regista ci sono voluti sette anni di ricerca, e la lettura di tutti i libri pubblicati sull’Enigma e a consulenza del “massimo esperto di Enigma” David Kahn per poter realizzare U-571. Lavoro buttato al vento, visto che dell’Enigma si parla sì e no per sei minuti (non consecutivi) e che quello che si dice sul suo conto è solo che «assomiglia ad una macchina da scrivere ma non lo è», per il resto tutto è noia. Mostow firma assieme a Sam Montgomery (entrambi già sceneggiatori di Breakdown – La trappola, per la regia dello stesso Mostow) e David Ayer una sceneggiatura col botto, nel vero senso della parola, perché sono più le esplosioni che le battute degli attori. O meglio: le esplosioni sembrano servire a coprire la vuotezza della sceneggiatura. Poca suspense e tutto basato più sulla sorpresa fracassona che sul gioco di nervi dell’attesa, autentico cinema in Dolby Surround che a lungo andare annoia. Cast sprecato, se si pensa solo ad Harvey Keitel, o alla presenza inutile quanto superflua di Jon Bon Jovi.

Matthew McConaughey e il regista Jonathan Mostow sul set di U-571Un film storico? Neanche a parlarne, basti pensare che il regista ha scritto la storia pur sapendo benissimo che furono gli inglesi e non gli statunitensi ad impossessarsi di Enigma, e poi giustificandosi portando a Venezia, dove il film era fuori concorso, cartine e foto per provare l’esistenza di una missione statunitense (che sia questo il frutto della sua ricerca?).
Questo è un film fintamente eroico, e come cita più o meno lo slogan, non sono “uomini che messi alle strette diventano eroi” ma sono uomini statunitensi che messi alle strette diventano eroi, questo perché se veramente Mostow voleva fare un film sul coraggio, sull’eroismo, non aveva nessunissima importanza la nazionalità di questi uomini, e quindi non c’era assolutamente bisogno di inventarsi una storia solo per avere dei protagonisti statunitensi, bastava soltanto dire le cose come stavano e cioè che inglesi sono stati i veri “eroi” della situazione.

Una scena di U-571Confezione di lusso, con la fotografia di Oliver Wood, lo stesso di U-Boot 96 di Wolfgang Petersen, e produzione by Dino De Laurentiis. Interni girati a Cinecittà, mentre gli esterni sono stati girati a Malta. Musiche a tono col film, cioè fracassone e poco melodiche. Un consiglio a coloro ai quali interessasse l’argomento Enigma: un buon libro-romanzo è quello di Robert Harris intitolato Enigma, dove alla storia romanzata viene intrecciata la realtà dei veri codici tedeschi dell’epoca tradotti. Un ottimo libro. Avrebbero potuto farci un film…


La locandina statunitense di U-571Titolo: U-571 (Id.)
Regia: Jonathan Mostow
Sceneggiatura: Jonathan Mostow, Sam Montgomery, David Ayer
Fotografia: Oliver Wood
Interpreti: Matthew McConaughey, Harvey Keitel, David Keith, Jake Weber, Jon Bon Jovi, Bill Paxton, Eric Palladino, Thomas Kretschmann, Matthew Settle, Dave Power, Tom Guiry, Derk Cheetwood, T.C. Carson, Jake Weber, Jack Noseworthy
Nazionalità: USA, 2000
Durata: 1h. 55′


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